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In questo caso oltre ad essere un hobby che dura da più di 30 anni è anche, una documentazione storica del trasporto urbano nella nostra zona e, alle volte, ci permette di vedere scorci di un passato più o meno prossimo.
L’autore delle foto è André Knoerr appassionato fotografo di rotaie e mezzi di locomozione.
Se su internet digitate il suo nome vi rendete conto di quanto grande sia la sua passione.
Non lo conosciamo ma gli diciamo grazie per queste immagini.

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A proposito del giardino condiviso di via San Faustino

Il dilemma è amletico. Ma fortunatamente c’è venuta incontro la tecnologia: esiste Google maps che poichè non fornisce sempre dati in tempo reale è per questo una fonte documentale preziosa.
Abbiamo digitato via San Faustino e il mistero è stato risolto: è arrivato prima il palo della luce.

Infatti la foto (presumibilmente del maggio 2016) ci dice che a destra vi è un cancello ad uso del centro geriatrico; a sinistra vi è un reticolato verde non totalmente chiuso – vi è una schermatura provvisoria rossa – innanzi ad essa vi è un palo della luce. Traguardando oltre il reticolato vi è un prato sfalciato di proprietà dell’Università Statale.
L’anno passato attorno a quel pezzo di terra 18.000 mq. il Comune ideò una suggestiva propaganda: grazie a una convenzione con la Statale sarebbe diventato il più grande orto condiviso di Milano.
E il Municipio 3, che ha competenza sul verde, se ne poteva stare zitto? Certo che no. E con lodevole tempestività a marzo ha indetto un bando dal titolo VERSO IL GIARDINO CONDIVISO DI VIA SAN FAUSTINO – avviso pubblico a manifestare interesse
Alcune associazioni l’interesse l’hanno manifestato al punto che volevano vedere, toccare con mano il sacro suolo del giardino che avrebbero codiviso. Financo volevano già portare con un camion degli attrezzi. Ma l’unica entrata è inagibile: c’è il cancello e davanti ad esso c’è il palo della luce!

Allibiti i giardinieri sono andati in Municipio 3 e pare che si siano sentiti rispondere che il Municipio 3 non ha soldi e se volevano spostare il cancello lo dovevano fare a loro spese!
Però, magnanimi, per bocca dell’assessore Bruzzese, hanno detto che la rete di recinzione tagliata in 3 punti sarà rispistinata dai tecnici del Comune già allertati: sono passate 2 settimane: non c’è fretta, la convenzione scade fra qualche anno!

P. S. Oggi, 23 giugno, alle ore 16,23 abbiamo ricevuto in redazione una email del consigliere di Municipio 3 Gianluca Boari e per motivi tecnici che non abbiamo ancora capiti, non riusciamo a riprodurla in originale, quindi la trascriviamo

Buon giorno,
in riferimento al vostro articolo rendo noto di aver presentato l’interrogazione in allegato per meglio chiarire alcuni aspetti strani … Comune e Municipio 3 hanno 30 giorni per rispondere ai quesiti ma per ora non lo hanno ancora fatto.

Grazie.”
Nel testo si parla di una interrogazione che di seguito riproduciamo:

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Alcune cose su Zero-Gravity

Andrea Poffe mi fa impazzire. Due anni fa mise su Youtube un video in cui candidamente confessò che Zero-Gravity è nato perché lui, appassionato di snowboard, in origine aveva pensato di creare qualcosa che gli permettesse di allenarsi per lo snowboard e lo sci.
Ma tutta la sua storia e ciò che sta realizzando in via Valvassori Peroni 48 P04 ha dell’epico.

Tensostruttura provvisoriamente affittata a Zero Gravity

Dapprima ha preso in affitto una tensostruttura all’interno del Crespi. Poi ha deciso di affittare anche quel grande prato che stava a fianco della biblioteca – faceva sempre parte del Crespi – ma da una decina d’anni era inutilizzato perché chi vi giocava a baseball vide crescere, nel mezzo del diamante, un tombino: sotto il campo il Comune aveva fatto passare la fognatura: un conduttura di 5 metri! (1)

Inutilizzabile che fu il campo – come detto – il prode Poffe, circa 5 anni fa, lo affittò e ci mise la sua pista da sci e snowboard con neve sintetica. E poi passarono diverse estati: tappeti elastici, campi di beach volley, feste per bambini, strutture gonfiabili.
Fino a quando, dopo avere partecipato al bando indetto dal Comune, ha vinto la sua zolla di terra di più di 10.000 mq., in concessione per 19 anni, e si è indebitato per quasi 4 milioni di euro.
In 11 mesi ha messo in piedi una struttura con due palestre – la prima è stata inaugurata l’8 giugno u. s .- mentre l’altra lo sarà verso la metà di settembre. Abbiamo potuto visitarla. Ma niente foto: top secret! Sarà la palestra tecnologicamente più avanzata financo d’Europa, per una serie di discipline che spaziano, of couse, da chi si vuole allenare per lo snowboard a chi ama fare i tuffi dal trampolino!
Ma già di quel che c’è non manca nulla.
Le pareti perimetrali della struttura hanno uno spessore di 30 cm.; sono autoportanti e al loro interno hanno una coibentazione che isola la struttura al punto da consentire, senza accendere il raffrescamento o il riscaldamento, di avere una temperatura interna di 5 gradi più fredda o più calda che all’esterno.

