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salaCon una nota diffusa dalle agenzie il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha fatto la seguente dichiarazione “Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benchè minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di Sindaco, determinazione che formalizzerò domani mattina (1) nelle mani del Prefetto di Milano“.
Giuseppe Sala è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura generale di Milano nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta riguardantel’appalto per la Piastra di Expo – infrastruttura realizzata dalla ditta Mantovani – nel sito di Rho Pero . Le ipotesi di reato a carico del primo cittadino sono falso materiale e concorso in falso ideologico.

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1) Oggi

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“Allora, cosa abbiamo di bello?» «Ho un tumore.» «Per forza, se sei qua… Che tipo di tumore?»
«Molto raro: un angiosarcoma.» «Ah sì, ma qua se non sono speciali non li vogliamo. Forza, qualè la vena più bella?»
Comincia così l’avventura di Paolo Colonnello in un mondo che nessuno vorrebbe conoscere. Ma che si scopre popolato di personaggi dalla straordinaria umanità, angeli custodi ironici ecoraggiosi. È il mondo dell’Istituto Nazionale deiTumori di Milano, dei suoi chirurghi e infermieri brillanti ed empatici, dei suoi pazienti più unici che rari.
Intrepido, tenero, divertito, spaventato: sono molti i registri che l’autore usa in questo racconto, come toni di una melodia. E non per niente il suo viaggio di trasformazione è accompagnato dal contrappunto e dalla filosofia di una grande passione per il jazz, scandito da musiche che tra i respiri lunghi di un sassofono e il ritmo cardiaco di una batteria aiutano a ridare senso e ordine a una quotidianità impazzita. Perché il tumore potrà anche costringere a improvvisare, ma ha un significato preciso per la vita: ti avvicina alle piccole cose che contano, regala amicizie e scoperte indimenticabili, e ti restituisce a una realtà chenon sarà mai più quella di prima. Perché sarà migliore.
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”Paolo Colonnello, giornalista di giudiziaria, sassofonista, inviato e capo della redazione
milanese del quotidiano “La Stampa” è membro del Consiglio disciplinare dell’ordine dei
giornalisti lombardi. Ha scritto libri d’inchiesta e ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premiolino, il Premio Internazionale della satira d i Viareggio, Premio Igor man.

Testo: UFFICIO STAMPA CENTAURIA

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car_nwUno dei primi annunci che Caterina Antola, presidente del Municipio 3 pronunciò, in un assolato giorno d’estate, fu quello che la sua Giunta avrebbe promulgato una delibera che prevedeva la sostituzione del posto macchina dinanzi al Municipio, riservato ai consiglieri, con una rastrelliera per biciclette ad uso di chi si recherà in Municipio o all’anagrafe.
L’annuncio fu enfatizzato da un articolo pubblicato su Il Giorno in cui la solerte giornalista dava conto che: Caterina vive in simbiosi con la sua bicicletta tanto che la si vede scorazzare con essa; la sua non è una battaglia contro le auto è una goccia che contribuisce a riempire il mare di un cambiamento già in corso Caterina non dice “no all’auto” sempre e comunque”. Ma più sobriamente dice “Va usata con buonsenso. Nel caso di un amministratore pubblico, io credo che un auto possa di tanto in tanto essere un aiuto nell’esercizio delle sue funzioni … Io comunque cerco sempre di usare la bicicletta”.
All’epoca prendemmo atto dell’annunciato evento sottolineando che solo chi è dotato di buoni polmoni e di una buona dose di fatalismo può avventurarsi in città con la bicicletta.
Ma non sapevamo ciò che Caterina sapeva, non è fatalista ma dotata di un grande senso dello humor. Infatti.
caterinaSapeva e con Lei la Giunta che con detemina dirigenziale (1) n. 51  – approvata il 27 luglio u. s. dalla Direzione Centrale Mobilità del Comune –  “i pass per la sosta ma anche quelli per l’accesso alle corsie preferenziali e alle Ztl” … non sarebbero stati limitati al solo presidente di Municipio ma estesi al presidente del Consiglio e agli asessori della Giunta Municipale perchè “anch’essi hanno esigenze di mobilità frequente sul territorio”.
E, come ha spiegato su Il Giorno Giambattista Anastasio, con una seconda determina, la stessa Direzione ha regolato i pass per la sosta libera: libera per loro.
In poche parole Presidente e Giunta non hanno più bisogno del posto macchina davanti al Municipio loro il posto macchina lo hanno sempre gratis: dappertutto.

