A proposito del Congresso del PD

02pdEmuli degli esercenti extracomunitari, il PD di Zona prolunga l’orario di apertura.
Il suo esponente di punta –
Pierfrancesco Maran – chiosa: “Bello che quest’anno il PD milanese cresca come iscritti.”
Contento loro!

 

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Spazio condominiale
via Amadeo 29

Fernando Scala
Presenta
Cimiano, Felte, Rombon e Lambrate

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Circolo ACLI
via Conterosso 5

Organizzato da Progetto Lambrate –


Lo scalo di Lambrate appartiene alla collettività. F.S. Sistemi Urbani vuole vendere le aree dello scalo come fosse un semplice privato, per pagare debiti e dividendi, e per quotarsi in borsa. Il Comune vuole incassare gli oneri di urbanizzazione. Ma per entrambi sarà una gioia breve, una tantum. E tutti noi perderemo per sempre aree fondamentali per la vita del quartiere e dei cittadini, aree preziose per la città metropolitana. Lo scalo non è altro che un pezzo di terra. Ma è terra che appartiene al pubblico, alla città, a ciascuno di noi. Teniamocelo. E se ce lo tolgono, riprendiamocelo.

Costruiamo insieme lo scalo che ci piace, partecipa anche tu ai tavoli di lavoro. Sono tre, puoi scegliere quello che fa più per te:

1 L’analisi del contesto per conoscere e capire cosa occorre e cosa è inutile
2 Il progetto per dire cosa realizzare, e anche come realizzarlo
3 La comunicazione per raccontare a tutti l’alternativa possibile

Progetto Lambrate – Partecipa Lambrate
progettolambrate@gmail.com – partecipalambrate@gmail.com

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Martedì 21 febbraio il Corriere della sera on line postava un articolo dal titolo: L’Orto botanico di Città Studi svelato dai volontari del Touring.
E a seguire: Da marzo visite guidate. «Tesoro nascosto, puntiamo ad avere seimila visitatori l’anno». Vago (Statale): «Un luogo che deve essere snodo di cultura e socializzazione»
Peccato che da vent’anni quando l’area, dell’ex cascina Rosa (1), è stata data in concessione all’Istituto dei Tumori e poi anche alla Statale. Parte di quell’area è stata cintata da un muretto in cemento armato con rete; dei tubi Innocenti sorreggono mattoni di un muro di pertinenza dell’ex cascina e l’ingresso ha un parcheggio privato la dove c’era la corte.
Insomma l’Orto botanico c’è e in questi anni lo hanno tenuto aperto, per qualche ora, un gruppo di volontari che abitano in Zona, e continueranno a farlo, anche se il Rettore Vago non ha dedicato loro neppure una menzione. Che il Touring Club Italiano abbia 800 volontari tutti esperti in botanica ci sorprende un poco.
Se l’Orto Botanico è nascosto lo si deve alle scelte architettoniche della Statale e alle esigenze dell’Istituto dei Tumori: su largo Murani meglio muretti, reti boscaglia e mattoni che giustificano il “finito non finito”, così che sia punto di parcheggio e di inclusione per le auto dell’Istituto e dell’università.


P. S. Le immagini possono essere visualizzate più grandi se vi posizionate sopra il cursore e poi cliccate.
Non c’è quindi bisogno di interrogarci su quel che sarà Città Studi. Già da molto tempo e ancora oggi quel che c’è è sotto i nostri occhi: un orto botanico e un luogo di esclusione per i residenti e i cittadini.
Abbattiamo quei mattoni e quell’oraglia che separano l’Orto Botanico da largo Murani così che l’Orto sia visibile e diventi, come nella favola “snodo di cultura e socializzazione”.
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1) Ne abbiamo ricostruita la storia in un recente articolo (vd.)

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Un mese fa segnalammo che la targa di Nelson Mandela, in piazza Leonardo da Vinci, da mesi era stata vandalizzata e nessuno se ne era curato (vd.). Un consigliere di Municipio, più intraprendente di altri, ha fatto rimbalzare la notizia sui giornali che hanno portato in evidenza il fatto in concomitanza con la giornata della memoria e l’imbrattamento della pietra d’inciampo di Dante Coen, alla cui pulizia aveva provveduto la famiglia,  a cui il Municipio 3 ha partecipato il suo sdegno organizzando una catena umana.
20170128-catenaMa anche la risposta a mezzo stampa del Comune non si è fatta attendere (vd.)  e l’assessore al Verde, Pierfrancesco Maran si è attivato per la realizzazione di una nuova targa. “Condanniamo fermamente il gesto vile di chi ha sfregiato l’omaggio al Premio Nobel per la pace – ha dichiarato Maran – simbolo dell’uguaglianza, della libertà e della lotta al razzismo”
E’ passato un mese!
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