Planimetria-generale-con-lottiw

Dopo due bandi andati deserti (quello del 25 luglio 2012 e quello del 25 marzo 2013) l’amministrazione comunale ci riprova e ha lanciato un nuovo bando per la gestione del Centro Sportivo Crespi* di via Valvassori Peroni 48, noto anche come il “Nuovo Giuriati”. Nel farlo ha tenuto conto del parere condizionato espresso dal CdZ3 nel gennaio u.s. e ha fatto proprio l’impegno di accollarsi i costi per la bonifica e lo smaltimenti dell’amianto presenti nell’impianto (in particolare i tetti di spogliatoi e palestre) per un costo stimato intorno al milione di euro.
E’ altresì previsto che l’area venga ripartita in tre lotti differenti: Lotto n. 1 area di mq. 10.155 ca, Lotto n. 2 area di mq. 16.895 ca, Lotto n. 3 mq. 14.050 ca.
AMMISSIBILITA’ DI VARIANTI: Si, nei limiti consentiti dagli atti di Gara.
DURATA DELLA CONCESSIONE: La durata della concessione sarà determinata in funzione degli investimenti che saranno realizzati. In particolare è prevista una durata massima di 19 anni a fronte di investimenti uguali o superiori a € 500.000,00; 11 anni a fronte di investimenti tra i € 200.000,00 e i € 500.000,00; 6 anni a fronte di investimenti inferiori a € 200.000,00. Nel caso in cui un Soggetto si aggiudichi più Lotti, la durata della concessione sarà quella maggiore risultante dall’ammontare degli investimenti offerti per ciascun Lotto. La durata massima che sarà determinata in esito all’espletamento della presente gara, si intende comprensiva di tutte le fasi legate all’avvio della realizzazione del progetto tecnico/gestionale e all’acquisizione delle necessarie autorizzazioni.
SOGGETTI AMMESSI A PRODURRE OFFERTA: possono partecipare alla presente selezione pubblica tutti i Soggetti specificati all’art. 5 della Nota Esplicativa di Gara.
TIPO DI PROCEDURA: Aperta.
CRITERI DI AGGIUDICAZIONE: Offerta economicamente più vantaggiosa secondo i criteri enunciati nella Nota Esplicativa di Gara. L’aggiudicazione del Lotto n. 1 e del Lotto n. 3 sarà subordinata all’aggiudicazione del Lotto n. 2. L’Amministrazione Comunale potrà aggiudicare allo stesso Concorrente uno o più Lotti. L’aggiudicazione definitiva di ciascuno dei tre Lotti sarà subordinata al finanziamento, da parte dell’Amministrazione Comunale, degli oneri relativi agli interventi di messa in sicurezza dell’Impianto.
SCADENZA FISSATA PER LA RICEZIONE DELLE OFFERTE: entro le ore 12,00 del giorno 16 gennaio 2015.
PERIODO MINIMO DURANTE IL QUALE L’OFFERENTE E’ VINCOLATO ALLA PROPRIA OFFERTA TECNICO-ECONOMICA: 180 giorni dalla data di presentazione delle offerte.
DATA, ORA E LUOGO 1^ SEDUTA PUBBLICA: giorno 20 gennaio 2015 ore 9,30, presso la Sala Riunioni del Settore Sport e Benessere – 4° piano – Via Marconi, 2 – Milano.

Attualmente la gestione del Crespi ha un passivo di 200.000 € annui.

Il bando in concessione d’uso del centro sportivo Crespi di proprietà del comune di Milano scade il 16 gennaio 2015
e se intendete parteciparvi o solo conoscere per esteso il bando potete trovare tutte le informazioni sul sito del comune di Milano.

* Il Centro è dotato di un campo regolamentare per la palla ovale con una tribuna da mille posti, due palestre, un campo da calcio, campi da calcetto e cinque campi da tennis.

