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STEFANO CERRI JAZZ CONTEST

Auditorium Stefano Cerri
via Valvassori Peroni 56

Biglietto intero 10 €
Biglietto con Area M Card8 €

Questa sera si terrà la finale del concorso “Stefano Cerri Jazz Contest” per Nuovi Talenti del Jazz italiano. Il concorso era riservato a giovani jazzisti italiani o stranieri con residenza in Italia che (al momento dell’invio del materiale audio) ancora non avevano compiuto il 30° anno di età (35° per i gruppi).
Il Concorso era riservato a gruppi precostituiti e vi sarà una menzione speciale per il musicista che verrà individuato come miglior solista della manifestazione.
L’iniziativa ha come unica finalità quella di scoprire e valorizzare nuovi gruppi jazz per promuoverne le attività.
Una giuria di esperti ha selezionato il materiale audio inviato dai concorrenti e ha ammesso alle finali 5 gruppi.
Ecco i nomi dei cinque gruppi finalisti per la prima edizione dello Stefano Cerri Jazz Contest:
– OFFSET QUARTET da Mantova
– TRIOTTICO da Milano
– MOTUS QUARTET da Ascoli Piceno
– DANILO TARSO TRIO da Taranto
– SQUARTET da San Donà di Piave
I gruppi dovranno esibirsi in 3 brani così suddivisi

1 brano Originale scritto e arrangiato da uno o più membri del collettivo musicale;
1 brano del repertorio Standard Jazz riconoscibile in quel novero di brani musicali presenti nei più rinomati libri di partiture Standard Jazz e/o universalmente noti e riconosciuti come facenti parte del suddetto repertorio suonato nell’arrangiamento originale scelto dal collettivo;
1 brano scritto da Stefano Cerri la cui partitura è individuabile e scaricabile (da un elenco precostituito) dal sito web di riferimento www.area-m.it anch’esso eseguito con un arrangiamento originale della band.

La giuria
Presidente: Franco Cerri
Riccardo Fioravanti
Mark Baldwin Harris
Walter Calloni
Massimo Colombo
Nicola Cerri
Un Rappresentante dell’Associazione Organizzatrice JCM a.p.s.: Tullio Ricci e/o Pietro Squecco e/o Luca Missiti

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A Milano nel 2016 la soglia dei 50 µg/m³ è stata per 73 giorni grazie alla Regione Lombardia e, nel suo “piccolo”, al Comune di Milano.

Una direttiva Ue – che secondo gli esperti di suo è già poco restrittiva, perché frutto di parecchie mediazioni – stabilisce che il valore medio annuo di PM10 presenti nell’atmosfera non può tassativamente superare i 40 µg/m³ (microgrammi per metrocubo); il valore massimo giornaliero di PM10 non può superare i 50 µg/m³, con una deroga di 35 giorni. Ovvero il superamento di tale soglia è tollerato per 35 giorni.
Ebbene nel 2016, a Milano, la media annua di PM10 è stata di 35,9 µg/m³ quella giornaliera ha superato 73 volte la soglia dei 50 µg/m³. Ovvero il superamento della soglia è stato più che doppio rispetto ai giorni tollerati.

smog-a-milano-1L’ong. britannica ClientEarth (1), partendo da questo dato – che noi abbiamo estrapolato da quello complessivo della Regione Lombardia – ha incentrato la sua attenzione sull’anomalia lombarda: una delle Regioni più ricche d’Europa che ha una delle più alte concentrazioni di PM10 d’Europa. E questo in controtendenza a quando avviene altrove considerato che gli altri si stanno adeguando alla normativa mentre la Lombardia, secondo ClientEarth, oltre ad avere elaborato nel 2013 un piano rivelatosi inadeguato, i dati lo stanno a dimostrare, ma non vi era bisogno di una verifica empirica considerato che il “piano” non definiva il termine temporale di rientro nei parametri stabiliti, ha recentemente tagliato le misure allora annunciate.
Alla fine del 2016 gli avvocati di ClientEarth hanno inoltrato alla Regione Lombadia una diffida sul tema. Il 20 febbraio al governatore Roberto Maroni e all’assessore all’Ambiente Claudia Maria Terzi è stato notificato il ricorso al Tar della Lombardia con il quale ClientEarth, insieme alle associazioni italiane Cittadini per l’Aria e Aipi (Associazione ipertensione polmonare) chiede «con urgenza» alla Regione di rivedere il Pria – Piano degli interventi per la qualità dell’aria – che approvato nel 2013 si è rivelato «inadeguato».
E c’è chi spensierato o perché costretto se ne va in giro a respirar l’aria a pieni polmoni in bicicletta.  Ma non è che in metropolitana le cose vadano meglio!
________

1) Organizzazione non governativa (ong) fondata e guidata da James Thornton, 62 anni, avvocato. Tra le sue azioni: ha costretto il governo Cameron a elaborare un nuovo piano per ridurre l’inquinamento atmosferico di Londra; ha imposto lo stop dei veicoli diesel a Dusserdolf; ha già intrapreso azioni legali in altri Paesi europei (Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Belgio, Regno Unito) ed è in procinto di replicare il ricorso al TAR in tutte le Regioni italiane che non riconoscono il diritto alla salute, non sentono il dovere morale e giuridico di agire.

