Può sembrare un po’ stonato ridurre un evento cittadino a ciò che si riferisce al Municipio 3. Ma siamo, alle volte, provinciali e campanilisti. Pertanto traendoli dalla cartina ufficiale del Open House Milano vi segnaliamo i luoghi che si possono visitare in questo fine settimana, in zona.
La curiosità di quest’anno, per noi, è data dall’avere riportato alla memoria l’originale funzione dello stabile di via Golgi 60 allora sede della  Bracci & Manzini – Arti Grafiche.

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Auditorium
Stefano Cerri
via Valvassori Peroni 56

IN MEMORIA DI LUIGI PESTALOZZA

Verrà ricordato con le sue parole attraverso i brani di due cortometraggi: Pestalozza, la resistenza e Bruno Trentin” e Musica e antifascismo

Musica dal vivo

Arpa Roberta Pestalozza
Pianoforte Federico Costa

Luigi Pestalozza (Milano 1928 – Milano 23/02/2017) Partigiano combattente in Giustizia e Libertà, torturato dai repubblichini e salvatosi fortunosamente dal plotone di esecuzione; storico della musica ha:
collaborato con l’Avanti, l’Unità, Paese Sera e Rinascita;
insegnò storia della musica all’Accademia di Brera e alla scuola di arte drammatica del Piccolo Teatro, oltre che all’università di Pisa;
ricoperto incarichi nazionali nel PCI ed è stato dirigente dell’ANPI;
ha scritto una ventina di libri sulla musica del ventesimo secolo;
ha fondato la rivista Il diapason ed è stato direttore del settore musicale del Verri;
ha dato vita alla rivista di studi musicali Musica/Realtà e alle collane di studi musicali Le Sfere e I Quaderni di M/R.
Nel 2009 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro con la seguente motivazione: Apprezzato musicologo, è stato protagonista fin dal dopoguerra della vita sociale e culturale di Milano e vicepresidente dell’ANPI provinciale. Tra i primi a cogliere gli stimoli intellettuali della sperimentazione artistica contemporanea ed elettronica ha dato un contributo di alto livello alla diffusione della musica attraverso l’insegnamento e numerose pubblicazioni.

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Via Rodano e via Predil sono state aperte al traffico, anche la pista ciclabile.

Si va be’, forse è esagerato chiamarla pista. Ma gridare P i s t  a a a!  può aiutare se – dopo il lungo rettilineo rosso che costeggia la massicciata della ferrovia – volete attraversare indenni viale Rimembranze di Lambrate per raggiungere via Saccardo.
Per farvi capire questa pista partiamo da dove finisce. La guardiamo nel senso contrario di marcia, anche se per un lunghissimo tratto, dovrebbe essere a doppio senso.

La pista finisce così: in quei 3 metri di asfalto rosso, tra marciapiede e cordolo con ciotoli, in via Saccardo, che è un senso unico.
Arrivati su viale Rimembranze di Lambrate, non ha senso tentare di attraversare la strada da via Saccardo: non si può.
Perciò, facciamo un balzo, guardiamo quei 3 metri di pista da via Rodano angolo viale Rimembranze di Lambrate.
Abbiamo innanzi a noi un piccolo problema – nella foto scattata nottetempo i problemi non compaiono – oltre al fatto che da destra e da sinistra arrivano macchine e pedoni e voi, che siete in bicicletta, dovrete non arrotare i pedoni e non farvi arrotare dalle macchine dovrete parimenti attraversare la strada – senza l’ausilio di un semaforo o di scritte stradali che segnalino il passaggio di biciclette – e se tutto è andato bene dovrete centrare con la bicicletta gli ultimi 3 metri di pista. Noi ci siamo riusciti ma non eravamo in bicicletta.
Fortuna vuole che già siano installati i cartelli che indicano come quella striscia rossa è consentita solo alle biciclette.

Per ora, il marciapiede angolo via Saccardo via Rimembranze di Lambrate non è ancora stato bitumato: ma suvvia i lavori sono iniziati solo nel giugno del 2015!
Forse i lavori non sono andati molto spediti perchè l’assessore competente (Maran) dopo avere detto che fuori dalla stazione ci sarebbero state 200 citybike si è accorto che se arrivano 200 ciclisti la pista ciclabile da lunga sarebbe diventata troppo corta:non vuole fare brutta figura!
Comunque sia via Rodano adesso è tutta un’altra cosa. E lo sarebbe di più se al proprietario della cava a cielo aperto fosse imposto di tappare il buco: sono anni che nessuno scava e di certo sotto il buco non c’è il petrolio.
P. S. se volete veder meglio posizionate il cursore su una foto e cliccate: apparirà ingrandita.

Assessore Bruzzese, assessore Maran: fate qualcosa!

 

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ore 10.00 circa

via Rosso di San Secondo angolo
via San Faustino

Walter Contipelli del collettivo Orticanoodles presenterà̀ l‘opera e con lui saranno presenti gli studenti che insieme l’hanno realizzata.

Di seguito i primi scatti.

I VOLTI

Giorgio Ambrosoli (Milano, 17 ottobre 1933 – Milano, 11 luglio 1979) Avvocato. Nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana del banchiere Michele Sindona venne ucciso  l’11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato da Sindona perché ormai aveva scoperto un intreccio che coinvolgeva politica, finanza vaticana, massoneria e mafia. Nessun politico fu presente ai funerali.