 

 

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joyeuxnoelIl Consiglio di Zona 3 in collaborazione con il Circolo Arci 26PER1 – Offensive Democratiche, presenta:

JOYEUX NOEL

di Chistian Carion
con Lucas Belvaux, Dany Boon, Daniel Bruhl, Diane Kruger
Durata 115’ – (2005)

ore 21.00

Auditorium della biblioteca
via Valvassori Peroni, 56

 

LA TREGUA DI NATALE

Nella notte della vigilia di Natale del 1914, quando la guerra di trincee durava già da tre mesi, si verificarono episodi spontanei di tregua, che coinvolsero circa 100.000 combattenti tra britannici e tedeschi, nella zona di Ypres, una città belga nelle Fiandre.

Tutto ebbe inizio quando gruppi di soldati tedeschi “addobbarono” con candele e decorazioni natalizie la propria trincea e alcuni alberi nelle vicinanze. Dopodiché cominciarono a intonare canti di Natale a cui gli inglesi si unirono nella propria lingua. Infine, in un’ atmosfera surreale per quel luogo di morte, soldati di entrambi gli eserciti cominciarono ad attraversare la “terra di nessuno” per andare a stringere la mano agli avversari e per scambiare con loro piccoli doni, come cibo, tabacco o liquori. In molti casi la tregua si estese alla mattina seguente. Durante questo periodo, oltre a recuperare le salme dei caduti e ad accomunarli in funzioni religiose collettive, i soldati si intrattennero con i rispettivi nemici fumando e chiacchierando e addirittura improvvisando estemporanee partite di calcio.

L’artiglieria dei due schieramenti si astenne da ogni attività per tutto il periodo natalizio e non venne organizzata nessuna offensiva di rilievo, ma poiché la tregua non era stata concordata, vi furono casi di soldati presi a fucilate mentre si avvicinavano alla trincea nemica. Nonostante questo la tregua resse ovunque per il giorno di Natale e in alcuni settori si protrasse sino a Capo-danno.

Era un segnale importante che dimostrava come fra le truppe cominciasse già a serpeggiare la voglia di pacificazione e la nostalgia per la propria casa e le proprie occupazioni nella vita civile. Purtroppo questo sentimento non avrebbe impedito il prolungarsi della guerra per altri quattro anni né il coinvolgimento in essa di molte altre nazioni e di milioni di giovani destinati al massacro.

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Concerto-arti-invito
“… qualsiasi ripresa effettuata all’interno di spazi di proprietà del Comune di Milano deve essere preceduta da una richiesta formale, che può indirizzare direttamente al responsabile della struttura.
Stefano Parise
Comune di Milano
Direttore Settore Biblioteche”

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bandierarom

la bandiera dei ROM

 A proposito dell’assemblea pubblica del 13 ottobre u.s. svoltasi nell’aula consiliare del CDZ3 in via Sansovino.