P. S. Notare la rapidità della determina emanata nemmeno un mese dopo l’insediamento dei Municipi. Alla faccia della ricordata continuità con la giunta Pisapia che aveva, come detto nell’intervista, da Caterina Antola, abolito l’auto di servizi In uso nei Consiglio di Zona (ora Municipio).
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1) La determina dirigenziale, più propriamente determinazione, è un atto amministrativo, attraverso il quale il dirigente/responsabile del servizio è legittimato a adottarla, sia in base al regolamento relativo all’organizzazione degli uffici e dei servizi, sia in base al piano esecutivo di gestione del Comune.

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La settimana scorsa, sul Corriere, il sindaco Sala (1) ha, tra l’altro, affermato: “… le mie politiche sono orientate a lavorare sulle periferie, a partire dalla sicurezza e dal decoro urbano.
Il 12 dicembre presenterò insieme con la mia giunta il programma per la città dei prossimi quattro anni e mezzo.
Metteremo 250-300 milioni sulle periferie per il ripristino del patrimonio di edilizia residenziale (dalle case senza ascensore e semi abbandonate fino all’abbattimento e alla ricostruzione di edifici al Lorenteggio) e porteremo una fermata della metro a Baggio e Muggiano.
Diremo, poi, che cosa faremo su scali ferroviari, welfare, trasporti e cultura in una Milano già pronta a ospitare mostre come un Dalì e di nuovo un Picasso».

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Lo scalo ferroviario di Lambrate negli anni ’30, visto dalla massicciata della ferrovia all’altezza di via Bassini (circa)

Anche il Municipio 3 in queste settimane ha discusso la delibera sugli Scali Ferroviari perché noi abbiamo lo scalo di Lambrate (70.000 mq di superficie) su cui potrebbero essere costruiti 10 condomini ognuno dei quali sarà lungo 40 metri, largo 12 e alto 10 piani.
Il 5 dicembre nella commissione Territorio e Affari istituzionali vi è stata una prima riunione di “Presentazione della delibera di indirizzi del Consiglio Comunale sugli scali ferroviari e discussione in merito allo scalo di Lambrate”.
La discussione è stata scolasticamente contingentata in un’ora. Salvo prevederne una successiva per oggi: lunedì 12 dicembre alle ore 17,30 in via Sansovino 9.
Sarà un “gran discutere” che alla fine si ridurrà a una votazione in Consiglio di Municipio 3 nel quale verrà votato qualcosa di preconfezionato, adducendo che se ne è discusso in commissione, alla luce del sole, ma in verità nascondendo la questione dello Scalo dietro una serie di forbìte considerazioni ovvero girando intorno ai problema che quella “modesta colata di cemento comporta”, senza disvelarne le conseguenze.
Nella commissione, come da regolamento, ai cittadini è data la possibilità di partecipare e dire la loro. Ma poi se dalla commissione uscirà un qualche documento sarà ciò che avranno votato i consiglieri presenti: i cittadini non hanno diritto di voto.
Quanto alla discussione in Consiglio di Municipio essa sarà “virtuale” perché grazie al premio di maggioranza di cui beneficia la coalizione di sinistra la stessa puo “governare”. E quindi … voterà come da ordini di scuderie.
Ma non da ultimo ciò che esprimerà il Consiglio sarà solo un parere che dopo tanto partecipare varrà tanto quanto quello espresso dai cittadini in commissione: nulla agli occhi della Giunta Comunale che, nemmeno a farlo apposta, oggi dirà cosa intende fare sugli scali ferroviari, indipendentemente da quanto: hanno detto i cittadini; diranno i consiglieri di opposizioni; voteranno i consiglieri di maggioranza nel Municipio 3.

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1) Legato com’è ad area EXPO ha preso atto dell’esito del referendum del 4 dicembre scorso che a Milano ha visto prevalere il SI’ e forte di tale successo referendario, con grande senso di pugnace realismo ha affermato “Anche se Renzi ha fatto un doppio strappo su Human Technopole — facendo fare da capofila al progetto l’Istituto italiano di Tecnologia che è di Genova e poi chiedendo la collaborazione degli atenei milanesi — io sono sempre stato d’accordo con l’idea di realizzare qui un centro di ricerche sulle Scienze della vita, perché le cure mediche del futuro sono legate all’analisi del nostro Dna. Mi batterò, dunque, affinché l’idea vada avanti.” E poi più realista del re ha continuato” Lo stesso farò per i fondi promessi con il Patto per Milano: sono stati sottoscritti da un premier (Renzi) e chi arriverà non potrà fare finta di nulla (Gentiloni)”. Ovvero del doman non v’è certezza e …

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