L’illuminazione diurna dal tetto

Sopra il tetto vi sono 200 pannelli solari che permettono di produrre energia elettrica in misura tale da rendere la struttura indipendente dal punto di vista dell’approvvigionamento dell’energia elettrica per l’illuminazione interna e di azionare l’impianto di riscaldamento e raffrescamento della pompa di calore.
L’illuminazione delle palestre è fatta con fari a led. L’illuminazione diurna solare proviene dal tetto eliminando così problemi di abbagliamento.
Ora vi sono una trentina di persone che lavorano nella struttura, con vari contratti che vanno dal tempo indeterminato al part-time: la proiezione è di un incremento, entro l’anno, vicino al doppio.

 

P. S. Se posizionate il cursore sulle immagini e premete il pulsante sinistro del mouse potete ingrandire l’immagine

La sorpresa, per noi, sono stati i costruendi 3 campi di beach-volley.
Nella foto si vedono le tubature di drenaggio e il costruendo impianto di riscaldamento della sabbia. Purtroppo non saranno terminati per l’estate perchè i campi di questo tipo abbisognano di una sabbia che non assorba eccessiva acqua. Farla arrivare dal Marocco o dal Portogallo costa 35.000 euro! (2)
Per capire come sono fatte le palestre è presto detto: immaginatevi due cubi di eguali dimensioni e innanzi ad essi una struttura che apparentemente ha la stessa altezza ma in realtà ha un piano sotteraneo. Le palestre si sviluppano al piano strada.
La prima palestra – quella già aperta – è rivolta a un’utenza che va dai 5 anni agli adolescenti sino agli over 99.
Con una diversificazione per quanto riguarda i servizi igienici. La fascia di età compresa dai 5 ai 12 anni ha spogliatoi separati rispetto agli altri utenti. La divisione è classica: maschi e femmine e i servizi igienici prevedono anche quello rivolto alle persone diversamente abili.
L’accesso alle persone/atleti/allenatori  diversamente abili è garantito dall’ascensore.
Il piano superiore ha un affaccio sulle palestre e alle estremità vi sono due capienti locali che potranno essere utilizzati per incontri, riunioni, meeting.
Al piano inferiore da un lato vi sono i servizi tecnologici, pompa di calore, centrale elettrica, ecc.; dall’altro vi sono un primo locale che ospiterà la pole dance, una disciplina sportiva che utilizza un palo (nella foto la stanza non ha ancora alle pareti gli specchi e i pali saranno 9) l’altro locale (anch’esso ancora senza specchi) ospiterà Danza acrobatica, attività del corpo libero e di anti gravity yoga.
Vi sono inoltre gli spogliatoi degli istruttori e i relativi servizi igienici, comprese le docce.

 

Da ultimo – ma non ultimo – indovinate chi, tra loro, è Andrea Poffe

Nota:
Con questo articolo concludiamo la trilogia sull’ex Crespi di via Valvassori Peroni 48
I precedenti articoli sono stati:
780.000 EURO PER TRASFORMARE UN CAMPO DI PATATE E UNA TRIBUNA IN UNO STADIO DA RUGBY
IL CRESPI SPORT VILLAGE
Avevamo iniziato con un sommario racconto sulla nascita e del declino del Crespi
IL NUOVO GIURIATI, ALIAS CRESPI, RIMESSO A NUOVO
________
1) Originariamente la palestra doveva essere posta vicino ai campi da tennis del Crespi ma, vuoi perché nella parcellizzazione dello stesso alcuni spogliatoi sono stati attribuiti al Crespi Village vuoi perchè la parte scoperta aveva la fogna che le scorreva sotto, le palestre sono ora prossime alla biblioteca e le voltano le spalle.
2) Se qualcuno quest’estate rimane in città e ha la disponibilità della cifra…!

 

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c/o Made in Lambrate
Via Ventura 6
ore 21.00

RECITAL PER FLAUTO E CHITARRA

Davide GANDINO* – flauto
Marco PANZARINO** – chitarra

Ingresso libero previa prenotazione vd.

Programma

F. HAENDEL
Largo e Allegro (dalla Sonata in La min.)
I. ALBENIZ
Sevilla (per chit. Sola)
F. SCHUBERT
15 Danze originali
M. GIULIANI
Serenata op. 127
Maestoso, Minuetto, Tema con variazioni, Rondò

___________
*DAVIDE GANDINO
Diplomato al conservatorio G. Verdi di Milano. Ha seguito corsi internazionali di perfezionamento e preso parte a numerose rassegne e stagioni concertistiche. Collabora stabilmente con solisti del Teatro alla Scala di Milano. Ha tenuto tournee di concerti e master class a Rybinsk in Russia e a Chicago negli Stati Uniti e di recente a Quito in Ecuador come Solista. Svolge un’intensa attività concertistica sia come solista che in varie formazioni cameristiche in Italia ed all’Estero.
Unisce all’attività artistica quella didattica come docente di Flauto presso l’Istituto Comprensivo ad  indirizzo musicale Qintino di Vona e la Scuola Germanica.

**MARCO PANZARINO Diplomato al Conservatorio A. Boito di Parma ha frequentato i corsi di perfezionamento. Laureato all’Università Cattolica con una tesi in Musicologia. Ha conseguito  il Diploma Accademico di Secondo Livello in Chitarra presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. Ha partecipato e vinto numerosi concorsi.  Ha svolto attività concertistica. E inciso per la Sampaolo edizioni.
Unisce all’attività artistica quella didattica come docente di Chitarra presso l’Istituto Comprensivo ad  indirizzo musicale Quintino di Vona.

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