Da che esistono gli insediamenti umani in ognuno di essi v’è sempre stato il diverso. In alcune culture viene rispettato, in altre deriso, in altre ancora bandito.
In tempo di crisi v’è bisogno di individuare un nemico.
In tempi come quelli che stiamo vivendo antichi pregiudizi fanno la loro ricomparsa anche se in tutta evidenza sono ingiustificati.
A nessuno può sfuggire che in una assemblea pubblica qualcuno, commentandola, abbia dapprima  richiamato l’attenzione su un fatto di cronaca: nella notte, in una strada della periferia di Milano, distante qualche chilometro da Lambrate, in via Rizzoli, 13 macchine sono state vandalizzate. E dopo questo incipit si dice che il tema della serata era la presenza dei Rom al quartiere Rubattino. Presenza che quantitativamente negli anni è mutata: nel 2006 nella zona i Rom erano circa 600 stanziali mentre ora non sono neppure un centinaio che, in modo saltuario, sono segnalati, perché in transito. Ma anche se l’evidenza dei numeri dimostra che il numero dei ROM è poco significativo queste persone sono comunque additate come una scheggia impazzita nella rispettabile comunità: loro usano, anzi abusano, dei luoghi pubblici: “spazzatura sparsa sui marciapiedi, sporcizia abbandonata, deiezioni nei luoghi pubblici, abluzioni nelle fontanelle e bucato per strada, sono solo la parte più appariscente di questi atteggiamenti, perché poi arrivano anche i piccoli furti”.
E poi i metodi di “inclusione” usati in passato e ricordati da Stefano Pasta, della Comunità di Sant’Egidio, e Flavia Robbiati (maestra della scuola di via Pini) non possono essere usati perché i Rom in oggetto non sono stanziali e quindi è da rigettarsi anche la proposta, non certo illuminata ma ragionevole, ventilata dalla responsabile della Consulta ROM e Sinti: prevedere aree di sosta con installazione di fontanelle e raccolta immondizia nei luoghi soggetti ad occupazioni abusive.
Gli assessori interventi hanno preso atto di alcune proposte e le faranno proprie e hanno ricordato che il nuovo regolamento edilizio prevede, pena l’esproprio, la messa in sicurezza delle aree, ora in disuso, dei privati.
Fatta terra bruciata intorno ai ROM a loro non rimarrà che vivere sulla strada con buona pace di chi oggi ne ha paura.
Ma come dice il saggio “la paura è una percezione soggettiva che non possiamo discutere o minimizzare”. Allora facciamone una bella gigantografia!

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Concerto-arti-invito
“… qualsiasi ripresa effettuata all’interno di spazi di proprietà del Comune di Milano deve essere preceduta da una richiesta formale, che può indirizzare direttamente al responsabile della struttura.
Stefano Parise
Comune di Milano
Direttore Settore Biblioteche”

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Da quattro anni la Fondazione La Vincenziana aveva abbandonato la gestione della pensionato universitaria che si trova in via De Villard, una traversa in fondo a via Rombon.
Era sorto alla fine degli anni ’60, per volontà della Fondazione Opere sociali della Cassa di risparmio delle province lombarde. Dopo oltre 3 anni di completo abbandono, all’inizio della primavera, la residenza si è rianimata: al suo interno una squadra di operai aveva iniziato dei lavori di demolizione degli infissi dell’edificio e sgomberato parzialmente i cortili.
residenzaSul retro, coperto da fogli di plastica, vi è un cumulo di terra e macerie e sul cancello alcuni cartelli poco rassicuranti.
17102013-S1640044d
Chi abbia compiuto tutto ciò ora non è più dato di sapere. Il cartello che di norma viene affisso all’esterno di un cantiere appare privo di ogni indicazione
17102013-S1640007
Date le premesse ecco la conclusione: pare che la Fondazione Housing social, dopo averlo ipotizzato (lo Studio Goring And Straja Architects già nel febbraio 2012 aveva pronto un progetto di ristrutturazione per realizzare una residenza temporanea) abbia ricevuto il via libera dalla Giunta Comunale per ristrutturare l’area e probabilmente ha stipulato una convenzione con il Comune.
Il motivo di tale realizzazione è descritto in una pagina del sito istituzionale della Fondazione.
“Il progetto di residenza temporanea in via Monneret de Villard consiste nella ristrutturazione di un vecchio studentato in zona Lambrate, a Milano. La struttura si trova vicino al polo universitario del Politecnico e a centri ospedalieri di eccellenza, come l’Istituto dei Tumori e l’Ospedale San Raffaele. L’area di intervento è ben servita dal trasporto pubblico (stazione Lambrate e Metro Linea 2) ed è facilmente raggiungibile da quello privato grazie alla vicinanza delle tangenziali. La collocazione urbana privilegiata, abbinata a una profonda riqualificazione dell’immobile, rendono l’intervento di via Monneret de Villard adeguato a soddisfare la domanda abitativa espressa da coloro che non risiedono a Milano, ma che per diversi motivi vivono la città in maniera transitoria. Elemento di eccellenza dell’iniziativa è la ristrutturazione di un immobile già esistente con l’obiettivo di offrire soluzioni abitative temporanee di qualità ed economicamente accessibili. Lo studio accurato dei materiali e delle tecnologie adottate determina il raggiungimento della classe energetica A CENED.

