Coppa

Federico Arnaboldi stanco mostra la coppa

Un torneo in chiave minore. Ma nulla toglie alla vittoria di Federico Arnaboldi, tesserato del TCA (Tennis Club Ambrosiano) così come a quelle di Gian Marco Ortenzi e Gabriele Bosio vincitori del doppio maschile (5-7 6-2 10-7 sul duo ceco Lehecka/Paulson) e di Emilia Bezzo e Federica Rossi di quello femminile (6-1 7-5 sull’ucraina Petrenko e la svizzera Tsygourova).
Il torneo mancava da 3 anni a un italiano. Federico Arnaboldi (nato a Como, il 18 giugno 2000), nella finale, ha saputo recuperare lo svantaggio di un set per poi chiudere contro lo spagnolo Jaime Caldes (nato a Madrid, il 22 febbraio 2001), dopo quasi 3 ore di gioco con il punteggio di 3-6 6-3 7-6.
La finale del singolare femminile è stata vinta per dall’ucraina Viktoriya Petrenko,con il punteggio di 6-1 6-4 sulla ceca Denisa Hindova. Nel farlo è stata il primo atleta ucraino a iscrivere la sua nazione sull’albo d’oro dell’Under 16 milanese.
Se queste sono state le vittorie conquistate dagli atleti italiani non bisogna sottacere la decennale impresa che sta compiendo il TCA di via Feltre.
Dopo avere partecipato e vinto il concorso indetto dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio, per la realizzazione di un Museo tematico permanente dedicato al tennis (2006), dall’ultimo torneo ad oggi, ha più volte interrotto i lavori della costruenda palazzina che dovrebbe contenere il Museo (e non solo). Nonostante abbia ottenuto due milioni dal ministero in conto capitale (ovvero a fondo perduto)e il Comune di Milano abbia firmato una fidejussione (oltre due anni fa con scadenza 18 mesi) per 2 milioni questo è lo stato dell’opera.

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Lo stato dell’arte al TCA

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Dopo avere verificato, come San Tommaso, che il Comune aveva fatto la sua parte, ovvero era intervenuto su largo Bellintani facendolo divenire uno spazio pedonale (costo 580mila €), l’Arcidiocesi Milanese ha iniziato i lavori per il restauro conservativo del San Carlino, chiesetta che fu del Lazzaretto.
Nel farlo ha già dato un segno di parsimoniosa virtù o, se volete, di secolare saggezza, i soldi non cadono dal cielo, e ha esposto il cartello dei lavori utilizzandone uno già in precedenza usato.

Stante al cartello esposto i lavori dovrebbero terminare, a Dio piacendo, il 4 dicembre dell’anno corrente.


Quanto ai lavori eseguiti dal Comune duole constatare che non vi sia più traccia di uno dei due alberelli messi a dimora nelle 3 aiuole. Quando lo fotografammo era minuto e spoglio, forse non è sopravvissuto ai rigori dell’inverno.

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All’interno dell’aiuola v’è l’alberello che ora non c’è più

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Biblioteca Valvassori Peroni, via Valvassori Peroni 56Volantino Viaggi & Viaggiw

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Giorgio CorradiSubentrata dopo quasi due anni di chiusura alla vecchia insegna DRAKOBAR ecco apparire sulle pareti dei locali ad uso bar, all’interno del complesso multifunzionale del Comune, nei quali vi sono la Biblioteca, l’Auditorium “Stefano Cerri” e il C.A.M., l’insegna JOY. Il titolare della nuova gestione è Giorgio Corradi che, dopo avere tentato di VOLARE ALTO*, negli ultimi mesi si è dedicato a dare nuova vita al bar.
Negli anni della sua consigliatura nelle file del PD, in Zona 4, è divenuto un “piccolo imprenditore nel campo della ristorazione e dell’intrattenimento” e ha saputo impegnarsi al punto che è divenuto presidente dell’ARCI CHECKPOINT CHARLIE ex CINQUE GIORNATE in via Mecenate 25 e, insieme ad altri soci, ha aperto un bar in porta Venezia.
Nell’ottobre ultimo scorso è risultato vincitore del bando** indetto dal Comune per la gestione del bar.
Nominato vincitore avrebbe dovuto aprire l’attività a 60 giorni dalla nomina (avvenuta a metà ottobre) salvo proroga per comprovati motivi. E così tra una proroga e un altra (senza sanzioni?) oggi, dopo un periodo di rodaggio (un mesetto), è arrivata la serata ufficiale dell’inaugurazione:

