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Era il 18 marzo, un sabato del 1978. Fausto era stato al parco Lambro, Iaio in centro con la ragazza.
Si erano dati appuntamento verso le 8 di sera per andare a cena a casa di Fausto: la mamma faceva il risotto.
Percorrevano via Mancinelli quando tre uomini, due con l’impermeabile il terzo con un giubbotto di pelle, li avvicinarono: poche parole e poi otto colpi calibro 32. Iaio morì subito, Fausto sull’ambulanza. Avevano 18 anni. Frequentavano il campetto di calcio dell’oratorio, il centro sociale Leoncavallo, che allora si trovava per davvero in via Leoncavallo.

Che gli autori di quegli omicidi fossero fascisti nessuno ebbe mai dubbi. Ci sono state inchieste, tante piste, tante storie ma nessuna verità inconfutabile.
Il 6 dicembre 2000 il giudice per le indagini preliminari Clementina Forleo emise il decreto di archiviazione nei confronti di Massimo Carminati* e Mario Corsi. C’era scritto: «Pur in presenza di significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva e in particolare degli attuali indagati, appare evidente allo stato la non superabilità in giudizio del limite indiziario e ciò soprattutto per la natura del reato delle pur rilevanti dichiarazioni».
Nel 2001 Fausto e Iaio sono stati dichiarati vittime del terrorismo.

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* Il nome di Massimo Carminati (quello che oggi è agli onori della cronaca per Mafia capitale) è contenuto dai primi anni Novanta, nelle carte dell’inchiesta sul duplice omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci detto Iaio, avvenuto a Milano, in via Mancinelli, la sera del 18 marzo 1978 e rivendicato dalla “Brigata Combattente Franco Anselmi”.
Il 14 luglio 1997, il giudice Guido Salvini scrive infatti nell’ordinanza – sentenza N.271/80F: «Le caratteristiche somatiche e d’abbigliamento quantomeno di uno degli assassini di Fausto e Iaio sono decisamente compatibili con la persona di Massimo Carminati. L’impermeabile chiaro, indossato probabilmente da due degli aggressori, era del resto quasi una “divisa” per gli esponenti della destra romana. I collaboratori di giustizia Walter Sordi e Cristiano Fioravanti, sulla base di voci e di valutazioni di ambiente, hanno quindi indicato nel gruppo di Carminati il possibile responsabile del duplice omicidio di Milano.»

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18 marzo

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DSC00263wwE’ stato rinviato al 1° aprile il processo a carico di Diana Bracco, presidente e amministratore delegato dell’omonimo gruppo, accusata di evasione fiscale e appropriazione indebita.

Il rinvio è stato disposto perché il procedimento è stato riassegnato a un altro giudice della II° sezione penale del tribunale di Milano.

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Sappiamo tutti che ci sarà a breve la nuova elezione del sindaco e allora ecco che “fervono” i lavori pubblici anche in periferia!

Nuovo albero in via Feltre

Nuovo albero in via Feltre

E tanto per dirne una i due alberi che in via Feltre erano stati abbattuti, poco più di un mese fa, sono stati sostituiti.

Nuovo albero in via Feltre

Nuovo albero in via Feltre

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In modo analogo non si poteva procedere per l’albero abbattuto in via Monfalcone 4 mesi fa. Ma anche in questo caso qualcosa s’è mosso.

Rimosso il legname hanno buttato nella buca un sacco di cemento e hanno debitamente transennato il lavoro svolto. Quando finiranno il lavoro non è dato di saperlo. Ma le elezioni sono vicine! E poi: hanno provveduto a transennare la buca!
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A proposito di transenne. E’ più di un mese che l’edicola davanti al supermercato di via Feltre è stata abbattuta e la centralina elettrica ancora non è stata tolta; anche in questo caso è stata “debitamente transennata” e non si capisce perché considerato che, facendo una mera supposizione, chi l’aveva fatta installare ha disdettato l’allacciamento e chi lo aveva effettuato ha ricevuto il denaro per rimuoverla.

Più disperante è la situazione delle transenne all’altezza del Tennis club ambrosiano, sempre in via Feltre. Quelle sono lì da mesi. E fino a quando l’albero che ha sollevato l’asfalto del marciapiede non deciderò di andare a vive altrove le transenne rimarranno lì, in barba alle elezioni.

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