23 maggio PERICOLOSAMENTE AFFACCIATI SUL PARCO

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23 maggio PERICOLOSAMENTE AFFACCIATI SUL PARCO

Nell’ottobre scorso avevamo scritto un articolo Una strada di campagna: via Crescenzago
nel quale lamentavamo che la via era interrotta benché i lavori per allacciare la fogna del nuovo caseggiato al civico 101 fossero terminati. Qualcuno si era dimenticato di togliere le transenne!
Al civico 101 i lavori non erano ancora terminati mentre, a dicembre, gli inquilini sono entrati nelle loro abitazioni. Ma siamo a maggio e non hanno ancora un uscita pedonale sulla strada, se non tramite il passo carraio; un citofono, una casella della posta non esposta alle intemperie.
In compenso, il costruttore e le autorità competenti, a meno che non sia abusiva, hanno previsto una uscita pedonale, sulla curva di via Crescenzago che, in quel punto è senza marciapiede e chi oltrepasserà il cancello lo farà a suo rischio e pericolo!
Chissà se i condomini del 101 avranno quanto manca ancora loro?

Ma quale era il progetto preliminare e poi definitivo presentato in Comune e approvato commissione per il Paesaggio del Comune di Milano. Lo abbiamo chiesto a Michele Sacerdoti nel 2016 consigliere del Consiglio di Zona 3 delegato ad essere componente di tale commissione. Laconicamente ci ha risposto: non mi ricordo nulla di quel progetto, era del febbraio 2016.
Non è stato rivotato e ancora si chiede perché.

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21 maggio QUANDO SI DICE DHL EXPRESS

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21 maggio QUANDO SI DICE DHL EXPRESS*

DHL è  una società nata a Filadelfia, nel 1969, e acquistata prima per quote e poi totalmente, nel 2002, dalla Deutsche Post. E’ quindi la posta tedesca che, come si usa dire oggi, fa lavorare la manodopera italiana. Forse. Chissà se ha chiesto dei finanziamenti al governo come FCA? Non lo sappiamo. Ma che importa, forse lo hanno chiesto anche le Poste Italiane! Il virus non conosce confini e la posta tedesca avrebbe dovuto recapitarmi un pacco, speditomi da Napoli, entro la giornata odierna.
Così oggi mia moglie ed io abbiamo aspettato che il corriere, a suo piacere, arrivasse.
Alle 15.28, in sua vece, è arrivato un sms che, con tono confidenziale, informava: Oggi abbiamo tentato la consegna della spedizione XXX ma non eri in casa.
Non ci eravamo alzati dal divano: bella giornata!
Puntiglioso, ho cercato di mettermi in contatto con DHL Exspress.
Il contatto è avvenuto tramite chat.

cvs_silvana: buongiorno
IO. …Ho appena ricevuto un sms ….
cvs_silvana: verifico, attenda prego
cvs_silvana: posso far consegnare domani
cvs_silvana: segnalando che oggi eravate comunque presenti
IO: No guardi non sono passati. In tempo di coronavirus non si va molto in giro. Essere presi in giro non è gradevole. Noi ci siamo organizzati per avere entro oggi la consegna, Non vedo, poiché la giornata è ancora lunga, perché chi doveva venire da noi non si prende la briga di farlo secondo quanto convenuto
cvs_silvana: per oggi non è possibile far tornare il corriere, mi spiace
cvs_silvana: posso solo far consegnare domani
cvs_silvana: ovviamente segnalo quanto mi riferisce
IO: E domani quando può venire il corriere entro la giornata o in un orario meno vago?
cvs_silvana: provo a richiedere mattina o pomeriggio,. ma non è garantito
IO: Cosa non è garantito ?
cvs_silvana: che passi mattina o pomeriggio, in base a quello che mi chiede
cvs_silvana: ma il corriere di zona farà il possibile
IO: mi dica lei quando passa mattina o pomeriggi e mi organizzo
cvs_silvana: non so garantirle quando, mi dica lei quando preferisce
IO: mattina
cvs_silvana: ok lo segnalo
IO: E se non viene il mattino me lo segnala o aspetto tutta la giornata?
cvs_silvana: aspetta tutta la giornata
cvs_silvana: o ci contatta qui in chat
cvs_silvana: per avere notizie
cvs_silvana: posso aiutarla per altro?
IO: No allora facciamo il pomeriggio così mezza giornata la salvo. Quando inizia il pomeriggio per voi
cvs_silvana: ho chiuso la richiesta indicando mattino
cvs_silvana: sia cortese, non posso correggere
cvs_silvana: intanto le ripeto non è garantito
IO: Posso venire a ritirarlo da voi?
cvs_silvana: se vuole a partire da domani, ma deve attendere conferma dai colleghi, e in caso devo annullare la precedente richiesta e inserirne una nuova
IO: Dove debbo venire. Non vorrei che fosse a Napoli
cvs_silvana: Redecesio di Segrate
cvs_silvana: cambio la richiesta quindi?
IO: Redecesio mi sta bene può essere più precisa
cvs_silvana: Via Cuneo, 3
cvs_silvana: lo inserisco?
IO: Da che ora?
cvs_silvana: 8,30-13 e 14-19
cvs_silvana: ma deve prima attendere la conferma
cvs_silvana: come le dicevo
IO: Me la confermi
cvs_silvana: ho inserito la richiesta
cvs_silvana: posso aiutarla per altro?
IO: Ci si vede domani
cvs_silvana: grazie a lei per aver contattato DHL e buona giornata
cvs_silvana: Spero di esserti stato di aiuto oggi. Per cortesia ricontatta un nostro specialista DHL nel caso necessitassi di ulteriore assistenza

