merda-di-cane
Questa non è in scatola come quella  prodotta da Piero Manzoni più di cinquant’anni fa. Ma certamente sopravviverà fino a domani sera, se qualcuno non provvede a rimuoverla.
Chi l’abbia creata è difficile a dirsi. Qualche maligno suggerisce che sia un lascito gratuito dell’ultimo weekend-lungo organizzato sul sacro suolo della biblioteca.
C’è stato fatto dono dello sconveniente scatto all’ora del pranzo. La digestione del quadrupede è stata ripresa  stamane prima dell’ingresso della biblioteca e dell’Auditorium, luogo che domani sera vedrà l’incontro pubblico organizzato dal Municipio 3.

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QUAL’E’ IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELL’UNIVERSITA’ STATALE?
Ha senso mettere insieme il dopo EXPO con Città Studi?
L’area doveva diventare un grande parco e invece a un anno dalla chiusura di EXPO non sanno come tirarci fuori i soldi che hanno regalato a chi l’ha venduta, per non parlare di quelli persi.
E a chi si rivolgono a noi!!!

20161011-post-expo-e-citta-studiOrmai è un vezzo tutto nostro quello di farci suggestionare dalla narrazione di qualche mitomane che ci condiziona al punto da suscitare in noi preoccupazioni, portandoci a ingigantire i problemi e ad ampliare le paure.
Che ne sarà di Città Studi? è la summa di tutte le domande emotive che ci facciamo quando, con le poche informazioni di cui disponiamo, cerchiamo di calarci nella parte di coloro che abitano nel nostro Municipio e vedranno, se lo vedranno e se ci sarà, la trasformazione di Città Studi a seguito dello spostamento delle Facoltà Scientifiche dell’Università Statale, che negli anni ne hanno modellato in parte l’aspetto.
E nella foga iconoclasta, condizionati, vi assommiamo anche la dipartita degli ospedali Besta e Tumori, e per non farci mancare proprio nulla, anche gli scali ferroviari, così che noi si fa coincidere un processo con un altro e un altro ancora. Roba da non capirci più niente.
Siamo circondati da mezze notizie, da false verità. Manipolati per essere tramortiti. Subiamo una narrazione che ci vede senza parole: spettatori.
Ci permettono ancora di parlare in rete perché non sanno ancora come zittirci.
Ma parliamo perché ci hanno abituati a farlo sin dal tempo in cui assurse a impresa già compiuta la realizzazione della megalopoli MITO.  (1)
Poi il vate propugnatore scappò (2) e con lui si dissolse anche il MITO.
Ma il vezzo di pensare che urbanisti architetti e politici di turno possano pianificare le città e la nostra vita è rimasto.
Purtroppo  non c’è pianificazione, non c’è programmazione, c’è solo l’improvvisazione di chi si sveglia un mattino e gioca con il nostro destino.
Si fanno i referendum ma poi si vuole fare il contrario di quello che i cittadini vorrebbero perché un giorno Lui (3) ha detto: sull’area di EXPO ci metto 1,5 miliardi di euro, in 10 anni, – di soldi nostri – e nel frattempo non gli riesce di mettere nemmeno un immigrato!
E intanto sull’area EXPO continua il gran balletto Università Statale SI’ Università Statale N0.
Ma siamo seri. La prima domanda è perché mai la Statale dovrebbe andare sull’Area EXPO?
Il Rettore Vago e il senato accademico la domanda se la sono posta e i conti se li sono fatti fare. Stante all’ultima detta da Vago si può fare se gli regaliamo 120milioni di euro. Solo?
Ma sarà vero? Forse SI’ sorse NO.
Di certo è che se noi voglio comperarci una casa nuova bella ed efficiente debbiamo avere i soldi per comperarla. Debbiamo vendere la vecchia per comperare la nuova.
Ma qual’è il Patrimonio immobiliare dell’Università Statale di cui da tempo si favoleggia in funzione dell’ipotesi che venga venduto per permettere all’Università di trasferirsi sull’area EXPO?
E’ noto che gli edifici occupati dalla Università Statale sono in parte di proprietà e in parte in concessione d’uso, ovvero non sono suoi ma, in senso lato, nostri. (4)
Ma poi pochi sanno quali sono quelli vendibili, e fino a questi ultimo giorni anche noi non lo sapevamo. Non ci avevano informati; non eravamo informati; non ci siamo informati.
Eppure il bilancio della Statale è pubblico. E allora siamo andati a vedere qual’è il patrimonio immobiliare di cui l’università ha la proprietà. Lo abbiamo desunto dalla pagina del sito dell’università al link Patrimonio Immobiliare (5) aggiornato – si fa per dire -al 17/07/2014.
Per semplicità lo abbiamo trasferito nella tabella che riproduciamo qui sotto: 20 edifici di proprietà ad uso esclusivo dell’Università e poi altre proprietà in parte attinenti alle attività dell’università e in parte con uso non specificato.

