E’ una famosa azienda della nostra Zona 3. E probabilmente non l’ha vista nemmeno l’architetto che l’ha immaginata.

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E’ noto  che tramite i soldi del PNRR, già confermati e ottenuti*, in Rimembranze di Lambrate verrà realizzata una nuova scuola secondaria di primo grado e in via Caduti in Missione di Pace, una nuova scuola primaria. In quest’ultimo caso il progetto è stato redatto dalle architette della Direzione Educazione – Area Tecnica del Comune di Milano; il costo stimato per la costruzione della scuola è di 13,5 milioni di euro.
Ma è di questi giorni la pubblicazione da parte del Ministero dell’Istruzione della graduatoria per progetti di riqualificazione e costruzioni di edifici che ospitano servizi 0-6 anni: tra le candidature arrivate da tutta Italia l’intervento proposto dal Comune di Milano, per il nuovo polo dell’infanzia di via Redi 1, ha ottenuto un ottimo punteggio ed è al vertice della graduatoria lombarda.
Il progetto prevede la demolizione dell’edificio prefabbricato che oggi ospita sei sezioni di scuola dell’infanzia per bambini da 3 a 6 anni, e la sua trasformazione in termini strutturali e di efficientamento energetico, con un ampliamento dell’offerta educativa e la creazione di un ‘polo dell’infanzia 0-6’, quindi nido e scuola dell’infanzia. Il finanziamento di 4 milioni e 920mila euro
Se il progetto verrà confermato e finanziato con il PNRR, la Zona avrà 3 nuove strutture scolastiche entro il natale del 2026; anno di una nuova tornata elettorale per il comune di Milano.
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* Fonte Massimo Castaldo

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Alla vigilia delle ultime elezioni l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, si mise in testa di essere un leader del centrosinistra e fondò il Campo Progressista, insieme a Boldrini, Grasso, Lerner, Tabacci, Landini e Zingaretti. Tentò l’epica operazione di federare le varie forze politiche italiane di sinistra. Il Campo Progressista è durato dal 14 febbraio al 6 dicembre 2017. Pisapia nel 2019 è diventato membro del Parlamento Europeo.
Oggi il successore del sindaco Pisapia, Giuseppe Sala, non avendo il pedigree del suo predecessore – nel 2009, sindaco Letizia Moratti, assunse l’incarico di direttore generale del comune di Milano, e li rimase per un anno e mezzo, fino a giugno 2010 – nel 2020, costretto a diventare sindaco per un secondo mandato, dopo che aveva tentato di riciclarsi per un ruolo di manager o politico, ha spacciato la sua rielezione come un trionfo senza dire che: la metà dei milanesi non ha partecipato all’elezioni e solo un quarto degli elettori lo ha scelto.
Dotato di grande autostima, al pari di Pisapia, si è convinto di avere i numeri per un ruolo di politico nazionale; di poter fare meglio del suo predecessore “il federatore”.
Lo fa in maniera soft. Per ora non molla la poltrona di sindaco e fa il leader di un “partito dei sindaci” che non c’è.
Quanto valgano le parole di Giuseppe Sala lo sa chi ricorda la sua adesione ai Verdi Europei; mai avvenuta.
Per non farsi rimpiangere durante la calura estiva Sala ha ordinato la chiusura delle fontane cittadine (che funzionano con il riciclo dell’acqua); ha sospeso l’innaffiamento del verde pubblico provocando la morte di centinaia di piante. Scelta scellerata perché a Milano vengano prelevati dai pozzi di prima falda e buttati nel depuratore circa 50 milioni di metri cubi d’acqua,  altrimenti il metrò si allaga.
Il consigliere  del comune di Milano Carlo Monguzzi ha detto “lo avesse fatto una giunta di destra, ci sarebbero in piazza gli ambientalisti, i verdi, la sinistra a chiedere le dimissioni dei responsabili di questo disastro.
Ma lo ha fatto Sala” e lui, coerentemente, il posto di consigliere se lo tiene stretto,” dunque nessuna protesta. Solo parole.