Ore 19.00  OPENPARTY
INGRESSO LIBERO
dj set Paolo Marturano e Dotknot

 

__________
*
Con questo slogan si era si era ricanditato nell’ex Zona 4 nelle fila del PD, per essere confermato nel nuovo Municipio 4. Ma non è risultato eletto.
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L’aula consiliare dell’ex Zona 3 con il Municipio 3 avrà sempre 10 sedie vuote

Dopo avere pubblicato, anche su facebook, i dati delle elezioni del Municipio 3, abbiamo letto reazioni molto colorite che andavano dall’imprecazione “composta” per la sconfitta al giubilo per la vittoria.
Ma andiamo con ordine:
1) La coalizione di Beppe Sala ha preso complessivamente 25.956 voti pari al 43,68%.
La coalizione di Parisi ha preso 23.69 voti pari al 38,82% che sommati ai voti di altri partiti che hanno superato la soglia di sbarramento del 3% raggiunge 30881 voti pari al 51,96% dei voti validi.
Ma i numeri non contano perché una minoranza ha la maggioranza dei seggi nel Municipio 3 in virtù di un regola per la quale le liste collegate al Candidato Presidente godono di premio di maggioranza e cioè ottengono il 60% dei consiglieri (18) più il Presidente.
Si da il caso che questa regoletta si sia rivoltata contro la “Sinistra” perché dei 9 Municipi di Milano 5 sono passati alla coalizione di Destra.
2) Nel Municipio 3 il maggior partito della coalizione di Beppe Sala è il PARTITO DEMOCRATICO che ha espresso anche il presidente. Scorrendo la lista dei suoi candidati si può dire che lo zoccolo duro del PD è, sintetizzando, espressione delle parrocchie.
Il presidente del Municipio Caterina Antola, da anni è membro della Commissione Socio-politica e della mondialità della parrocchia San Giovanni in Laterano; il candidato più eletto nella lista del PARTITO DEMOCRATICO BEPPE SALA SINDACO è Luca Costamagna, segretario della Associazione Dai nostri quartieri che pubblica il giornale omonimo, che da informazione sulle attività delle parrocchie del Municipo; la consigliera che ha fatto campagna elettorale insieme a lui, Giuseppina Rosco, è attiva presso la parrocchia di piazza San Materno e la domenica da anche l’eucarestia a messa.
Detto questo è evidente che le persone indicate sono persone rispettabili e votate al bene comune ma esulano da un immaginario di sinistra, o per dirla in altri termini, sono l’attuale sinistra sociale di un partito che fu.
Una volta i partiti di sinistra erano radicati sul territorio. Il PCI aveva le sezioni. Ora sul Municipio 3 gravitano due circoli del PD: il primo, denominato da Gorla all’Ortica, ha una sede nominale in via San Faustino 5, presso la cooperativa edificatrice omonima. Ma spesso si riunisce presso il circolo Acli di via Conte Rosso 5; il secondo si chiama 02PD e ha sede in via Eustachi 48. Tale circolo si è distinto per non avere voluto candidare Gabriele Mariani a presidente di Municipio, con il risultato che lo stesso ha trovato casa nella lista SINISTRA X MILANO ottenendo un lusinghiero successo personale, primo della lista, salvando in parte quella che fu la lista Pisapia.
Da ultimo il più votato della lista BEPPE SALA SINDACO NOI, MILANO è stato Vincenzo Gianluigi Casati che da anni è presidente del direttivo delle Acli di via Conte Rosso. Un galantuomo ma non certo un…
Che le pentole le sappiano fare i consiglieri Boari (ex Forza Italia) e Cosenza (ex Destra Civica per Milano) risulta evidente dal loro successo elettorale conseguito unendo le loro forze e confluendo nella LEGA NORD LOMBARDA SALVINI.
Diverso è il caso di Kocis, secondo nome del secondo figlio del parlamentare ed ex ministro Ignazio La Russa che non è risultato eletto nelle fila di FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE – GIORGIA MELONI PER PARISI SINDACO: segno dei tempi.
Ma anche no. Perché esponente di punta di questa lista era Vincenzo Viola, figlio d’arte, suo padre è stato presidente del CdZ3, ed era anche il candidato presidente al Municipio.
Sommando i voti presi dalla lista a quelli dati a lui come candidato Presidente, risulta eletto.
Da ultimo, ma non ultimo, v’è da menzionare Marco Cagnolati della lista PER PARISI FORZA ITALIA BERLUSCONI. Ha ottenuto 844 preferenze grazie al suo personale impegno e all’essere stato fedele al suo presidente, insuperabile maestro nella gestione di pentole e coperchi.