Sede di Redecesio

Qualcuno dirà: dovevi contattare lo specialista!
Ma per che cosa? Per assistenza medica, sociale, psicologica, per alzarmi dal letto, mangiare, leggere, scrivere in chat! Domani vado a vedere il laghetto di Redecesio, mi sgranchisco un po’.
Ma se la prossima volta mi dicono che usano DHL li inviterò a cambiare corriere!

P. S.  Stamane mi ha chiamato DHL per chiedermi se andavo io o venivano loro in mattinata. Sono arrivato alle 11.45 e chi mi ha consegnato il pacco non era un indoeuropeo.
Mi è venuto in mente un articolo pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano relativo a come la Germania sottopaga i dipendenti dell’EST.

Voglio tornare giovane come il Turritopsis

Caromaiale I focolai di Covid nelle fabbriche della carne fanno riemergere i problemi della filiera: dipendenti dell’Est sottopagati e stipati in piccole case per abbattere i costi

Ansa
Dieta equilibrata Ogni tedesco nel 2019 ha mangiato 59,5 chili di carne. A destra, immigrati rumeni. In basso, la cancelliera Merkel

C’è un simpatico e affascinante animaletto chiamato T urrito psis Dohrnii. È una medusa di piccolissime dimensioni, 3,2 mm di diametro per l’individuo adulto. A scoprire la straordinaria e affascinante particolarità della Turritopsis fu un biologo tedesco, Christian Sommer, che alla fine degli anni 80 stava facendo delle ricerche nel mar di Rapallo, anche se questa medusa è originaria del Pacifico.

C’è puzza di bruciato nell’industria della carne tedesca. E non è odore di grigliata. La diffusione del Covid-19 nella filiera in Germania ha fatto emergere questioni mai risolte sullo sfruttamento del lavoro di cittadini comunitari dell’Europa dell’Est. Nel Paese che si vanta a buon titolo di garantire un salario minimo di 9,35 euro l’ora, i lavoratori rumeni e bulgari degli stabilimenti dove si tratta la carne arrivano a essere pagati anche un ottavo rispetto al minimo, in virtù di regolari contratti di subappalto.

Una scelta funzionale al fatto che nei supermercati tedeschi sia possibile comprare carne a prezzi eccezionalmente bassi. Un chilo di maiale viene venduto all’ingrosso per 1,92 euro, riferiva l’altro ieri Bild. aggiungendo che, in media, ogni tedesco nel 2019 ha mangiato 59,5 chili di carne, in massima parte di maiale. “La cotoletta” deve restare economicamente “accessibile”, ha detto martedì l’esponente della Linke, Dietmar Bartsch in polemica con il leader dei Verdi, Robert Habeck, che invece rivendica un prezzo minimo per la carne: “Se chiediamo agli agricoltori un buon lavoro, il benessere degli animali e la protezione del clima, allora dobbiamo pagarli”.