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ORARI DI APERTURA DELLA BIBLIOTECA VALVASSORI PERONI
Ecco il singolare calendario di apertura della più grande biblioteca Comunale, dopo la Sormani.
Lun 14:30 – 19:00

Mar 14:00 – 19:00

Mer 14:00 – 19:00

Gio 09:00 – 14:00

Ven 09:00 – 14:00

Sab 10:00 – 14:00

Dom Chiusa

Questo orario “ridotto” è dovuto al fatto che i lavori di manutenzione straordinaria della biblioteca (adeguazione dell’impianto elettrico, risoluzione del sistema di evacuazione dei liquami, infiltrazioni dell’acqua nel piano inferiore) non sono ancora stati risolti e di conseguenza la quasi totalità dei libri della biblioteca, a suo tempo messi in un deposito (gennaio- marzo 2019), colà si trovano ancora, dietro pagamento.

Sul sito istituzionale della biblioteca il tutto viene celato con le seguenti indicazioni:
ACCESSO AGLI SCAFFALI E ALLA SALA RAGAZZI: non è necessaria nessuna prenotazione.
SALA PERIODICI: sono disponibili 8 postazioni per la lettura e consultazione quotidiani e riviste a cui accedere senza prenotazione.
SALE STUDIO: sono disponibili 144 posti studio. I posti studio al piano +1 e al piano -1 sono dotati di prese elettriche mentre quelli al piano 0 ne sono sprovvisti.

Ti consigliamo di privilegiare la prenotazione online dei documenti che desideri.
Per le restituzioni puoi sempre utilizzare il nostro box esterno.
Se non hai una biblioteca vicino a te puoi chiedere di ritirare i documenti prenotati in una edicola/libreria convenzionata.

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Ieri sera, c’è stato il Consiglio di Municipio 3, o meglio è stato sospeso per mancanza del numero legale.

I fatti.  Prima del Consiglio c’è stata la riunione dei Capigruppi.
La maggioranza ha proposto di fare il/i Consigli di luglio online onde risparmiare l’energia elettrica consumata dai condizionatori. Portata in aula è risultato che l’idea non era praticabile: il regolamento prevede che lo svolgimento del Consiglio online è possibile solo in casi eccezionali.
Il gruppo di Fratelli d’Italia, per dimostrare che aveva a cuore il risparmio energetico ha proposto che il Consiglio si svolgesse spegnendo il condizionatori e parimente di procedere in egual modo anche nelle sedute di luglio. I Capigruppi riuniti si dichiarano d’accordo.
Ma la politica non ha fatto i conti con la burocrazia. La funzionaria comunale interviene e sostiene che non era possibile spegnere l’aria condizionata!
Stupore.
Il Consiglio inizia e discute una proposta di installazione di stalli di bicicletta, in vari punti della Zona.
Fratelli D’Italia, ripresosi dallo stupore, presenta la proposta di spegnere i condizionatori. La maggioranza ha dato per buono ciò che ha detto la funzionaria comunale. La minoranza, per coerenza e, forse, anche per calcolo, ha deciso di non proseguire il Consiglio e di abbandonare l’aula, trovando assurdo che non si potesse proseguire la seduta senza i condizionatori. Così facendo ha fatto mancare il numero legale. Non per suo merito ma per demerito della maggioranza; perché invece di avere in aula 21 consiglieri ne aveva solo 15. E per essere valido un Consiglio di Municipio deve avere la presenza minima di 21 consiglieri.

