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Nel 20° anniversario della morte di Marco Zuanazzi*, avvenuta il 12 giugno del 2002, molti di coloro che lo conobbero e i nuovi amici che loro oggi frequentano hanno voluto ricordarlo con la forza dei colori, sulla massicciata della ferrovia in via Predil.
Ne diamo notizia, con ritardo, riportando – forse in modo incompleto – ciò che hanno saputo realizzare.
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Marco Zuanazzi, come si diceva allora, era un graffittaro. Nel dicembre del 2002 avrebbe compiuto 15 anni. Morì folgorato alla stazione della metropolitana di Rovereto. Abitava in via Catalani.
Nel 2015 abbiamo scritto un articolo – anche quello in ritardo (non eravamo ancora nati come blog) – IL GIARDINETTO DI VIA CONTEROSSO E L’OPERA PUBLICA in cui documentiamo che l’opera pubblica collettiva, realizzata nel 2011, che affresca il giardino è stata dedicata a tutti i lambratesi in particolare a Marco Zuanazzi, in arte Kiere.
Sono passati quasi 3 mesi da quando sono andato al parco Lambro. Stamattina ho visto l’area umida.
Tre mesi fa il cartellone diceva Stiamo lavorando per loro. Solo gli umani sanno scrivere altrimenti la fauna e la flora avrebbero risposto: troppo tardi!
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P. S. se vi posizionate su una immagine potete ingrandirla
Confrontando l’immagine con google image la conclusione dovrebbe essere che sul mio balcone si è posata una mantide religiosa
poi ha deciso di arrampicarsi
La demolizione dell’ex-area Rizzoli ha riguardato tutte le strutture. Il corpo principale, un tempo adibito a uffici di quattro piani più sottotetto e seminterrato in via Rizzoli. Il corpo disposto lungo via Cazzaniga: composto da due piani fuori terra più seminterrato e sottotetto, adibito un tempo ad attività industriali. Una serie di edifici che completano l’area in elevazione quali: la vecchia centrale termica, l’ex tipografia, l’area stampa, l’area di stoccaggio merci: e, infine, le parti residuali interrate dell’edificio e le strutture di guardia lungo via Cazzaniga.
E’ stata una demolizione importante, di circa 400.000 mc, nella quale sono stati impegnati una decina di mezzi ed altrettanti operatori specializzati per le opere di demolizione, e una trentina di operai.
E’ stata una demolizione importante, di circa 400.000 mc, nella quale sono stati impegnati una decina di mezzi ed altrettanti operatori specializzati per le opere di demolizione, e una trentina di operai.
Fine anni cinquanta, gli anni del boom economico e a Milano è stato appena costruito il Pirellone. Il Cumenda (Angelo Rizzoli (1889 – 1970) sogna anche per sé un grattacielo con una grande “R”.
Non poté realizzare il sogno perché gli architetti gli dissero che il terreno di via Civitavecchia non poteva reggere un così pesante peso.
Il Cumenda non si perse d’animo e costruì sull’allora via Civitavecchia un grattacielo… sdraiato: 150 metri di uffici su quattro piani con ben 724 finestre e sopra vi mise la scritta RIZZOLI.

Qui si vedono le prime 2 case – altre 2 seguiranno – che Angelo Rizzoli fece costruire per i suoi dipendenti.
In seguito nell’odierna via Cazzaniga mise la scritta Rizzoli Editore; terminò la costruzione di altre 2 case per i suoi dipendenti e sostituì l’insegna di via Civitavecchia con quella della testata Oggi.


Una immagine del fronte del “grattacielo” di Angelo Rizzoli, senza alcuna scritta, prima che iniziassero i lavori di demolizione.
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Le foto tranne la prima e la 0004 sono di Raffaella Jona
E’ una famosa azienda della nostra Zona 3. E probabilmente non l’ha vista nemmeno l’architetto che l’ha immaginata.