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Per quanto riguarda il Palazzo in fase di realizzazione di via Celoria 18 giova ricordare che si riferisce al Nuovo polo informatico e Centro Servizi agli Studenti. Ed è stato pensato per le esigenze didattico scientifiche dei Corsi di Laurea e Dipartimenti di informatica, Biblioteca d’area e Segreteria Studenti “Città Studi“. Con una copertura finanziaria programmata (periodo 2014/16) in 21.380mila euro e una stima che i lavori sarebbero finiti nell’esercizio 2015/2016. Ma tutto si è arenato e per via del fallimento dell’azienda che aveva vinto l’appalto al ribasso e per via del balletto di quest’ultimo anno.

Questo è il patrimonio immobiliare dell’Università. E’ sufficiente all’Università Statale per comperare e costruire sull’area EXPO?.
Vago ci ha già detto di no.
Siamo d’accordo: 120milioni che vorrebbe che noi gleli  si regalasse ce li teniamo.
Checché ne dica il ministro Martina (9 ottobre (vd)) e a discapito del redivivo Sandro Balducci (9 ottobre La repubblica).

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1) Acronimo che deriva dalle sigle delle due città che l’avrebbero dovuto formare MI(lano)- TO(rino). Oggi si fanno i dispetti per la fiera del libro!
2) Bettino Craxi
3) Matteo Renzi. Si era appena chiusa EXPO e con italica puntualità non si sapeva cosa farne di quel sito. Ma fiumi di già scorrevano e il vecchio Consiglio di Zona 3 indiceva ben 3 incontri sul tema. Sono passati 11 mesi e ancora siamo chiamati a raccolta questa volta, dal Municipio 3, per ascoltare il compimento di un’impresa straordinari affidata, guarda un po’, a Sandro Balducci, ex assessore all’urbanistica del Comune di Milano, ex del Politecnico che non è stato annunciato come presente alla serata dell’11 ottobre.
4) Teniamo presente che gli edifici in concessione d’uso alla Statale, nel nostro Municipio sono 9 in:
VIA CELORIA 2
VIA CELORIA 10
VIA COLOMBO 60
VIA COLOMBO 64
VIA CLERICETTI (VALVASSORI PERONI 21)
VIA MANGIAGALLI 31
VIA MANGIAGALLI 31/BOTTICELLI 23
VIA MANGIAGALLI 37
VIA SALDINI 50 ED 1
5) Prima del link compare la nota
in questa sezione è possibile visualizzare, ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. 33/2013Link verso un sito esterno, le informazioni relative al patrimonio immobiliare dell’Università degli Studi di Milano.
Si da il caso che l’art.30  sia stato aggiornato il 23-6-2016 e stabilisca:
Art. 30
Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del patrimonio.
1. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti ((e di quelli detenuti)), nonche’ i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti.
Circa i canoni di locazione versati o percepiti neppure l’ombra o meglio bisogna fare un passo indietro e andare alla pagina Beni immobili e gestione patrimoniale nella quale compare anche il link Canoni di locazione e affitti, attivato il quale si ha una nuova pagina, di certo non aggiornata perché rimanda all’esercizio finanziario 2013!
Se proprio insistete nel volerne sapere di più siete invitati a  consultare i documenti relativi ai dati economico-finanziari degli anni successivi.
Molto trasparente!