Detto questo la domanda è:
i condizionatori installati negli uffici del Municipio 3 sono attivi 24 ore su 24?
A nostro parere, di certo, la Presidente del Consiglio di Zona, la giunta Municipale, la Presidente del Consiglio di Municipio 3, i consiglieri di maggioranza e opposizione dovrebbero verificare se l’impianto di raffrescamento e quello di riscaldamento, non solo del Municipio 3 ma di tutti gli uffici Comunali del Municipio 3 siano conformi alla normativa vigente e permettano un  risparmio energetico adeguato.
E ne diano conto ai cittadino. Solo così risulteranno, ai nostri occhi, credibili. Perché andare in vacanza a luglio, seguire i lavori del Consiglio on line, con l’aria condizionata accesa in casa, non costituisce un risparmio energetico e permette a chi è collegato on line di ottenere il gettone di presenza!

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Il Memoriale  inaugurato alla presenza di Aldo Aniasi, già sindaco di Milano, oggi si trova in uno stato di incuria: abbisogna di manutenzioni. Le lapidi sulle quali erano incisi i nomi dei 576 combattenti per la Libertà, oltre ad essere seminascoste da arbusti sono ormai scrostate e molti dei nomi sono illeggibili, La scalinata che porta al monumento realizzato nel 1983 dallo scultore Mario Robaudi, – aveva lo studio, in una cascina in fondo a via Corelli, * –  abbisognano, anch’essa, di manutenzione. A tale incombenza  provvedeva la Provincia di Milano ora è in capo alla Città Metropolitana che ha come sindaco Giuseppe Sala che è anche sindaco di Milano.
E Milano è Città medaglia d’Oro della Resistenza.
 Ma forse il sindaco non lo sa!
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Questo articolo prende spunto (a sua insaputa) da quanto ha scritto
Roberto Cenati – Presidente Anpi Provinciale di Milano sul sito facebook Circolo Ortica.
Va da sé che il nome dell’attuale sindaco di Milano e di Città Metropolitana, compare solo nel ns. scritto.
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Elenco dei 576 combattenti per la Libertà

*Il sindaco Albertini o forse la sindaca Moratti pensò di disfarsene vendendola a BNL Paribas Italia.
Mio padre un grande scultore trattato come un robivecchi

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Sono passati 45 anni, era l’inverno del ’77, quando una trentina di ragazzi per nulla politicizzati  – erano gli anni di piombo –  si riunivano in largo Murani e decisero di realizzare un festival con musica, mostre e performance per due giorni, polizia permettendo. (L’anno prima c’era stato l’ultimo festival di Re Nudo, al parco Lambro).
In mezzo alla piazza costruiscono un areostato per appendervi le foto dei viaggi per il mondo che tanti di loro facevano con autostop o inter-rail e cominciano a disegnare un progetto di murales: quello che nei due anni successivi sarebbe poi diventato il Murales di Largo Murani del Gruppo Areostato.
La festa finì due giorni dopo con la polizia a multare di 250mila lire l’unico maggiorenne, di  4, trovati a dormire sulle panchine.
Nel tempo i ragazzi furono aiutati a realizzare i murales*.
Il primo “quadro” approvato è stato capo Wolf un indiano in puro stile prateria urbana; poi venne Jimi Hendrix per ricordarne la memoria: nel maggio del 1968, suonò a Milano; poi fu la volta della copertina dell’album Atom Heart Mother dei Pink Floyd, con la mucca in leggero rilievo dal muro che si volta e ti guarda; infine venne il sole che ride e dice “energia nucleare no grazie”, probabilmente il primo simbolo della lotta antinucleare in Italia. Il simbolo – nato in Danimarca nel 1975 – era stato portato dalla Germania da uno del gruppo ed era più che mai d’attualità visto che in Italia dal 1977 è in costruzione la prima centrale nucleare a Montalto di Castro.
Ai murales si aggiungerà, un cormorano sporco di petrolio a ricordare il disastro ecologico della Exxon Valdez che sta cola a picco.
Un paio di anni fa Io e il Legno ha lasciato l’immobile sul quale campeggiava il murales.
Tale immobile è stato comperato da Esselunga (Per inciso – è notizia di oggi – la figlia più giovane del fondatore di Esselunga Marina Sylvia, da 1 anno amministratrice di Esselunga, si è ricomperata i muri, per 435 milioni, del 32,5% di La Vilata Immobiliare, quota che aveva Unicredit, e così il real estate è al 100% della famiglia Caprotti) .
Marina vuole trasformare l’immobile di largo Murani in un supermercato; vuole cancellare il murales e sostituirlo con delle immagini di Maurizio Cattelan  e Pierpaolo Ferrari, probabilmente tratte dalla loro rivista Toilet Paper (Carta da Gabinetto): un nome non proprio indicato per un supermercato!
Ieri in largo Murani si è svolta una manifestazione, partecipata, convocata da 4 donne, una delle quali nel 1977, aveva 17 anni, e ha partecipato alla festa.

