11 febbraio LA BANDA DEI QUATTRO

Un avvocato, un dipendete del Politecnico, un tifoso della Juventus e l’assessore alla Felicità avvallano un progetto del Politecnico che vuole creare una servitù sul “sacro suolo pubblico del giardino Zanoia e della Piscina Ponzio”.

Nello scorso gennaio il Municipio 3 ha ricevuto una richiesta dal Politecnico di Milano  – corredata da un progetto –  che prevede la realizzazione di un passaggio attraverso la zona di confine tra la piscina Romano e la facoltà di architettura, chiamata dal Politecnico campus Bonardi.
Le motivazioni a supporto del progetto erano che la sua realizzazione aveva un interesse pubblico generale. Di seguito riportiamo in sintesi le argomentazioni del proponete
A detta del Politecnico il nuovo passaggio
permetterebbe un accesso alle persone diversamente abili al campus Bonardi (Se così è, e il Politecnico pare sostenga con questa tesi, da quando è stata costruita la sede di architettura nessuno a mai realizzato un accesso alla facoltà idoneo ai diversamente abili). Non è così. Un accesso esiste già a poche decine di metri dal civico 20 di via Ampére.
Il civico 20 ora consente al Politecnico di accedere a uno spazio della piscina Ponzio. A che titolo vi acceda non lo sappiamo. Di fatto lo ha adibito a raccolta di rifiuti.

Nella prima foto si notano 2 particolari: sulla sinistra vi è una palazzina della piscina Ponzio contrassegnata con una targa 11 B. Evidentemente per il solo fatto che il Politecnico l’ha in uso, non sappiamo a quale canone, o forsanche è di sua proprietà all’insaputa della Sovraintendenza, tanto basta. A destra vi è un cartellone pubblicitario che il Politecnico non riesce a fare fruttare! Ci chiediamo quale profitto potrà mai trarre se gestisse una caffetteria! 

evitare affollamenti per gli studenti aprendo un nuovo percorso di accesso alla facoltà (evidentemente gli studenti entrano in facoltà come scolaretti al suono della campanella!) Ma non è così.  Nel progetto si prevede che questo passaggio potrebbe essere utilizzato al massimo dal 5% della utenza della facoltà che è in decrescita.
Ma il realizzarlo permetterebbe al Politecnico, di acquisire una servitù sul suolo pubblico della piscina e del giardino Zanoia.

consentire l’ingresso ad eventuali soccorritori (con ciò il Politecnico fa intendere che ad oggi non vi siano ingressi per autolettighe o vigili del fuoco). Se così fosse la facoltà andrebbe chiusa.

aprire una nuova caffetteria per agli utenti del giardino Zanoia da un lato e dall’altro per il pubblico, mantenendo separati gli affacci sul giardino e su via Ampére .
(La caffetteria sorgerebbe al numero 20 spazio degradato e “rigenerato” da chi ha commissionato il progetto. Si da il caso che n
el giardino di via Zanoia vi sia già una struttura adibita a bar. Ma al Politecnico, probabilmente, schifa la sua qualità architettonica. Viene comunque da chiedersi perché il Politecnico prima di avanzare la sua proposta non si è posto prioritariamente di risolvere l’atavica fame dei suoi studenti e non pensa di realizzare una mensa per studenti in altro luogo o di riaprire quella di via Golgi. Elude il problema proponendosi di sfamare gli studenti con cappuccino e brioche: un’idea un po’ balzana).

Motivato da così altruistici propositi – il progetto verrebbe realizzato:
– togliendo il cancello in via Ampère, che ora delimita uno slargo usato dal Politecnico come deposito rifiuti
– creando un “corridoio”, delimitato da una recinzione e da siepi dalla parte contigua al giardino di via Zanoia, mantenendo sul corridoio gli alberi di alto fusto esistenti (naturalmente il corridoio diverrebbe una servitù e sarebbe largo probabilmente più di quanto illustrato nel progetto)
– sostituendo in quel tratto il muro di separazione esistente tra la piscina e la facoltà con una parete in vetro.

Investito della questione la commissione Territorio e Affari Istituzionali del Municipio 3, presieduta da Dario Monzio Compagnoni, eletto come indipendente nelle file del PD,
– ha incontrato i progettisti, presenti i tecnici del Comune;
– ha esaminato e discusso la richiesta Politecnico;
– a maggioranza ha espresso un parere negativo perché a suo parere il progetto proposto non soddisfa un interesse pubblico generale ma solo quello del proponente.
Come da prassi, il presidente della Commissione ha quindi proposto al Consiglio di Municipio, di mettere in votazione una delibera che ratificasse le conclusione a cui la Commissione era giunta anche in considerazione del fatto che nel passato su questioni simili il Consiglio di Zona non aveva mai avallato le pretese avanzate dal Politecnico. N
ella seduta dell’11 febbraio u.s. il Consiglio di Municipio invece di fare proprie le conclusioni della sua Commissione ha dovuto discutere anche una mozione alternativa, presentata da un pezzo della maggioranza guidato dalla Giunta di Municipio, che riconosce la pubblica utilità del progetto qualora il Politecnico dia:
– la garanzia che il passaggio non venga ampliato rispetto alle dimensioni indicate nel progetto sottoposto,
– che siano tassativamente escluse aperture verso il giardino Zanoia (ovvero sia garantito al Politecnico il diritto di servitù ).
– che la prevista caffetteria escluda ogni possibilità di accesso dalla via Ampére al giardino
– che le alberature presenti nel “corridoio”  siano mantenute e qualora venissero abbattute sostituite sul posto con altre equivalenti (oltre alla fantasiosa fattibilità della sostituzione di una alberatura con un’altra equivalente, giova ricordare che l’abbattimento di alberi è nel DNA del Politecnico considerato lo scempio di alberi che ha fatto l’anno passato in via Bassini. Ma la Giunta del Municipio 3 non se ne è mai curata).
– che le condizioni esposte vengano riportate in un atto notarile o altro idoneo atto parimenti vincolante concordato tra Comune, Politecnico e Municipio che non consenta alcuna modifica senza avere acquisito il parere del Municipio.

Il compagno Sala e la Giunta del Comune che fa? Quello che da anni ha sempre fatto avendo dato carta bianca al Politecnico di spadroneggia a Città Studi.
La Giunta del Municipio 3 cosa fa? Si è coperta di ridicolo non avallando la mozione di una sua Commissione. La vice Presidente e Assessore all’urbanistica del Municipio, Antonella Bruzzese, docente del Politecnico, ha partecipato all’istruzione della pratica riguardante il progetto del Politecnico e ha rinuncia a presenziare alle ultime riunioni di Consiglio costretta dalla minoranza che ha sollevato la questione del conflitto di interessi data la sua posizione.
Non solo la Giunta ha spaccato la sua maggioranza perché alcuni componenti della stessa non hanno appoggiato la sua contro-mozione che così non è passata.

Le elezioni Comunali sono alle porte. Se l’autocandidato sindaco sarà rieletto potrebbe succedere che tutto sarà rimesso in discussione.

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