IL COMUNE INCASSA 193,6 MILIONI DI EURO DALLA VENDITA DEL PIRELLINO

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30 marzo L’HA DETTO L’ASSESSORE MARAN

Da oggi (ieri per chi legge ndr.) e fino al 15 giugno la piscina sarà interessata da lavori che rifaranno il fondo vasca evitando i grandi sprechi d’acqua oggi presenti causati dalla dispersione, sistemeranno gli spogliatoi, l’area a solarium e le parti ammalorate dei numeri (? nrd).
Dopo l’estate i lavori proseguiranno sistemando l’area dedicata ai bambini in Via Zanoia, tra gli esiti dell’intervento ci sarà anche evitare il passaggio dei bagnanti in mezzo ai bambini come accade oggi.

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31 marzo HOLI FESTIVAL

Al parco Lambro

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IL COMUNE STA TRATTANDO CON IL PROPRIETARIO DELL’AREA PRIVATA DEL PARCO LAMBRO

PER AVERLA GLI PERMETTERA’ DI COSTRUIRE UNA VOLUMETRIA PARI  A META’ PIRELLONE: GENIALE!

Il 4  dicembre 1965 il sig. M. N. abita nella cascina Melghera di via Crescenzo 56, oggi occupata in parte dal centro per anziani IL SORRISO. Quel giorno M. N. uscito di casa sente un odore acre di fumo e, viste le fiamme che si sprigionavano dalla villa accanto alla cascina, da l’allarme.
Considerati la velocità di comunicazione e i potenti mezzi dell’epoca i pompieri sopraggiunti con  3 autopompe, circoscrivono le fiamme che minacciano di appiccasi anche agli alti e frondosi alberi del parco che circonda la villa e il laghetto retrostante, e il risultato di tale intervento è stato che il tetto della villa è crollato.
Sul luogo sopraggiunsero anche i vigili urbani e la Volante con  pantere. La prima ipotesi formulata è stata che trovandosi la villa incustodita un vagabondo o un barbone – altri tempi – aveva acceso un fuoco e involontariamente aveva causato l’incendio. 1)

Foto apparsa sul Corriere della sera il 5 dicembre 1965 pag. 9

Abbiamo ripreso questa notizia perché documenta come già nel 1965 il proprietario dell’area su cui insisteva la villa non la abitava e a memoria d’uomo si è disinteressato della proprietà che aveva sino a quando, secondo l’ex consigliere del Consiglio di Zona 3 Michele Sacerdoti, l’ex vicesindaco di Pisapia, Ada De Cesaris, non avviò “una trattativa per il “Bosco dello Svizzero” con il proprietario residente all’estero per una cessione al Comune come pertinenza indiretta e spostamento delle volumetrie di cui ha diritto in un’altra area.”
Detto in altri termini la trattativa aveva questo perimetro: tu proprietario cedi la tua area al Comune e il Comune ti permette di costruire una volumetria pari allo 0,35 dei 45000 mq. che gli dai: plasticamente voleva dire una volumetria pari a un mezzo Pirellone.

Il punto rosso indica dove c’era la villa. La riga circoscrive lo spazio di proprietà privata oggetto della trattativa.

L’assessore del Municipio 3 Antonella Bruzzese, interpellata, ha invece sostenuto che l’attivismo del proprietario dell’area deriva dal fatto che dopo la bonifica “in futuro” la cederà  al Comune “a titolo gratuito“. Pare una favola!
Ma invece, nella più rosea delle ipotesi, se il Comune persevererà in questa logica di scambio si troverà in carico un’area che, nella migliore delle ipotesi sarà mezza deforestata e, non avendo i soldi non potrà “riqualificarla”, come si dice in un politichese corretto. In compenso regalerà a Milano nuovo cemento.
Soluzione: modificare il piano di Governo del Territorio.

Precedenti articoli sul tema:
A PROPOSITO DI PROPRIETA’ PRIVATE AL PARCO LAMBRO
DOPO 50 ANNI AL PARCO LAMBRO SPUNTA UN’ALTRA “VILLA”

______________
1) Abbiamo ricavata la notizia da:
– Corriere di Informazione (III edizione) 4 dicembre 1965 pag. 4
– Corriere della Sera 5 dicembre 1965 pag. 9

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29 marzo ENZO JANNACCI: GRAZIE MAESTRO

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A PROPOSITO DI PROPRIETA’ PRIVATE AL PARCO LAMBRO

Ovvero quando i rappresentanti del popolo lasciano fare (alias si danno da fare)

Alcuni giorni or sono abbiamo scritto di un’opera di disboscamento al parco Lambro (vd.) e del fatto che presentava due evidenti anomalie: da un lato non vi era alcuna indicazione di chi e per conto di chi aveva ottenuto il permesso di procedere al disboscamento dall’altro in mezza alla vegetazione, vi era una casupola che, in tutta evidenza, era abitata.
Abbiamo rilanciato l’articolo sui siti facebook della Zona 3 e ne sono nate notizie fantasiose di dubbia origine (il luogo si chiamerebbe Parchetto svizzero o giardino degli svizzeri). Ma anche interesse circa quell’area che alcuni hanno indicato come privata.

