L’8 novembre scorso pubblicammo, in corso d’opera, MIRACOLO A MILANO. a cura di SMOE STUDIO. Già ieri – giorno di mercato in via Valvassori Peroni – abbiamo vista l’opera  era finita. Oggi l’abbiamo fotografata.

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Il titolo è un pretesto per dire che a Lambrate o più precisamente a Lambrate e all’Ortica sembra che siano nate due scuole diverse di “pittori” per come  rappresentano la storia della e nella Zona.
Il mese scorso, il 18 ottobre, c’è stata la presentazione ufficiale dell’ultimo murales della scuola di Lambrate in via pitteri angolo via Gaetano Crespi. Poi alla fine mese  vi è stato il murales della scuola dell’Ortica (Vd.):

In una delle immagini è riprodotta una ASA, il cui presidente fu Nicolo De Nora figlio di Oronzio De Nora l’inventore dell’Amuchina.. Qui sotto la sua storia

 

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Nel supermercato di via Rubattino fa bella mostra di sé un manifesto che ha leggerlo mi ha ricordato la promessa elettorale di Berlusconi: pianteremo 1 milione di alberi; e quella del sindaco Sala pianteremo 3 milioni di alberi, in 10 anni. Ma l’unica cosa certa è che da un bel po’ a Milano muoiono come funghi.
Orbene: se 4 milioni di alberi assorbono 113 milioni di kg di Co₂ pari a quella che avrebbe emesso il supermercato di via Rubattino qualora si fosse approvvigionato da combustibili fossili quanti alberi, il sindaco Sala che è ARCOBALENO/GREEN /VERDE /DEMOCRATICO  dovrebbe piantare – e non fare morire – a Milano perché l’aria sia respirabile? Più di 3 milioni non vi pare? Perché i famosi 3 milioni di alberi sono distribuiti non già su Milano ma sulla città metropolitana che ha una popolazione di 3 239 123 abitanti e una superficie di 1.575,65 km².
Perché se 3 milioni di alberi sono pari a quasi 1 albero per ogni abitante è altrettanto vero che sul territorio della città metropolitana di Milano verrà piantato 1 albero ogni 525,21 m².

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Quanto al murales siamo andati a fotografarlo domenica.
Lo stato dell’arte è questo.
Il murale è stato modificato rispetto al progetto originale

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Grazie alla segnalazione di una abitante della Zona 3, Adriana Berra,  possiamo ricordare a Caterina Antola e a Elena Grandi come avrebbe dovuto essere il collegamento tra piazzale Dateo e piazzale Susa.
Ovviamente mancano ancora poco più di 20 giorni (29 novembre) all’inaugurazione della tratta in oggetto e MM ha tempo per rispettare il progetto: se son rose fioriranno!

MM4 – Collegamento piazzale Dateo – Susa

Anno    2008
Titolo
Linea M4.Progetto definitivo delle opere a verde asse Plebisciti
Luogo  Milano
Committente Metropolitana Milanese S.p.a.
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(ANSA) – MILANO, 04 NOV – “Il Meazza non si tocca e non lo dice Sgarbi ma è la legge”

Così il neo sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi ha parlato all’ANSA dell’abbattimento dello stadio.

San Siro “è del ’26, sarebbe come buttare giù l’Eur a Roma quindi è naturalmente vincolato perché il vincolo sarebbe automatico oltre i 70 anni, non si può buttare giù – ha aggiunto -. Se serve un vincolo lo metterò. Ma non occorre un vincolo per salvarlo se mai servirebbe una decisione del ministero per dire abbattetelo e non arriverà mai. Dal ministero non arriverà mai”. “Capisco Sala ma io metto la Pietà Rondanini e la sua collocazione come l’emblema di un errore che non si ripeterà – ha concluso Sgarbi criticando il nuovo allestimento dell’opera di Michelangelo al Castello Sforzesco -. Qui questo errore non si farà. Nessuna soprintendenza dirà che si può buttare giù”. Per il vicepremier Matteo Salvini, che è ministro delle Infrastrutture, “Il Comune di Milano ha già fatto perdere troppo tempo a Milano, alle società e ai tifosi. Si scelga subito il nuovo San Siro, oppure si vada a Sesto!”. Il Consiglio comunale di Milano potrebbe arrivare a esprimersi sul progetto del nuovo stadio di Inter e Milan tra circa un anno, dopo che sarà concluso il dibattito pubblico il 18 novembre. Sono le tempistiche ipotizzate dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “In consiglio comunale andremo tra un annetto, adesso purtroppo questa storia dello stadio è talmente tribolata e il mio intendimento è fare un passo alla volta – ha spiegato – . Il prossimo passo è quello di ricevere il giorno 18 novembre il risultato del dibattito pubblico, dal dibattito pubblico noi dovremo formalmente rispondere o con l’accettazione delle osservazioni che sono state fatte oppure respingerle argomentando, dopodiché la giunta delibererà. A quel punto le squadre avranno il compito, da un lato di costruire il progetto esecutivo e dall’altro quello di spiegare meglio come San Siro verrebbe smantellato, a meno che troviamo altri interessi sulla strada. In un anno le opinioni cambiano”.

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La scorsa settimana abbiamo scritto che sui terreni dell’INPS, in fondo a via Rizzoli, ancora ci sono 5 o 6 ortisti che non sono stati sgomberati perché sostengono che sono diventati proprietari di quei terreni per usucapione.
Ci è stato fatto notare che il sentiero che negli anni utilizzavano per accedere ai “loro orti” non c’è più ma in sua vece sulla via Rizzoli alcune reti, che delimitavano la proprietà dell’INPS, sono state rimosse e loro possono scendere agli orti per uno stretto sentiero.
In alternativa potrebbero accedervi da via Carlo Cazzaniga. Incuriositi siamo andati, muniti di una cartina non proprio recente di google maps – compare ancora il vecchio palazzo della Rizzoli – a vedere l’accessibilità di tale percorso.
E abbiamo scoperto che in fondo a via Carlo Cazzaniga vi è un’area ben delimita. E’ la macchia color terra che compare a sinistra, sulla cartina di google maps.
Dietro ad essa vi sono gli orti e quant’altro nel tempo è stato costruito. Ma ora quello spazio è ridotto a macerie ed in via di bonifica.
Constatato che da via Carlo Cazzaniga non si accede ai vecchi orti INPS abbiamo fatto alcuni scatti all’esterno dell'”area color terra”.
Se vi posizionate sulle immagini potete ingrandirle.

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Ogni tanto mi capita di leggere cosa dice la presidente del Municipio 3 sul suo sito facebook.
Recentemente mi è capitato di vedere questa foto e il commento mi a lasciato perplesso.

Ricordo Corso Plebisciti prima che i lavori della M4 iniziassero e c’erano gli alberi sui due lati del parterre.
Mi sono ripromesso di vedere. Purtroppo dal punto dello scatto della foto c’erano dei lavori in corso e l’accesso era impedito; perciò sono andato all’inizio del corso, all’altezza dei semafori di piazzale Susa, Ho così contato, che in questo tratto, sono stati piantati 13 “alberi”. Ma “causa bel tempo” all’occhio di me profano 6 sembravano morti.
L’assessore Verde del Comune di Milano potrà essere più precisa.
La foto scattata è questa. Di certo questo albero è morto e Caterina Antola non ha alcuna colpa circa la sua morte. Ma raccontare che è piacevole percorrere filari di alberi morti o mezzi morti o mettersi su una panchina a leggere il giornale per abbronzarsi non è che sia, come dice lei, “molto piacevole”.

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