Biblioteca Ambrosiana

Biblioteca Ambrosiana

La cascina all’inizio del 1600 divenne di proprietà di Federico Borromeo, da poco nominato vescovo di Milano. Per testamento Federico donò la cascina alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, da lui stesso fondata, con l’impegno che i proventi della conduzione delle terre servissero a pagare, ogni anno, la dote nuziale a 18 ragazze povere e a celebrare, ogni giorno, due messe in sua memoria.
Oggi la cascina è conosciuta come cascina Biblioteca per il fatto di essere appartenuta per molti secoli alla Biblioteca Ambrosiana. Si trova in via Casoria 50, oltre la tangenziale est, al Parco Lambro.
Acquistata  dal  Comune  di  Milano nel 1960 insieme ad un’area di mq. 342.347.
La Cascina Biblioteca è un primo tipico  esempio  di  cascina  della  Bassa.
Il suo impianto planimetrico è caratterizzato da una grande corte centrale di forma rettangolare, attorno alla quale sono disposti i fabbricati. Sui due lati lunghi si trovano: la stalla e le abitazioni  dei salariati, sui lati corti l’abitazione del fittabile, posta nei pressi dell’ingresso e, il porticato per il deposito degli attrezzi. All’esterno sul lato nord è sistemata una piccola stalla. L’ampia corte è caratterizzata su due lati da un porticato che si sviluppa dall’ingresso fino al termine della grande stalla.
Il fabbricato della stalla è diviso in tre settori dai muri tagliafuoco: nei due esterni si trovano le stalle chiuse; in quello intermedio si trova l’ambiente per il ricovero degli attrezzi e per il deposito temporaneo del fieno.
Il piano del fienile è completamente aperto e questo fabbricato misura circa 60 m. di lunghezza. La stalla è in discrete condizioni edilizie mentre le condizioni del fabbricato abitativo , destinato all’alloggio dei salariati, richiedono notevoli lavori di sistemazione.
Attualmente  la Cascina  Biblioteca  è  semiabbandonata: un contadino la abita per un certo  periodo dell’anno occupando  alcuni  locali  dell’abitazione  padronale e utilizzando il fondo di pertinenza della cascina, ad uso sfalcio d’erba. La stalla è parzialmente utilizzata per il deposito degli attrezzi, nella parte aperta, e per  il ricovero momentaneo di cavalli, in un settore della parte chiusa.
Il complesso rurale è privo degli impianti di rifornimento di acqua potabile.”

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* Testo e foto liberamente tratte da “Cascine del Comune di Milano : proposta per un piano di recupero e valorizzazione. – Milano : Comune di Milano, 1977 – pag 52-55.”

E poi

Sul finire degli anni ’70 il Comune di Milano ha effettuato una radicale ristrutturazione dell’intera Cascina e nei primi anni ’80 ne ha dato in uso, con un affitto simbolico, i lati Nord e Est a ANFFAS (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale) e una porzione più piccola alla cooperativa Viridalia (cooperativa che si occupa della manutenzione del verde) con dotazione dei terreni circostanti.
Negli anni si costituiscono le cooperativa Viridalia e Il Fontanile e tramite l’accordo del Comune del Milano con ANFFS  e le cooperative che operano in Cascina viene realizzata  e inaugurata nell’aprile 2003 la prima residenza per 5 persone con disabilità.
cascina-biblioteca-rec1Nel 2005 il Comune di Milano condivide un Progetto presentato da ANFFAS da realizzare negli spazi della Cascina ancora non utilizzati e concede in affitto ad ANFFAS anche il lato Sud. Viene così realizzata una residenza per 10 persone con disabilità, due appartamenti per famiglie con figlio con disabilità ed un ampio monolocale per accogliere una o due persone con disabilità ma con un buon grado di autonomia.
Ma quello che abbiamo descritto è solo parte di ciò che è stato realizzato. La storia continua…
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Giovedì 3 dicembre 2015 a partire dalle ore 15:00, nell’Aula Natta del Politecnico di Milano (sede Leonardo), si terrà un seminario sulla figura di Gianfranco Mattei: professore di chimica al Politecnico e parigiano.

Per il team di MI4345 – Topografia della Memoria interverranno: Gennaro Postiglione
Introduzione del lavoro di ricerca sul tema “difficult heritage” e del progetto MI4345 – Topografia della Memoria

Marco Mazzola e Alessandro Menini
Presentazione del progetto MI4345 – Topografia della Memoria

Massimo Castoldi
Presentazione del laboratorio permanente Milano 1919-1948. Luoghi della storia e della memoria

Cristina Palmieri
Intervento sulla Resistenza al Politecnico di Milano e sulla figura di Gianfranco Mattei

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20151203 Locandina_Mattei

Se non potrete partecipare sappiate che di Gianfranco Mattei abbiamo tracciato un breve profilo al seguente link
https://twbiblio.wordpress.com/1944/02/07/gianfranco-mattei/

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Mulino Torrette di Destra e di Sinistra veduta da sud ovest (1977)w

Mulino Torrette di Destra e di Sinistra veduta da sud ovest (1977)

Nel 1934 il comune di Milano acquistò dall’Ospedale Maggiore il Mulino Torrette di Destra e Torrette di Sinistra, in via Marotta ai numeri 18 e 20, insieme a un fondo che comprendeva anche la cascina San Gregorio Vecchio.
Il mulino è posto a cavallo della Roggia Molina, un canale alimentato dal vicino Lambro.
Sino alla metà degli anni ’70 il mulino non ha subìto sostanziali modifiche rispetto alla data di acquisto. Ciò che è mutato è il contesto ambientale.
Mentre prima della seconda guerra mondiale a ovest del Lambro vi erano ampi terreni agricoli, naturale continuazione di un’area rurale che si estendeva ai comuni limitrofi, nel dopoguerra si è registrato un processo di urbanizzazione che ha modificato buona parte di questa zona.
A est del Lambro, la destinazione a parco delle aree ha consentito di conservare i caratteri ambientali tradizionali sino a quando non è stata costruita la tangenziale est ed è stato ampliato il cimitero di Lambrate.

