20151030Il Collettivo Clown e Mostrami Folli 50.0
propongono uno spettacolo di clownerie dedicato a bambini e a quanti amano la magia che i clown sanno creare
via Folli 50
Ingresso gratuito
Per prenotare il posto a sedere scrivere a: collettivoclown@gmail.com.

ore 19.30 APERI-JAZZ MANOUCHE, accompagnato dalla musica di Lehot Club de Milanò.
Il bar servirà l’aperitivo con consumazione e piatto al prezzo di 10€.

Ore 20.45
COL BUCO…CIAMBELLA con  Francesca Di Traglia
Frida, casalinga eccentrica alle prese con lo spirito del nonno: il grande chef Pellegrino Artusi. Musica, giocoleria infuocata, acrobazie e numeri inediti Uno spettacolo in cui le cose che si raccontano accadono davvero…

Ore 21.30
INTERMEZZO D’AUTORE con  Alessandro Centolanza

Ore 22.00
CLOWN PANETTIERI SPAVENTATI con Francesco Zamboni e Meroni Andrea
Due panettieri disoccupati scelgono di darsi al circo, ma del circo non hanno gli attrezzi…e allora giocoleria con gli strumenti del fornaio! Tra acrobazie pericolanti e nuvole di farina magica non di solo pane riderà il pubblico…

Francesca Di Traglia Modenese 1985. Autrice e formatrice. Dal 2009 lavora come attrice, clown, trampoliera, danzatrice, musicista e giocoliera. Co-fondatrice nel 2013 Progetto DONC: associazione di promozione del teatro popolare.
Alessandro Centolanza Musicista milanese di formazione jazz. Rientrato da una lunga serie di viaggi presenta il suo progetto. Attraverso le canzoni riaffiorano impressioni, ombre, ricordi e stratagemmi vissuti nei suoi spostamenti.
Francesco Zamboni Milanese classe 1983. Dal 2000 pratica le arti della musica, del circo e del teatro. Interprete, autore e insegnante, si dedica all’intrattenimento comico e allo studio dell’arte come strumento educativo e terapeutico.
Andrea Meroni Professionista dal 2007, è interprete, autore, insegnante, educatore e laureato in filosofia con tesi: “Il Clown e il Potere”.

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TRE FILM PER RIFLETTERE SULL’EMARGINAZIONE

Auditorium Stefano Cerri
Via Valvassori Peroni, 56
Ingresso gratuito
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Centro Servizi Gruppo bancario Credito Valtellinese

Le fotografie sono state tratte dal sito della società immobiliare del Credito Valtellinese.
(Se posizionate il cursore su una immagine e cliccate la ampliate)
E una vista tratta dal Tennis Club Ambrosiano

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Oggi non esiste alcuna ricorrenza particolare e apparentemente non vi è motivo per ricordare attraverso le parole di don Giovanni Barnabeschi pagine di storia di settanta e più anni orsono.
Ma la curiosità ci ha fatto imbattere in Lui e in un sito http://www.mappadellememorie.it/ che ne ha raccolto la testimonianza attraverso un video.
E ciò che apparentemente sembra non avere senso ricordare è il senso di una vita.

Giovanni Barnabeschi E’ nato a Milano l’11 febbraio 1922. Dopo l’armistizio decide di appoggiare la Resistenza. Nella sua casa di via Eustachi 24 con altri amici dell’associazionismo cattolico organizza la redazione del giornale clandestino il Ribelle ed è tra i promotori dell’Organizzazione Soccorso Cattolico Antifascisti Ricercati (OSCAR).
Il 10 agosto 1944, il diacono Giovanni Barbareschi viene mandato dall’arcivescovo cardinale Schuster a benedire le salme, a ricomporle a recuperare qualche effetto personale o messaggio rimasto addosso ai caduti partigiani, fucilati a piazzale Loreto (delle loro vite abbiamo scritto qualche anno orsono vd.)., per consegnarlo alle loro famiglie o ai loro compagni.
Tre giorni dopo viene ordinato sacerdote e dopo altri due giorni arrestato e condotto a San Vittore. Torturato, dalle SS e dai repubblichini, resiste sino a quando il cardinale Schuster non ne ottiene la liberazione…

L’intervista che riproduciamo è stata realizzata da: Gianluca Pellizzoni, Carla Redaelli, Francesca Fedeli (abitanti di Zona 3)

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Dopo l’allarme dato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità siamo andati a chiedere agli abitanti di via Predil se erano preoccupati.
Ci hanno detto che seppure non siano della specie “carni rosse”, non sentono prossima la loro fine data la lentezza con cui procede il loro sfratto: oggi in cantiere, a lavorare, c’erano solo loro.

