Alle ore 0,50 è esplosa una bomba che ha devastato l’ingresso dell’Istituto di Chimica in via Botticelli. La bomba è stata fatta esplodere dalle Squadre d’Azione Mussolini (SAM). Sul posto hanno lasciato una busta indirizzata al giudice Viola, nella quale c’erano una pallottola e un biglietto contenente minacce di morte e la frase Calabresi insegna.

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Nella notte sono state lanciate delle bottiglie incendiarie potenziate con esplosivo contro l’Istituto Molinari, in via Crescenzago 110. Non vi sono state rivendicazioni.

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Antonio Marino

Per motivi di ordine pubblico la manifestazione con comizio conclusivo di Ciccio Franco, leader dei Moti di Reggio Calabria, promossa da MSI, Destra Nazionale e Fronte della Gioventù, il 12 aprile 1973, per “dimostrare contro la violenza rossa” è stata vietata.
Durante la seduta del Consiglio comunale tre donne hanno lanciato dei volantini del Fronte della Gioventù in cui le autorità cittadine sono accusate di avere ceduto ad un “ricatto comunista”.
Identificate sono arrestate il giorno dopo.
Nonostante il divieto i manifestanti si ritrovano alle 17,30 in piazza Tricolore; un’ora dopo, guidati dal vicesegretario dell’MSI Franco Maria Servello e dall’onorevole Francesco Petronio, si spostano in viale Piave; poi imboccano via Bellotti e all’altezza di via Kramer si scontrano con la polizia. Vittorio Loi e Maurizio Murelli lanciano due bombe a mano contro la polizia: la seconda bomba colpisce in pieno la guardia di P. S. Antonio Marino, 22 anni, del III° reparto celere: ucciso; gli agenti feriti dalle schegge in modo più o meno grave sono 12 .
I dirigenti missini, nel tentativo di recuperare un’immagine legalitaria e di forza d’ordine si dissociano dai fatti e arrivano ad offrire 5 milioni a chi aiuta a identificare i colpevoli. Gianluigi Radice (segretario provinciale del Fronte della Gioventù) indica Vittorio Loi e Maurizio Murelli e intasca i 5 milioni. Identificati i colpevoli, l’MSI nega ogni rapporto con i due giovani. Ma Murelli, all’atto dell’arresto, ha con sé la tessera del partito.
Murelli e Loi sono in seguito condannati a 19 e 18 anni di carcere.
La magistratura chiede l’autorizzazione a procedere contro Servello e Petronio: la Camera dei deputati nega la richiesta.
Nel 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferisce a Antonio Marino la medaglia d’oro al valor civile.
Il 22 aprile 2010, alla presenza dell’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, i giardini di piazza Fratelli Bandiera sono stati intitolati a Antonio Marino.

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Davanti all’entrata dell’istituto magistrale Virgilio, in piazza Ascoli 2, le Squadre d’Azione Mussolini (SAM) hanno collocato e fatto esplodere una bomba.

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All’Istituto Virgilio, durante la proiezione del film All’armi siam fascisti, sono stati fatti esplodere alcuni petardi di una certa potenza, la polizia presente assiste.

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Le SAM (Squadre d’Assalto Mussolini) compiono nella notte tre attentati: contro la tipografia dell’Unità; contro le lapidi dei partigiani in via Mercanti; contro il monumento ai Quindici di piazzale Loreto. Il monumento è così gravemente danneggiato che dovrà essere rimosso.
Due giorni dopo è arrestato Angelo Angeli, noto fascista, ritenuto uno dei diretti responsabili dei 3 attentati.
Il 15 febbraio sono arrestati altri 4 fascisti: Davide Beretta, dirigente provinciale del MSI,Panzironi, Valenza ed Esposti. Durante le perquisizioni è stato sequestrato un notevole quantitativo di tritolo.
Gli arrestati, tranne Davide Beretta scarcerato su cauzione, il 3 marzo 1972 sono incriminati per detenzione di materiale esplosivo e per avere partecipato al campo scuola paramilitare di Barni. Altri due incriminati, Gian Luigi Radice e Nestore Crocesi, risultano latitanti.
Il 24 marzo tutti sono rinviati a giudizio e il 29 marzo viene fissata la data del processo:27 e 28 aprile.
Il 29 aprile i neo-fascisti sono stati condannati a pene varianti dai 4 anni e 1 mese a 5 mesi e 10 giorni di reclusione.
3 maggio Nestore Crocesi, latitante, è catturato in un bar. Dovrà scontare una condannato a 2 anni e 10 giorni.

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I fascisti hanno imbrattano la lapide di Jenide Russo in via Paisiello 7.

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Dopo il comizio del segretario nazionale del MSI, Giorgio Almirante, in piazza Castello – al quale ha risposto un grande corteo antifascista nel centro di Milano – un gruppo di fascisti ha aggredito, nella stazione della metropolitana di piazza San Babila, il geometra Silvio Rigoldi, 28anni, “colpevole” di portare un fazzoletto rosso al collo. Poco dopo, un altro gruppo di cinque missini, giunti da Roma, tentano un’aggressione alla stazione della metropolitana di piazzale Loreto, ma hanno la peggio e devono farsi medicare.

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