Mulino Torrette di Destra e di Sinistra i due fabbricati posti ai lati della roggia Molina. Quello a sinistra del corso d'acqua comprende il mulino che ha funzionato sino a qualche anno fa (1977)w

Mulino Torrette di Destra e di Sinistra i due fabbricati posti ai lati della roggia Molina. Quello a sinistra del corso d’acqua comprende il mulino che ha funzionato sino a qualche anno fa (1977)

Ancora negli anni ’50 la cascina Torrette di Destra era composta da due stalle con sovrastante fienile, dall’aia e dall’abitazione degli agricoltori. La Torrette di Sinistra era composta dal mulino, dalla abitazione del mugnaio e da un deposito. Le due Torrette erano collegate da un portico che copre il passaggio nei pressi delle paratoie. Si tratta di un complesso del tutto particolare in cui è preminente la funzione del mulino, tutte le altre parti hanno dimensioni inferiori a quelle che caratterizzano la cascina tradizionale. Le due stalle a pianta quadrangolare hanno l’una i portici su due lati l’altra su un solo. L’aia si trova su un lato del complesso.
La pianta dei due edifici che fiancheggiano la roggia è condizionata dall’andamento del corso d’acqua: le due pareti sull’acqua si inflettono per consentire l’allargamento del bacino. Anche l’andamento altimetrico del corso d’acqua è accompagnato dal profilo delle pareti i cui tetti sottolineano, abbassandosi verso valle, l’inclinazione del canale.
La cascina Torrette di Destra era utilizzata per allevamento (una quarantina di bovini) e sfruttava, per il foraggio, alcune marcite del Parco Lambro.
La Cascina Torrette di Sinistra, che sino alla fine degli anni ’60 funzionava come mulino.
* Testo liberamente tratto da “Cascine del Comune di Milano : proposta per un piano di recupero e valorizzazione. – Milano : Comune di Milano, 1977 – pag 42-47.”

E poi…

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Nel 1984 il Comune ha assegnato le cascine Torrette a Don Antonio Mazzi.
Sono diventate la sede dei progetti della Fondazione Exodus e la casa dove tuttora abita, partecipando così in modo diretto all’attività della Fondazione.
Il 30 novembre u.s. ha compiuto solo 86 anni.
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Bianca Berizzi ved. Galli

Bianca Berizzi ved. Galli (foto tratta dal sito della parrocchia)

Nella notte tra martedì e mercoledì 2 dicembre è morta Bianca Berizzi, vedova del magistrato Guido Galli, ucciso il 19 marzo 1980, da Sergio Segio uno dei componenti di Prima Linea che parteciparono all’agguato, alle cinque della sera, dinanzi a un’aula dell’Università Statale, dove avrebbe dovuto tenere una lezione.
La signora Bianca si prese cura dei figli; fu attiva e partecipò al consiglio pastorale della parrocchia di santa Croce per due mandati.

I funerali saranno celebrati giovedì 3 dicembre a santa Croce, in via Sidoli, alle ore 11.

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Il console onorario dell’Armenia Pietro KucluKian con schietta diplomazia ha lamentato che gli era stato concesso poco tempo per parlare del genocidio del suo popolo e quindi ha introdotto il suo intervento leggendo ai presenti la definizione di genocidio adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 9 dicembre 1948

… il genocidio, sia che venga commesso in tempo di pace sia che venga commesso in tempo di guerra, è un crimine di diritto internazionale
… per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:

  1. uccisione di membri del gruppo;
  2. lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
  3. il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
  4. misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
  5. trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.
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Vago_internoAveva giurato che sarebbe stato presente al terzo incontro programmato per il 30 novembre alle ore 20,45 nell’aula consigliare del CdZ3 che aveva come tema il futuro di Città Studi. Ma il Rettore della Statale Gianluca Vago ha avuto un vago sentore di contestazione da parte di studenti della Statale e del Politecnico, che a Città Studi ci vanno per studiare, e ha addotto come scusa quella dell’impegno improcrastinabile per non farsi vedere se non verso le 22.00.
Così gli studenti del gruppo iLight, che per l’occasione erano arrivati puntuali all’incontro indossando un naso rosso da pagliaccio se ne sono andati, dopo avere detto la loro, tutti rossi: ma di rabbia perché il rettore magnifico è riuscito a dire loro che non può tenere aperte neanche le biblioteche di sera perché qualcuno gli ha detto che il quartiere è pericoloso.
Ecco la posizione degli studenti
20151130vQuanto agli organizzatori dei tre incontri va la ns. solidarietà: tanto impegno ma…

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