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elezioni 2016Caterina Antola sarà il nuovo presidente del Municipio 3

Un primo definitivo risultato le elezioni del 5 giugno lo hanno determinato: la coalizione del centro destra di Parisi ha conquistato la maggioranza in cinque municipi dei nove di Milano: il 2,4,5,7, e 9.
Un secondo risultato è che nel Municipio 3 la sola coalizione che ha avuto più del 40% dei voti validi è risultata quella che fa capo a Beppe Sala. Pertanto ad essa va un premio di maggioranza pari al 60% dei voti validi.
(Per inciso, questo significa che tra 15 giorni saremo esentati dal votare di nuovo per il Municipio 3)
Poiché i consiglieri del Municipio sono 30 alla coalizione di sinistra spettano 18 consiglieri e il presidente del Municipio, che in questo caso è Caterina Antola.
La coalizione di sinistra ha ottenuto complessivamente 25956 voti.
Qui di seguito riportiamo i partiti di tale coalizione, la percentuale dei voti conseguita da ogni partito e, per ogni lista, i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

PARTITO DEMOCRATICO BEPPE SALA SINDACO 16,955 voti (29,54%)
Luca Costamagna 863
Manuela Sammarco 454
Giuseppina Rosco 408
Dario Monzio Compagnoni 340
Filippo Andrea Rossi 299
Valeria Borgese 184
Alessia Giuliani 179
Sergio Boniolo 175
Cristina Nicetta Sofia Spoldi 167
Francesca Zanasi 166
Vito Curci 154

BEPPE SALA SINDACO NOI, MILANO 4248 voti (7,4%)
Vincenzo Gianluigi Casati 154
Simona Zelasco 106
Federica Merlo 103
Luigi Amorese 71

SINISTRA PER MILANO 3298 voti (5,75%)
Gabriele Antonio Mariani 436
Maria Antonella Bruzzese 279
Maria Grazia De Luca Cardillo 194
Giovanni Junior Lucci 100 

ITALIA DEI VALORI PER BEPPE SALA SINDACO 483 voti (0,84%)
Michele Guido Sacerdoti 93

Per la ripartizione dei seggi bisogna considerare anche il premio di maggioranza che spetta alla coalizione. L’unica cosa certa è che Michele Sacerdoti non è stato eletto.

La coalizione di Parisi aveva come candidato presidente del Municipio 3 VINCENZO VIOLA (FRATELLI D’ITALIA) ed era formata dai seguenti partiti:

PER PARISI FORZA ITALIA BERLUSCONI 9941 voti (16,45%)
Marco Cagnolati 844
Marco di Vittorio detto DE Vittorio 266
Filippo Cutaia 113
Mery Azman 100
Probabilmente i seggi assegnati a questa lista saranno 4

LEGA NORD LOMBARDA SALVINI 7057 voti (12,29%)
Gianluca Boari 421
Rita Annamaria Cosenza 386
Diego Armando Marrapodi 298
Gianfranco Galli 181
I seggi assegnati a questa lista saranno 2 o 3 considerando i resti

MILANO POPOLARE PARISI SINDACO 2196 voti (3,83%)
Nicola Felice Elpidio Natale 364
Jacopo Forte 86
Questa lista con i resti probabilmente otterrà 1 seggio

IO CORRO PER MILANO LISTA CIVICA PARISI PER UNA MILANO UNICA 1962 voti (3,42%)
Piero Giuseppe Migliarese Caputi 199
Tommaso Maria Vittorio Tusa 150
Questa lista con i resti probabilmente otterrà 1 seggio

FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE – GIORGIA MELONI PER PARISI SINDACO 1696 voti (2,95%)
Stefano Giuseppe Luciani 155
Lorenzo Kocis Luciano La Russa 130
Il candidato sindaco della coalizione era Vincenzo Viola di Fratelli d’Italia. Il numero complessivo dato dalla somma dei voti presi dai singoli partiti è 22852. Quelli totali della coalizione sono 23069. E Vincenzo Viola su Facebook ha attribuito a se 717 voti dati dalla differenza tra voti complessivi dati alla coalizione e voti dati ai singoli partiti. Per cui i voti complessivi dati alla sua lista, stante a Vincenzo Viola sono 2413 e quindi la lista con i resti prende 1 seggio e Vincenzo Viola risulta eletto.