Loro si sono augurate che Marina, riconsideri il suo progetto: perché quei murales sono storia e attualità: anticipano di decenni temi che ancora oggi sono irrisolti: la libertà delle minoranze etniche, le sfide ecologiche, le sfide nucleari, la bellezza della musica. Sono arte pubblica non solo carta da gabinetto! Sono gli antesignani della street art non a fini di lucro.
Quelle donne sono coscienti che esistono perizie di “fior di esperti” che dicono che i murales non sono recuperabili.
Balle siamo la patria del restauro. L’ultima cena è stata restaurata, la Cappella Sistina … Pompei ecc… Che sarà mai restaurare una storia di 45 anni che ancora ci fa riflettere sul nostro destino ed è storia per gli abitanti della piazza, del quartiere, della Zona, della Città?

Su Cheng.org è stata lanciata una petizione per salvare i murales.
Posizionatevi sulla scritta Cheng.org e arriverete alla pagina della petizione

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Questo articolo trae spunto ( a sua insaputa) da un articolo di Claudio Jampaglia apparso su Radio Popolare.
* La testata dell’articolo raffigura il Murales.
Chi li aiutò fu anche Paolo Rosa (1949-2013), tra i fondatori nel 1982 di Studio Azzurro, collettivo di ricerca artistica che esplora le possibilità poetiche ed espressive delle nuove tecnologie), e l’artista Antonio Miano.
Rosa e Miano, allora insegnanti in Hajech, avevano … ispirato i ragazzi del gruppo Aerostatico di Largo Murani.
Centro propulsore dell’iniziativa, la Fabbrica di Comunicazione di San Carpoforo (luogo straordinario che dal 1976 al 1978 vide passare tra gli altri John Cage, l’Odin Teatret, David Cooper), sede del Laboratorio di Comunicazione Militante, che ebbe Paolo Rosa tra i suoi protagonisti. “La convinzione del gruppo è quella di un diritto sociale all’arte che implica la conoscenza, l’invenzione e la produzione e il non essere più solo ricettori di quanto viene prodotto”, Angela Madesani – Artribune 23/8/2013.

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Da qualche giorno un nuovo cartello stradale fa bella mostra di sé all’ingresso del parco Lambro, all’altezza di via Feltre 75.
Probabilmente l’amministrazione comunale ha consultato il bollettino meteo da qui alle prossime Olimpiadi invernali del 2026 – se ci saranno considerato che Sala,Zai&C. hanno scritto a Draghi dicendogli che “non ci sono soldi né sponsor” – in ogni caso l’amministrazione comunale si è portata avanti!
Un altro cartello indica il significato di quello prima riportato: è redatto in cinque lingue rigorosamente europee. Sarà una Olimpiade “autarchica” dei solo dei paesi che condividono i valori dell’occidente?

Ma, a parte questa opera pubblica, ieri v’è stata l’inaugurazione del sentiero intitolato a Walter Bonatti. Per l’occasione l’amministrazione comunale non ha neppure ripristinato i cestini dei rifiuti che una volta erano stati installati lungo il sentiero!

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