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Negli ultimi tempi si è soliti parlare del futuro di Città Studi ovvero della migrazione delle facoltà scientifiche della Statale su area EXPO.
A seguito di questa eventualità su Facebook v’è una pagina (meritoria) – gestita da abitanti del Municipio 3 – che angosciati/angoscianti l’hanno titolata CHE NE SARA’ DI CITTA’ STUDI? (La cui ultima iniziativa è una lettera aperta inviata al sindaco Sala e rivolta ai cittadini del Minicipio3*)
L’ex Cdz3 e recentemente il Municipio 3 hanno indetto assemblee pubbliche sul tema. La RSU dell’Università degli Studi di Milano ha emesso un comunicato16113927_1265145486856547_5969843270122519485_n1 Così pure la FLC CGL – Università degli Studi di Milano
flc-cgil-universita-degli-studi-di-milanoIl Movimento5 Stelle ha chiesto che, domani sera, il Consiglio di Municipio 3 discuta e voti una loro mozione sul tema**.
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Certamente tutto questo discutere è lecito ma non tiene in conto un piccolo particolare: la prima dismissione che avverrà a Città Studi non coinvolgerà il Besta o l’Istituto dei Tumori, che da tempo immemore dovrebbero migrare a Sesto San Giovanni, e neppure le Facoltà scientifiche della Statale ma fa Facoltà di Veterinaria oggetto di languidi sospiri per le sue vezzose casette rosse!
Di quel luogo romantico e della vita che è scorsa tra le sue mura e delle decisioni prese dalla politica sul suo futuro abbiamo attinto da una sola fonte: il Corriere della Sera, così che parrà a tutti palese quanto è parziale la narrazione dei fatti che si può desumere dai titoli che sono apparsi sulle sue pagine (e non poteva essere diversamente).
Una narrazione crediamo però utile: da un lato, per capire quanto siano lunghi e tortuosi i tempi della politica e dall’altro lato ci riporti alla realtà, senza fughe in avanti, e ci induca a discutere su cosa ne sarà di quel perimetro di terra lasciato dalla Facoltà di Veterinaria. L’auspicio è che siano i cittadini o non la politica, con i sui tempi – 47 anni sono passati da quando il Comune fece una variante al Piano regolatore che prevedeva il trasferimento delle facoltà di Veterinaria e Agraria -, a decidere di realizzare su quello spazio un’area verde NOSTRA.
Meglio tardi che mai.
P. S. Se cliccate su un titolo vedrete la data di pubblicazione

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* https://chenesaradicittastudi.files.wordpress.com/2017/01/letteraapertasindacosala_18_01_2017.pdf
** Con squisita sensibilità istituzionale l’ordine del giorno di convocazione del Consiglio di Municipio riporta al punto 7 : Mozione “Città Studi ed Expo” e omette di indicare chi ha presentato tale mozione.

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Il titolo non è originale, nel senso che è esattamente quello che apparve sul Corriere della Sera, a pag. 8, il 9 dicembre 1971. Tanta anni sono passati da allora e neppure metà della strada allora annunciata è stata percorsa.
Forse alla fine di quest’anno, stante agli annunci fatti dal rettore della Statale Vago, la facoltà di veterinaria andrà a Lodi.
19711209-titoloNell’articolo citato vi era una planimetria esplicativa e il senso di quell’idea
citta-studiIl contenuto del ricorso del rettore Deotto si fondava presupposto che l’area in questione era pervenuta all’università in piena proprietà e quindi fa parte del patrimonio indisponibile dello stato e pertanto la variante del piano regolatore doveva considerarsi nulla.
Inoltre il rettore Deotto lamentava che il Comune, pur avendo assicurato che sarebbe stata reperita un’altra area, “a quanto pare fuori Milano”, per una nuova e più moderna sistemazione delle facoltà di agraria e veterinaria non aveva ancora dato seguito alla promessa.
Di seguito riportiamo le conclusioni a cui giungeva, ottimisticamente, – in certe materie solo un veggente ci azzecca – l’articolo.
ritaglioChe le facoltà abbiamo tirato avanti è fuor di dubbio. Che non abbiano costruito non si può dire.
Con il senno di allora e di oggi, come abitanti, ci sentiamo di dire che quella variante del piano regolatore era una buona idea, peccato che sino ad ora è rimasta tale!