Vi sono poi due partiti che si sono presentati senza apparentamenti e hanno superato la soglia del 3 %

MOVIMENTO 5 STELLE  che aveva come candidato presidente PIERLUIGI RICCITELLI 5701 (9,66%)
Patrizia Bedori 124
Bruno Biondi 63
Edvige Cambiaghi 60

Qui bisogna tenere presente che Patrizia Bedori era candidata anche in Comune e probabilmente opterà per fare il consigliere avendo reso 1100 preferenze.
Probabilmente i seggi assegnati a questa lista saranno 2

MILANO IN COMUNE BASILO RIZZO SINDACO SINISTRA E COSTITUZIONE
che aveva come candidato presidente SABRINA GIANCOLA 2111 (3,58%)
Gabriella Bucci 84
Qui pare che la lista non prenda alcun seggio

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Il principio fondamentale del Sumo non è il colpire l’avversario ma fargli perdere l’equilibrio

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Un fans cerca di sbilanciare con una presa il vincitore americano

Appreso questo principio fondante del Sumo siamo andati a curiosare in via Pini 1, dopo mangiato, quanto tutto era già iniziato. Quindi le nostre impressioni sono parziali.
E’ stato simpatico vedere 1 lottatore americano, 1 norvegese, 1 francese, 2 tedeschi e 6+1 italiano combattere tra loro individualmente e/o a squadre.
Il vincitore del torneo individuale è stato l’americano.

Le squadre che si sono cimentate erano 1 tedesca e 2 italiane  (il Judo & Sumo Club Casale Monferrato e il Judo Club Milano, organizzatore del torneo).
La squadra tedesca era formata da 2 soli combattenti. Per cui è partita con una sconfitta a priori essendo le altre due squadre formate da tre combattenti.
Il torneo a squadre è terminato in parità con una vittoria, con eguale punteggio, per ogni squadra. Ma il giudice del torneo ha detto che dopo il pranzo la giuria si sarebbe riunita e avrebbe stabilito chi era la squadra vincitore. (C’è chi ha proposto che la squadra vincitrice avrebbe dovuto essere quella il cui componente avrebbe mangiato di più; altri hanno proposto il gioco dello stuzzicadenti). Ancora non sappiamo quale squadra a vinto: stanno ancora mangiando!

Per capirci un po’ di quello che avremmo visto abbiamo letto le regole del Sumo.
Si combatte sul Dohyo, un quadrato con un cerchio sopra fatto principalmente di paglia.
Si può vincere un combattimento in due modi:
– Forzando il proprio avversario all’uscita dal cerchio anche solo toccando l’esterno.
– Facendo toccare per terra l’avversario.
Per convenzione un lottatore ha toccato terra quando tocca terra con qualsiasi parte del corpo che non siano le piante dei piedi.

Durante un combattimento è vietato:
– Colpire a pugno chiuso, ma colpi di mano, palmo o sberle sono ammesse;
– Infierire con le dita negli occhi;
– Tirare i capelli;
– Colpire petto o stomaco;
– Cercare di spogliare l’avversario

Di seguito riportiamo la sequenza fotografica dell’incontro che ha decretato il vincitore del torneo individuale. Ci siamo dimenticati di immortalare la sequenza completa del rito del saluto dei due combattenti e la proclamazione del vincitore.

P.S. Potete cliccare su un’immagine e la vedrete ingrandita.
Una nota a margine.
La squadra di Casale Monferrato era composta da tre italiani, due dei quali asiatici. Il loro allenatore ci ha confidato che il Sumo anche se ha una federazione nazionale e una quindicina di palestre è poco praticato in Italia perché vi è un pregiudizio di fondo negli italiani: lo considerano uno sport di ciccioni con il pannolone!

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