8 maggio P I S T A A A A …!!!

Via Rodano e via Predil sono state aperte al traffico, anche la pista ciclabile.

Si va be’, forse è esagerato chiamarla pista. Ma gridare P i s t  a a a!  può aiutare se – dopo il lungo rettilineo rosso che costeggia la massicciata della ferrovia – volete attraversare indenni viale Rimembranze di Lambrate per raggiungere via Saccardo.
Per farvi capire questa pista partiamo da dove finisce. La guardiamo nel senso contrario di marcia, anche se per un lunghissimo tratto, dovrebbe essere a doppio senso.

La pista finisce così: in quei 3 metri di asfalto rosso, tra marciapiede e cordolo con ciotoli, in via Saccardo, che è un senso unico.
Arrivati su viale Rimembranze di Lambrate, non ha senso tentare di attraversare la strada da via Saccardo: non si può.
Perciò, facciamo un balzo, guardiamo quei 3 metri di pista da via Rodano angolo viale Rimembranze di Lambrate.
Abbiamo innanzi a noi un piccolo problema – nella foto scattata nottetempo i problemi non compaiono – oltre al fatto che da destra e da sinistra arrivano macchine e pedoni e voi, che siete in bicicletta, dovrete non arrotare i pedoni e non farvi arrotare dalle macchine dovrete parimenti attraversare la strada – senza l’ausilio di un semaforo o di scritte stradali che segnalino il passaggio di biciclette – e se tutto è andato bene dovrete centrare con la bicicletta gli ultimi 3 metri di pista. Noi ci siamo riusciti ma non eravamo in bicicletta.
Fortuna vuole che già siano installati i cartelli che indicano come quella striscia rossa è consentita solo alle biciclette.

Per ora, il marciapiede angolo via Saccardo via Rimembranze di Lambrate non è ancora stato bitumato: ma suvvia i lavori sono iniziati solo nel giugno del 2015!
Forse i lavori non sono andati molto spediti perchè l’assessore competente (Maran) dopo avere detto che fuori dalla stazione ci sarebbero state 200 citybike si è accorto che se arrivano 200 ciclisti la pista ciclabile da lunga sarebbe diventata troppo corta:non vuole fare brutta figura!
Comunque sia via Rodano adesso è tutta un’altra cosa. E lo sarebbe di più se al proprietario della cava a cielo aperto fosse imposto di tappare il buco: sono anni che nessuno scava e di certo sotto il buco non c’è il petrolio.
P. S. se volete veder meglio posizionate il cursore su una foto e cliccate: apparirà ingrandita.

Assessore Bruzzese, assessore Maran: fate qualcosa!

 

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