CONSISTENZE
7.500mq di slp corrispondenti a residenze e servizi di supporto
278 posti letto suddivisi in camere, minialloggi, nuclei integrati (alloggi composti da 3 o più camere singole con soggiorno e cucina in comune).

PARTNERSHIP PUBBLICO – PRIVATO
Probabile convenzione col Comune trovandosi l’immobile in area destinata a sevizi
REALIZZAZIONE PROGETTO ARCHITETTONICO
Studio Goring And Straja Architects

Guardando il progetto architettonico la prima casa che si nota è che le volumetrie sono decisamente aumentate. Forse così si spiega come gli originari 4500 mq siano diventati 7800.

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Quali lavori di manutenzione straordinaria sono stati realizzati nella biblioteca nei tre mesi di chiusura della stessa?

In modo sintetico possono essere descritti in questi termini:
ripavimentazione del lastricato di ingresso comprensivo dell’agorà;
rifacimento dell’impermeabilizzazione dell’agorà stesso, considerato che alcuni anni or sono da lì vi furono perdite evidenti che portarono alla chiusura di una sala lettura al piano inferiore, oggi ridipinta con un giallo paglierino;
consolidamento dei muretti di camminamento dell’ingresso e loro imbiancatura;
uso abbondante di silicone sul granito sovrastante i muretti al fine di evitare le infiltrazioni d’acqua che avevano provocato la fessurazione dei muretti;
ripristino di un cancelletto.
Stuccatura delle crepe prodottesi tra muro e soffitto al primo piano innanzi al muro che porta alla sala espositiva dell’associazione ANS (Associazione Nazionale Subvedenti);
stuccatura e imbiancatura del soffitto ammalorato dalle piogge di fine primavera. Ripristino dell’uso dei bagni al primo piano.
Per il resto 3 mesi buttati via.
La finestra posta sulla destra dell’ingresso ha ancora il vetro rotto e sotto la finestra, lungo la parete vi sono segni di fioritura dell’intonaco;
Nei bagni al piano inferiore non è stato fatto nulla (sono rotti) e quello per i portatori di handicap è chiuso perché inagibile.
Il bagno al piano terra ha un lavandino guasto. Le finestre della sala mostre riportano la scritta che invita a non aprirle perché rotte.
La sala Arti è inagibile segno evidente che il tetto non è stato riparato
In fondo alla sala mostre, sulla sinistra, è stato sollevato un pezzo di parquet deteriorato dall’acqua piovuta quest’anno e dal soffitto, nonostante la stuccatura, vi è già una palese chiazza da cui prima o poi ricomincerà a scendere l’acqua.
A noi rimane il rammarico di esserci illusi che al tetto fosse stato posto rimedio perché la sola sala Arti non è agibile!

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Il 7 marzo u.s. si era riunito in CDZ3 un gruppo di lavoro “area cani”. Molti dei partecipanti erano i proprietari di cani che, smantellata l’area cani Rombon/Passo Sella e non realizzata quella all’interno del quartiere Feltre, cercavano una soluzione per le esigenze dei loro animali.
In quella riunione si parlò soprattutto della proposta relativa all’area Rombon/Pini,  definita da alcuni idonea se allargata leggermente con l’eliminazione di un marciapiede che divideva due fazzoletti di terra limitrofi.  Qualcuno azzardò che la modifica avrebbe richiesto un mese di tempo.
Sono passati 7 mesi; il gruppo di lavoro “area cani” non si è più riunito; ma quella che era una proposta è diventata una realtà. Ci vorrà ancora una settimana, tempo permettendo, e poi i proprietari di cani che risiedono verso Lambrate o comunque a sud del quartiere Feltre avranno il loro pezzettino di prato verde.

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