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Queste fotografie sono state esposte durante la rassegna Folli 50, in occasione dell’EXPO. Documentano la costruzione dello stabilimento Bracco a iniziare dal 1949.

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Il patrimonio arboreo di piazza Leonardo da Vinci negli ultimi decenni ha subito un progressivo deterioramento.
fonpwE la Piazza ha subito alcune modificazioni: nella parte che si prospetta su viale Romagna ha visto l’insediamento della fontana di Andrea Cascella, assurto a fama imperitura perché ha realizzato il mausoleo di Berlusconi, e la realizzazione di alcuni giochi dinanzi alla scuola Leonardo da Vinci; sul lato di via Bonardi ha dapprima subito l’impossibilità ad accedervi da via Ampère; poi ha subito la privatizzazione e il confino, tramite sbarra e due barriere tipo New Jersey, degli accessi al fronte del Politecnico, da tempo immemore asfaltati. Ma soprattutto ha dovuto subire il passaggio sul suo verde di orde di studenti che provenienti dalla stazione metropolitana di piazza Piola, hanno calpestate le aiuole sino a tracciare sentieri/strade in terra battuta.

Veduta aerea di piazza Lenardo da Vinci. (2014)

I puntini rossi indicano indicano i “sentieri” creati dagli studenti ; I puntini gialli da dove arrivano gli studenti; i puntini blu gli sbarramenti posti per impedire l’accesso alle macchine.

Se quindi la piazza ora è malconcia da un lato lo si deve ai laureati/laureandi del Politecnico e della Statale e dall’altro alle amministrazioni comunali che negli anni si sono succedute e, come detto, non hanno provveduto al mantenimento del patrimonio arboreo della piazza ma hanno contribuito a erigere barriere più o meno mobili.
Non siamo nostalgici dei bei tempi andati ma conserviamo memoria di quei tempi e dell’attenzione che ai tempi veniva data alla piazza.
Sul finire degli anni ’70 un professore di Agraria fece svolgere ai suoi studenti una ricognizione del patrimonio arboreo di piazza Leonardo da Vinci e realizzò un censimento delle piante che vi erano a dimora. Lo studio è stato proposto nell’aprile del 1981, da un giornale di zona: La Piazza.
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Orbene il 23 ottobre abbiamo avuto la ventura di leggere un comunicato stampa del comune di Milano, corredato dalle dichiarazioni di ben 4 assessori,  in cui si preannunciavano i lavori di “riqualificazione” di piazza Leonardo Da Vinci e l’inizio degli stessi per il giorno 24 ottobre: un sabato.
Credevamo in un refuso. Siamo andati a vedere: vero. Con uno zelo degno di migliore causa gli addetti ai lavori alle 17.00 avevano già innalzato una palizzata su via Bonardi e recintato con nastro bianco/rosso tutta la piazza.


Interpellato il responsabile dell’erigenda palizzata ci ha detto che i lavori di “riqualificazione” della piazza termineranno entro 6 mesi. Ma non abbiamo avuto animo di chiedergli perché mai l’AMSA stesse raccogliendo foglie.

E così ce ne siamo andati con l’unica certezza che il nuovo volto di piazza Leonardo da Vinci lo vedremo giusto in tempo prima delle prossime amministrative. Così che  i cittadini, grati, nel segreto dell’urna possano votare riconoscenti se la piazza sarà ancora più bella di quanto non fosse alla fine degli anni ’70, quando contava 33 specie arboree.
Da parte nostra possiamo solo riportare la piantina del nuovo progetto.
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