Carlo Alberto Dalla Chiesa (Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo, 3 settembre 1982) Indossata la divisa di carabiniere si laureò in Scienze Politiche con Aldo Moro. Venne mandato in Sicilia come comandante della legione di Palermo (1966-73)  dove investigò sull’omicidio del sindacalista Placido Rizzotto, fatto assassinare da Luciano Liggio. Ricoprì l’incarico di generale di brigata a Torino (1973-77) e nel maggio di quell’anno assunse le funzioni di coordinatore del servizio di sicurezza degli istituti di prevenzione e pena. Nel settembre 1978 fu messo a capo del coordinamento tra le forze di polizia per la lotta contro il terrorismo, Nucleo Speciale Antiterrorismo.
Dopo essere diventato generale di divisione a Milano (1979-81); vicecomandante dell’Arma (1981-82), nel maggio 1982 fu nominato prefetto di Palermo. Due mesi dopo  stilò il Rapporto dei 162, in cui evidenziò le collusioni tra apparati dello Stato e criminalità organizzata. Venne ucciso in un agguato della mafia il 3 settembre 1982 insieme alla moglie e a un agente di scorta.

Emilio Alessandrini (Penne, 30 agosto 1942 – Milano, 29 gennaio 1979). Magistrato. Come Sostituto Procuratore della Repubblica a Milano condusse l’istruttoria sulla strage di piazza Fontana, che portò all’incriminazione di appartenenti alla destra eversiva. Successivamente si occupò dell’organizzazione terroristica Prima Linea, oltre che al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Fu ucciso la mattina del 29 gennaio 1979 da appartenenti a Prima Linea.

Mauro Brutto redattore del quotidiano l’Unità. Indaga e scrive sugli investimenti economici della mafia siciliana a Milano; coon i suoi articoli contribuisce a illuminare la figura di Luciano Liggio che catturato durante il processato lo minacciò di morte. Disvelò gli intrecci di una serie di rapimenti gestiti dalla banda Turatello/Epaminonda e i corleonesi. Ma fatale gli fu l’indagine che stava svolgendo sulla morte di Fausto e Iaio. Il 25 novembre 1978 una Simca bianca lo investe e muore. Con lui scompare una borsa con i documenti dell’indagine.

Walter Tobagi (Spoleto, 18 marzo 1947 – Milano, 28 maggio 1980) Giornalista del Corriere della Sera. Dopo l’Avanti passò all’Avvenire per poi approdare al Corriere.  Appassionato di storia sociale e del movimento operaio, si interessa alle vicende del terrorismo che segnano Milano negli anni ’70. La sua sete di capire lo espone alla follia della Brigata XXVIII: il 28 maggio 1980 muore sotto i colpi della pistola che ha ucciso Emilio Alessandrini.

Tina Anselmi (Castelfranco Veneto, 25 marzo 1927 – Castelfranco Veneto, 1º novembre 2016) Parlamentare D. C.. Con il nome di battaglia Gabriella è staffetta partigiana della brigata Cesare Battisti. Prima donna a ricoprire la carica di ministro della Repubblica nel Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Come ministro della Sanità è tra coloro che elaborarono la riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale. Nel 1981 è nominata Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2 di Licio Gelli. E’ morta il I° novembre 2016.

Lea Garofalo (Petilia Policastro, 24 aprile 1974 – Milano, 24 novembre 2009) Testimone di giustizia su faide intercorse tra famiglie della `Ndrangheta calabrese e per questo uccisa a Milano, dove da tempo risiedeva.
Dopo la sentenza di condanna di 6 imputati, tra cui l’ex compagno Carlo Cosco, per il suo sequestro, l’omicidio e la distruzione di cadavere, vennero rinvenuti a San Fruttuoso, frazione di Monza, circa 2000 frammenti ossei appartenenti a Lea.
Il 18 dicembre 2014 la Corte di Cassazione ha confermato tutte le condanne.

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Ieri notte, all’1,45 , il Consiglio di Municipio 3 – era iniziato alle 18.00 – ha approvato la delibera denominata “Linee di indirizzo riqualificazione scalo ferroviario di Lambrate“.
L’assessore Antonella Bruzzese, a mezzo internet, lo ha definito un “documento corale”.
Il suo maestro probabilmente è stato Giorgio Gaber con il refrain La libertà non è uno spazio libero considerato che la maggioranza è favorevole a che si costruisca sullo Scalo per 23.000 mq. (1/3 in meno di quanto era previsto nel progetto originale).
L’esito conseguito – con il premio di maggioranza (60%)  alla coalizione di sinistra (maggioranza nel Municipio 3) – è stato ottenuto facendo sapere ai consiglieri come votare; poi hanno fatta notte bocciando gli 86 emendamenti presentati dall’opposizione.
Ma la seconda riga del refain di Gaber diceva “la libertà è partecipazione.
Ricordatasene A. B ha aggiunto: il risultato conseguito è “l’esito di un percorso iniziato a febbraio fatto di incontri pubblici, sopralluoghi, confronti e commissioni aperte“.
Se lo ha detto Gaber!
Ma non volendo metterci la faccia l’assessore Bruzzese, dopo avere messo di mezzo Gaber, ha concluso, “Ora lo consegniamo all’amministrazione centrale confidando che ne faccia buon uso, perché se è vero che gli scali sono un tema cittadino e metropolitano è altrettanto vero che la loro riqualificazione deve essere anche l’occasione per trattare e risolvere i problemi locali e per dare risposte ai bisogni di chi in questa zona abita, lavora, studia“.
Troppo comodo assessore Bruzzese raccontare che lei ha fatto il compitino e se qualcosa non andrà come da lei desiderato la colpa è di altri. Lei è in solido con l’amministrazione centrale: siete sulla stessa barca!
Lei è, amministrativamente parlando, l’ultima ruota del carro, il soldato in trincea, quello che non decide nulla ma partecipa a un gioco al cui tavolo non si siederà.
Comunque non disperi, a sua consolazione, potrà sempre sentirsi e cantare con Orietta Berti

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