INTANTO QUELLO CHE arriva dagli stabilimenti di macellazione è un bollettino di guerra: a Coesfeld, in Nordreno-Westfalia, gli infettati per coronavirus sono 260; a Bad Bramstedt in Schleswig-Holstein 264; nella fabbrica di Dissen vicino Osnabruck in Bassa Sassonia sono 92, e a Birkenfeld nel Baden- Wuerttemberg sono arrivati a 400. Nel mirino delle polemiche ci sono le carenti misure sanitarie nelle fabbriche, le precarie condizioni in cui vivono i lavoratori, stipati in mini-appartamenti per risparmiare sull’affitto, orari di lavoro extra-large e stipendi “a volte anche di 1,70 euro l’ora ”, racconta Andrea Fink- Kessle, presidente dell’Associazione degli agricoltori per la lavorazione artigianale della carne, a Deutschlandfunk. Tutti problemi che fanno capo a un’unica grande questione: i contratti di subappalto nella filiera. Funziona così: dalla Danimarca arrivano in Germania i maiali pronti per la macellazione, spiega Fink-Kessle, perché il costo orario oltreconfine è minore. Lì la ditta appaltatrice incassa il prezzo pieno, 13-15 euro all’ora, ma invece di svolgere il lavoro, lo subappalta per 10 euro, con un regolare contratto. Il subappaltatore fa altrettanto finché il salario orario si riduce a cifre minime. “Questo permette ai macelli di eludere completamente la loro responsabilità per le condizioni di lavoro”, dice Johannes Jakob della Confederazione tedesca dei sindacati (Dgb). “L’azienda subappaltatrice – continua Jakob – non ha un contratto collettivo e un consiglio di fabbrica e quindi paga meno e lascia lavorare i dipendenti più a lungo”. Il problema è noto da anni. Nessuno politico di vecchia data “può fare finta di non sapere che nell’industria della carne spesso abbiamo a che fare con condizioni precarie nella situazione lavorativa e abitativa dei lavoratori a contratto dell’Europa dell’Est”, ha detto il ministro della Salute del Nordreno-Westfalia Karl-Josef Laumann. Sotto la pressione mediatica il governo tedesco è corso ai ripari e ha approvato in consiglio dei ministri il “programma di salute e sicurezza del lavoro nell’industria della carne” per limitare i contratti di subappalto e raddoppiare le multe da 15.000 a 30.000 euro. Già, ma come sono avvenuti finora i controlli?

“LE VERIFICHE SI FANNO, tranne eccezioni, a voce a distanza o in forma scritta”, ha detto la ministra della Salute della Bassa Sassonia, Carola Reimann, in risposta a un’interrogazione dei Verdi, riporta Taz. Tradotto: i controlli si sono fatti via telefono o via email. L’agroalimentare è tra i primi 5 settori industriali in Germania, con oltre 620mila lavoratori, un giro di affari da circa 179,6 miliardi e un export da 60,1 miliardi di euro, secondo il Bve. Oltre tre quarti dell’export del settore alimentare finisce in Olanda, Francia e Italia, secondo dati del ministero dell’Economia. Basta questo per capire che la lobby dell’alimentare è molto influente nel paese. Clemens Toennies, il discusso imprenditore del maggiore gruppo della carne in Germania e patron della squadra di calcio Schalke 04, respinge la condanna generalizzata alla filiera. “Otto settimane fa ci è stato chiesto di continuare a lavorare durante la chiusura, proprio come gli ospedali, le case di cura e i fornitori di energia”, ha detto il portavoce dell’azienda. “Il rischio” era nella cose. È venuto il momento di ricambiare.

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10 maggio IL I° GIUGNO SARA’ PRESENTATO IL RICORSO CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DELL’AREA EXPO E IL TRASFERIMENTO DELLA STATALE DA CITTA’ STUDI

Da 4 giorni è stata promossa una raccolta fondi – con l’obiettivo di raggiungere 10.000 euro – per sostenere le spese legali di un ricorso che sarà presentato il 1° giugno al Tribunale amministrativo regionale – in questo caso quello Lombardo – contro il così detto Piano Integrato di Intervento Mind – Milano Innovation District, approvato dalla Giunta Comunale di Milano, in via definitiva, il 30 gennaio scorso.
Tale piano prevede ora che sull’ex area EXPO – circa 1 milione di mq (ante EXPO non edificata ) possano essere costruiti ex novo edifici
residenziali per un totale di 90mila mq di slp (superficie lorda d pavimento), con la concreta possibilità di costruire grattacieli di 250 metri di altezza;15mila mq per alberghi, 30250 mq per attività produttive, 305mila mq da destinarsi ad attività di terziario e direzionale, 35mila mq al commerciale con esercizi di vicinato e medie strutture di vendita.

Tutto ciò significa che la superficie edificata, compreso quello che resta di EXPO, coprirà circa il 60% dell’area, mentre il verde sarà residuale; limitato lungo il canale perimetrale dell’area ex EXPO, ai campi sportivi della Statale, all’area intorno alla Cascina Triulza, all’orto botanico, al verde lungo i viali e tra gli edifici.
L’attuale Giunta Comunale del sindaco Sala con il “nuovo” Piano ha:
– fatto carta straccia del vincolo a parco tematico del 56% dell’area previsto dall’Accordo di Programma approvato dal Consiglio Comunale nel luglio 2011 e supportato da una mozione presentata dalla maggioranza che chiedeva la realizzazione di un’area verde unitaria;
– ha buttato nel cestino il referendum del 2011 che chiedeva di mantenere il parco agricolo-alimentare, allora previsto in gran parte dell’area, come eredità di Expo.
– ha sostituito un parco verde con un parco scientifico-tecnologico costituito dagli edifici dell’Ospedale Galeazzi, dello Human Technopole e della Università Statale di Milano.