P. S. Noi non siamo giuristi. Ma siamo interessati a conoscere se l’area in parola fa veramente parte del patrimonio indisponibile dello Stato. Chi sa se questa questione è alla base del nulla di fatto che ci ha portato a discutere più di 45 anni dopo dello stesso argomento?

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Si può conoscere una città con gli occhi, rimirando le sue strade e i suoi palazzi, ammirando i suoi luoghi d’arte, soffermandosi a fotografare i suoi scorci “da cartolina” o quelli più inconsueti… oppure si può conoscere una città chiudendo gli occhi, lasciandosi cullare dalla lettura ad alta voce della pagina di un libro, anzi, di tante pagine di tanti libri, che di quella città hanno parlato, facendo muovere i loro personaggi in epoche diverse, ma stranamente sempre sugli stessi luoghi, addirittura nelle stesse vie dove tu, oggi cammini, lavori o abiti.

15675843_10209796434821674_3744148613521447056_owÈ quanto succederà alle

ore 16.00

Casa Museo Boschi Di Stefano
via Giorgio Jan, 15

ideato da Marco Boneschi
a cura dell’Associazione Nazionale Subvedenti Onlus,
con il patrocinio del Municipio 3
la collaborazione dell’Unità Case Museo
i Progetti Speciali del Comune di Milano

Per chi abita le zone Venezia Città Studi Lambrate sarà un’occasione per riscoprire, attraverso l’opera di scrittori che negli ultimi 70 anni hanno scelto di ambientarvi alcuni dei loro romanzi, le trasformazioni avvenute nel tessuto urbano e sociale del territorio in cui abitano.
Sarà anche l’occasione per conoscere le tecnologie assistive che permettono a tutte le persone con disabilità visiva di non rinunciare ai piaceri della lettura.

Per maggiori info e prenotazioni:
rgarofalo@subvedenti.it
02 70632850

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305wore 21.00

circolo ACLI d Lambrate
via Conte Rosso 5

Gli Amici delle bocce di via Morgagni

presentano la loro esperienza: il successo di un’associazione che conta centinaia di soci che vivono momenti di divertimento, di aggregazione e amicizia.

A cura del LABORATORIO DI DEMOCRAZIA PARTECIPATA

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Recentemente abbiamo scritto di via Celoria e via Colombo, dove vi sono facoltà dell’Università Statale. Ma ci è stato fatto notare che esiste anche un altro plesso che insiste su via Colombo e che deve essere ascritto nelle disponibilità dell’Università Statale. E infatti, prendendola un po’ alla lontana vi proponiamo due immagini di un edificio degli anni ’20 che altri non è se non quello che ora si affaccia, con il retro, su via Mangiagalli 14.

Ed ora è sede di un Dipartimento dell’Università Statale e … la conferma di quanto detto è data da un articolo del Corriere della sera, di venerdì 5 novembre 1971, che di seguito riportiamo
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Per completezza riportiamo alcune foto che documentano come si sviluppano i due stabili di via Mangiagalli 14 e via Colombo 71

Già dalla indicazioni riportate sugli accessi dei 2 stabili si capisce che il Centro di Calcolo non c’è più mentre vi sono 3 dipartimenti. Uno dei quali – il Dipartimento di Scienza dello Sport, Nutrizione e Salute – a quanto è apparso sui giornali, ha declinato l’invito a rimanere rivoltogli dall’assessore Maran che voleva fare di Città studi un Centro per lo sport.

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