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In mostra vi saranno 10  tavole – dipinte con colori acrilici su pannelli forex da Elena Cesana e Massimo Costantini – spalleggiate dai testi della scrittrice-tassista Sofia Corben. Raccontano 10 omicidi avvenuti a Milano nel Novecento.
Il giorno dell’inaugurazione Sofia Corben in “una visita guidata” racconterà le specificità di questi omicidi che guardati con gli occhi del presente ci permettono di conoscere le dinamiche sociali economiche e giuridiche della Milano che fu.
Le storie iniziano con l’omicidio di Ernestina Beccaro, 1903, per finire con quelle del 1997: gli omicidi di Gaspare Zinnanti.
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P. S. La seconda delibera della Giunta del Municipio 3 – 21 luglio 2016 – è relativa al patrocinio dato dal Municipio 3  a tre iniziative che comprendevano anche questo convegno.
In calce al manifesto compaiono alcuni sponsor/patrocinatori ma non il Municipio 3.
In data odierna il Municipio 3 ha dato il patrocinio ad altre due iniziative e sul sito del Comune questa non compare; compare l’iniziativa in Piazza Gobetti (vd.) e quella relativa dell’ 8° Memorial Giordano Paini (vd.) che risulta non attendibile poiché il link di rimando è sbagliato.
La domanda è cosa ci sta a fare l’assessore Costamagna?

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Possiamo rispondere con due immagini

P.S. se posizionate il cursore su una immagine la potete ingrandire premendo il pulsante sinistro del mouse.

e di più non sappiamo dirvi. Se non che nel 2014 ci siamo accorti che un tratto della via, quello che da via Passo Rolle va oltre il ponte del fiume Lambro per arrivare al centro Schuster e alla doppia curva … ha cambiato nome. Ora si chiama via Padre Lodovico Morrel J.G. in barba alla consuetudine che una via, piazza, guardino o quant’altro si voglia dedicare a una persona di cui si vuole perpetuare la memoria avrebbero dovuto passare 10 anni. In questo caso, trattandosi di un padre gesuita, che ha dedicato la sua vita al centro Schuster, è stata fatta una deroga. (vd.)
Ma ritornando a via Feltre le due immagini sono state tratte dal sito del Comune di Milano.
Per semplicità riportiamo il link http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/servizi/territorio/Mappe_storiche_Sit
a voi ritrovare le carte tecniche comunale che abbiamo riprodotte. Buon divertimento.
Va da sé che le carte si riferiscono a Milano per cui potete focalizzare la vostra attenzione su qualsiasi parte di città che volete.

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443Nelle nostre case restano inutilizzati o vengono gettati farmaci ancora validi.
La Fondazione Banco Farmaceutico promuove il Recupero di farmaci validi non scaduti.
Ovvero quei farmaci che:
– hanno almeno 8 mesi di validità
 – sono correttamente conservati nella loro confezione originale e integra

SONO ESCLUSI
– i farmaci che richiedono una conservazione a temperatura controllata,
– quelli ospedalieri (fascia H)
– quelli appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti.

All’interno delle farmacie che hanno aderito all’iniziativa del Banco Farmaceutico sono posizionati dei contenitori di raccolta in cui ognuno, assistito dal farmacista che provvede a controllarne la scadenza e l’integrità, può inserire i medicinali di cui non ha più bisogno

Nel nostro Municipio 3 le farmacie che ad oggi hanno aderito sono:

FARMACIA BRAMANTE 02 2663819 Via Pacini, 30 20131

FARMACIA CONCORDIA 02 799860 C.rso Concordia, 16 20129

FARMACIA LORETO 02 2847008 P.zzale Loreto, 7 20131

FARMACIA PALMANOVA 02 2150756 P.le Udine, 8 20132

FARMACIA ROMBON 02 2157218 Via Rombon 20134

FARMACIA TADINI 02 799764 P.zza del Tricolore, 2 20139

FARMACIA VENEZIA 02 26923090 C.so Buenos Aires, 14 20124

Inutile dire che l’iniziativa si prefigge di rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti e di operare contro la povertà sanitaria.

03Info:
Fondazione Banco Farmaceutico onlus
Sede Nazionale
t. +39 02 70104315
f. +39 02 700503735

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