Così concepita l’area exEXPO, ogni giorno, vedrà la presenza di più di 60.000 persone tra impiegati, ricercatori, personale medico, docenti e studenti, residenti, commercianti.

Il sindaco Sala, venendo meno agli impegni da lui assunti, nel Piano ha assegnato un ruolo marginale al suo progetto “ForestaMI: 3 milioni di alberi piantati entro il 2030 sull’area metropolitana di Milano”. Infatti sull’area è prevista la piantumazione di solo 3500 alberi.

L’accoglimento del ricorso consentirà di riprogettare l’area dell’Expo. Vi sarà una diminuzione della quantità di cemento e vi sarà la rinuncia a spostare l’Università Statale da Città Studi a Expo, permettendo di realizzare sull’”area liberata” un parco verde al servizio delle altre attività.
La scadenza della presentazione del ricorso è il 1 giugno 2020, salvo proproghe causa virus.
Il ricorso è proposto dall’associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società rappresentata dall’avv. Veronica Dini, specializzata in questo tipo di azione legale. Il denaro è versato direttamente all’avvocato. Se
l’obiettivo non verrà raggiunto in tale data l’avvocato presenterà comunque il ricorso e i promotori continueranno a perorare la sottoscrizione considerato che, dopo la presentazione, intercorrerà del tempo prima che il TAR si riunisca e deliberi.
Il ricorso è sostenuto dall’Assemblea Città Studi, costituita da residenti del quartiere, da lavoratori, docenti e studenti della Statale, da ricercatori delle Università, del CNR e di altri centri di ricerca, che da anni si battono contro lo spostamento della Università Statale nell’area exExpo e per la riqualificazione del quartiere di Città Studi.

POTETE SOSTENERE IL RICORSO QUI

P. S. Considerato che il Piano è stato approvato a fine gennaio e il virus ancora non era percepito financo dal Sindaco Sala, di certo non gli si può dare colpa di quanto è avvenuto dopo febbraio.
Oggi dovrebbe essersi quanto meno insinuato nella Giunta comunale e nel suo sindaco un ragionevole dubbio sulla fattibilità dell’operazione, così come è stata approvata.
Aiutiamo Sindaco e Giunta a correggersi! Sostenete il ricorso!

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9 maggio SILVIA ROMANO E’ STATA LIBERATA

Silvia Romano è la cooperante milanese rapita, in Kenya, il 20 novembre 2018, nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi, mentre lavorava per la onlus ‘Africa Milele’.
L’estate del 2018 aveva lavorato presso Zerogravity.

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4 maggio ANDREA POFFE E’ MORTO

Andrea Poffe

Era una sera di fine ottobre del 2016. All’uscita dell’auditorium Valvassori Peroni, mi sono avvicinato ad Andrea per chiedergli quale erano le sue impressioni circa la discussione relativa alle attività che l’anno dopo avrebbero dovuto iniziare nell’ex Centro Crespi.
Lo accompagnai per qualche decina di metri. Parlammo e mi accattivò il suo sorriso e la sua determinazione. Ma soprattutto mi colpì la parola che pronunciò indicandomi la palestra in costruzione: quella è il mio kárman.
E lo era al punto che vi si infilò dentro, alle 11 di sera, per fare dei lavori.

 

SE 4.000.000 EURO VI SEMBRANO POCHI PROVATE VOI A INDEBITARVI PER QUESTA CIFRA
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22 aprile MEDIAWORD AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

L’altro giorno la mia metà mi dice: su Facebook qualcuno ha segnalato che Mediaword di via Rubattino era aperto.
Commenti da parte mia: nessuno. Perplessità: qualcuna.
Oggi spinto da necessità sono andato a Mediaword: dovevo assolutamente stampare dei file e la stampante, malauguratamente, si è rotta.
Il posteggio era semivuoto. All’ingresso c’era una guardia con mascherina che regolava il flusso: solo io in entrata e nessuno in uscita. Ma no. Non ho potuto entrare subito: l’ho potuto fare quando è uscita una persona.
Cartelli invitavano a non fare assembramenti e a rispettare un metro di distanza. Il pavimento con righe gialle perimetravano le isole dove ci sono i venditori e le cassiere.
Il personale con giubbotto rosso aveva: visiera in plexiglas, mascherina e guanti e io avevo solo la mascherina! Mi sono sentito nudo ma non li ho certo invidiati.
Il mio umore è mutato quando ho chiesto a una blusa rossa di indicarmi una stampante economica; lo ha fatto a debita distanza da me e dalla scatola e così non si è preso la briga di prenderla (era in basso e scomoda da prendersi).
Alla cassa eravamo 5, distanziati tramite nastro giallo a terra.
Morale: se dovete andare portatevi i guanti. I clienti non sono dipendenti di Mediaword!
Mala tempora currunt?

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