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ore 18.00

Fernando Scala
Presenta
Cimiano, Felte, Rombon e Lambrate

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Se un partito non sa discutere al suo interno e si avvia a divenire il partito di un sol uomo al comando perché mai dovremmo partecipare a un dibattito organizzato da una presidente di Municipio che condivide quel modo di discutere?
Perché mai dovremmo farci contare da chi non ha tenuto di conto quanto hanno votato i cittadini e se ne è bellamente infischiata e ha coaptato tra i suoi assessori un amico del suo circolo che nessuno ha votato – perché neppure candidato?
Quale credibilità avrà mai un presidente che ha ignorato un consigliere di coalizione che aveva conseguito 436 voti, terzo tra gli eletti nel Municipio, adducendo che lei si è circondata di persone capaci di fare squadra mentre l’escluso …NO.
Perché mai dovremmo discutere con chi si ostina a dirci che i terreni su cui insiste lo scalo ferroviario di Lambrate sono di una società che presto diverrà privata, guarda caso anche in virtù del fatto che ci venderà quei terreni?
Perché dovremmo dissanguarci per finanziare un privato per poi ridurci a discutere, senza più soldi, di usi temporanei degli spazi dello scalo?
Perché dovremmo accontentarci dell’oricello della Statale in via San Faustino che grazie alla De Cesaris è vincolato a terreno non edificabile (mentre nei disegni dell’ex vicesindaco lo scalo doveva essere edificato!) e non estendiamo quel verde anche sullo scalo?
Perché dovremmo accontentarci di orti fatti con terreno di riporto perché quello che calpestiamo è inquinato?
Perché  signori miei le vie Rombon, Rimembraze di Lambrate, Trentacoste e San Faustino sono dei budelli/accesso alla città ed edificare senza prevedere sbocchi per chi andrà a vivere oltre la ferrovia è follia. Ma di questo non si parla?
Uno dei primi atti del Municipio è l’avere concesso l’edificazione di una nuovo centro commerciale in via Rubattino: cemento e macchine.
Perché?
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pallottoliereNon è che non volesse dichiarare il suo reddito, come qualche malevolo sosteneva, è che novella Paperon de’ Paperoni doveva ancora finire di contare le azioni Microsoft in suo possesso.
Ne ha così tante che alla fine ha sbagliato a scriverne il numero, per difetto.
Ne ha indicate per 36mila euro  contro i 3,6 milioni euro  effettivamente in suo possesso.
Regalatele un pallottoliere!
Stiamo parlando dell’assessore alla Trasformazione digitale, Roberta Cocco, manager in aspettativa non retribuita da Microsoft, sulla quale nei giorni scorsi  l’Autorità anticorruzione aveva aperto un’istruttoria per non aver reso noti i redditi del 2015, ovvero per non avere resa pubblica la sua dichiarazione dei redditi e il suo stato patrimoniale.
Ieri, sul sito del Comune, la dichiarazione è comparsa: errata. Dopo qualche ora è ricomparsa con l’importo relativo alle azioni Microsoft corretto. Ma la dichiarazione conteneva ancora degli errori in percentuale sulle azioni Telecom, Eni, Expedia e Tripadvisor possedute dall’assessore. Nuova correzione.
Le opposizioni in Consiglio comunale considerano la questione in modo più serio di quanto non abbiamo fatto noi e chiedono le dimissioni dell’assessore.
In primis i consiglieri del  M5stelle, Patrizia Bedori, Gianluca Corrado e Simone Sollazzo, che sul blog di Beppe Grillo chiedendo la testa dell’assessore per conflitto d’interessi. «Non solo si tratta di un dirigente Microsoft in aspettativa ma possiede anche quasi 4 milioni di dollari di azioni della Corporation, che incidentalmente è un fornitore primario del Comune di Milano. Questo evidentemente è il motivo per il quale l’assessore ha voluto tenere nascosta la propria situazione patrimoniale fino a quando, con il fiato sul collo del M5S, non ha ceduto alla legge. Si tratta di un conflitto di interesse manifesto e inaccettabile, tale da poter essere superato solo con le dimissioni. Come potrà mai lei, nella situazione in cui si trova, tutelare gli interessi dei milanesi?».
Già, come potrà: lo scopriremo solo vivendo.

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