Antonella Bruzzese

Abbiamo perciò interpellato, tra gli altri, anche il
Vicepresidente Municipio 3 Assessore a Urbanistica, Spazio pubblico e arredo urbano, Verde e ambiente, Mobilità locale Antonella Bruzzese che ha risposto ad alcune delle ns. domande
Ecco le risposte:
la nominazione il Boschetto degli Svizzeri è una nominazione comune di cui ignoro l?origine.
Al di là del nome, le confermo che l?area di 45.000 mq circa è di un soggetto privato che sta effettuando una bonifica per cui si abbattono ca 99 piante risultanti morte, poco stabili o pericolose, dopo aver ottenuto gli opportuni permessi del settore verde del Comune. Lo stesso  ha richiesto in particolare di potare tutti gli alberi perimetrali che potevano avere interferenze con il parco.  È in corso dunque un progetto di bonifica – per parti e per fasi – che dovrebbe condurre in futuro alla cessione a titolo gratuito dell?area al Comune.
E’ stata cortese e ha fornito molti dettagli,  come persona a conoscenza di fatti. Per questo l’ho ringraziata e le ho scritto:
Può indicarmi gli estremi dell’autorizzazione che il soggetto privato ha ottenuto dal settore verde del Comune?
Trovo comunque singolare che costui sia entrato per fare la bonifica dal parco, sradicando due dissuasori, avendo su via Crescenzago una entrata padronale: aperta a tutti; e ancora nessuno abbia affisso sulla  proprietà chi e per conto di chi faceva i lavori e quanto dureranno.
Capisco la sua complicità a chiudere un occhio nella prospettiva di ottenere in un futuro indeterminato un terreno di 45000 mq. (Come poteva evincere dall’articolo, Lei non era ancora nata, (beata Lei) ma il “propretario” non ha mai bonificato l’area. Una volta dovettero intervenire i carabinieri a cavallo e un elicottero, per snidare i tossici che all’epoca frequentavano anche quel posto). Fare passare il proprietario per un mecenate mi sembra utopico. Lui o chi per lui ha tempo di aspettare altri 60 anni prima di cedere, dopo essersi sobbarcato le spese di un po’ di mano d’opera, in una bonifica che procederà “per parti e fasi”, il suo terreno.
Antonella Bruzzese ha risposto
in merito alla mancanza di cartelli esplicativi le do ragione e le confermo che già qualche giorno fa abbiamo richiesto che fosse data comunicazione.
Sul resto al momento non ho elementi.
Sconcertante! Il privato può fare quel che vuole!
Questo carteggio non lo avremmo pubblicato integralmente per parti se non fosse stato che sulla pagina facebook  di “Residenti in Lambrate” Antonella Bruzzese abbia scritto riferendo che sul tema era già intervenuta. Non solo in Zona 3 quasi 1300 cittadini hanno letto (più o mene) l’articolo.

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IN NOME DELLA ROSA. QUANDO I CAMBIAMENTI CLIMATICI FANNO VOLARE GLI ALBERI

Giuro non ho sentito o visto niente: guardavo la televisione!
Ma quando è apparso Bruno Vesta mi sono alzato dal divano. Sceso in strada l’ho attraversata mentre dal cancello del Tennis Club Ambrosiano sono uscite dal portone scorrevole due signore. Si sono abbracciate e una di loro ha pronunciato poche parole:colpa di quel gioco di m…. Forse aveva perso a un gioco che non era il  tennis; di certo si era accorta che l’albero già bello seghettato dai vigili del fuoco prima di volare a terra si era accasciato sulla sua macchina. L’AMSA aveva già provveduto a portar via la segatura!

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27 marzo – 10 aprile LEONARDO 2019: I FACSIMILI DEI CODICI LEONARDESCHI NELLA BIBLIOTECA STORICA DEL POLITECNICO

Politecnico di Milano Biblioteca Storica
piazza Leonardo da Vinci, 32, Ed. 9

I FACSIMILI DEI CODICI LEONARDESCHI

Esposizione a cura di: Marinella Trenta, Jessica Gritti e Francesco Repishti

Dal Orari:
Lunedì, martedì, giovedì, venerdì: dalle 9.00 alle 16.00
Mercoledì: dalle 12.00 alle 19.00

dal 27  marzo al 10 aprile

Nell’anno delle celebrazioni per il V° centenario della scomparsa di Leonardo da Vinci
la Biblioteca Storica del Politecnico di Milano promuove un’esposizione dedicata ai codici di Leonardo e in particolare alle edizioni in facsimile possedute e provenienti in gran parte dal Fondo Brioschi tra le quali vi è la prima edizione moderna del Codice Atlantico posseduto dalla Biblioteca Ambrosiana. Fu Francesco Brioschi* che volle realizzare tale edizione in 35 fascicoli non rilegati, ciascuno con 40 riproduzioni, da conservare in otto custodie, quattro per il testo e quattro per le tavole, in sole 280 copie numerate, dalla casa editrice milanese Ulrico Hoepli.
La realizzazione di tale edizione fu affidata a Gilberto Govi, scomparso nel 1889, e poi a Giovanni Piumati, sotto l’egida della stessa Accademia (che se ne era assunta il compito su incarico del ministro della Pubblica Istruzione sin dal 1885).
Il primo fascicolo contiene un’ampia introduzione firmata da Brioschi, ma in realtà era stata scritta da Luca Beltrami nel 1891.
La Biblioteca Storica del Politecnico possiede una copia completa della prima edizione del Codice Atlantico, rilegata in otto volumi come da piano originario dell’opera.
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* Francesco Brioschi (Milano, 22 dicembre 1824 – Milano, 13 dicembre 1897) E’ stato uomo politico, illustre matematico e idraulico.
Ricoprì numerose cariche:
– rettore dell’Università degli Studi Pavia;
– segretario generale del Ministero della Pubblica Istruzione;
– presidente del Consiglio direttivo dell’Accademia Scientifico-Letteraria, nucleo originario della futura Università degli Studi;
– fondatore e direttore dell’Istituto Tecnico Superiore, poi ribattezzato Politecnico di Milano.

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