Dapprima verranno realizzati i lavori stradali – giusto alla fine dell’estate e in piena campagna elettorale – poi vi sarà la sistemazione del verde.
La spesa complessiva delle opere stradali si aggira sui 400.000 €.
L’intervento era stato richiesto dall’ex Consiglio di Zona 3 e ora vede, finalmente, la luce!

In sostanza si tratta di:
1) realizzare una rotonda per regolare l’incrocio tra la discesa del cavalcavia Buccari – via Amadeo direzione via Ortica, e le via Fraccaroli e Tirone;
2) spostare a ridosso del cavalcavia l’ingresso veicolare verso la sede di SOS Lambrate e la balera dell’Ortica;
3) ridisegnare la sistemazione dei parcheggi  creandone un lato a pettine e uno in linea ;
4) risistemare l’area verde e pedonale dal sagrato della chiesa di S. Faustino e Giovita ai giardini;
5) intervenire per sistemare il percorso di via Amadeo verso il centro città e sotto il secondo ponte della ferrovia verrà realizzato un percorso ciclabile senza dovere più salire sul cavalcavia Buccari.

 

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E’ proprio il caso di dirlo. Probabilmente a sera chi sta dipingendo, oggi, i muri potrà riposarsi.

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In questo fine settimana vi sono 2 appuntamenti in Zona 3 per chi vuole sostenere la candidatura di Layla Pavone

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Oggi dalle ore 9.00 alle ore 14.00 Vi sarà un banchetto in via Benedetto Marcello angolo via Vetruvio, per la raccolta delle firme per la canditatura, alle prossime elezioni amministrative, della lista Civica AmbientaLista che vede come candidato sindaco Gabriele Mariani, ex consiglere di Municipio 3.

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Articolo di Mariolina Sesto apparso su Il Sole 24 ore il 23 agosto 

La manager scelta da Conte si è dimessa qualche giorno fa dal Cda del quotidiano diretto da Marco Travaglio. In buoni rapporti con tutti i protagonisti della digital industry italiana, si definisce una «pioniera di internet»

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Una manager per la città “locomotiva d’Italia”. Sarà Layla Pavone la candidata sindaco di Milano per il Movimento 5 Stelle alle amministrative di ottobre. Una scelta che vede la forte impronta di Giuseppe Conte, intenzionato ad attingere al bacino della società civile col fine di rilanciare la creatura politica ereditata da Beppe Grillo. E il capoluogo lombardo potrebbe rappresentare, per i pentastellati, una sorta di ’laboratorio’ per ritessere il rapporto con il Nord produttivo del Paese, al quale proprio Conte si è rivolto con una lunga lettera pubblicata nei giorni scorsi sul ’Corriere della Sera’.

Esperta di advertising online

Classe ’63, laureata in Scienze politiche con Master in Comunicazione d’Impresa e Nuove Tecnologie, Pavone si definisce una “pioniera di internet” in Italia. Nel 1995 contribuisce alla nascita di Video On Line dell’editore Nichi Grauso, occupandosi di marketing e advertising online. Si deve a lei, dicono, la vendita del “primo banner pubblicitario in Italia”. Nel 1997 in Publikompass crea la prima concessionaria di pubblicità online rappresentando un network di 35 siti e dal 2000 al 2004 lavora nel Gruppo Dentsu Aegis Media; dal 2003 al 2010, invece, presiede Iab Italia, il chapter italiano della più importante Associazione nel campo della pubblicità digitale a livello mondiale, di cui è tuttora presidente onorario.

Ha fatto parte del cda del Fatto quotidiano da cui si è dimessa pochi giorni fa

Ma il curriculum di Pavone non si ferma qui: dal 2012 al 2014 la candidata M5S a Milano è presidente del Centro Studi Assocom e sempre nel 2014 entra nel Cda di Digital Magics, incubatore di startup innovative. Tra gli altri ruoli, è stata fino a qualche giorno fa anche consigliere indipendente della società editoriale del Fatto Quotidiano da cui si è dimessa «per ragioni di trasparenza», come ha affermato lei stessa. Attenta non solo agli sviluppi tecnologici ma anche ai risvolti sociali legati al tema del digitale, Pavone ha buoni rapporti con tutti i protagonisti della digital industry italiana, come per esempio l’assessora milanese alla Trasformazione digitale Roberta Cocco, o l’ex parlamentare del Pd Stefano Quintarelli, imprenditore informatico.

Le simpatie politiche del passato

In ambienti milanesi si parla addirittura di un iniziale ’innamoramento’, da parte di Pavone, per Matteo Renzi: l’attuale leader di Italia Viva era appena diventato premier quando la manager avrebbe provato a organizzare degli incontri con lui e con il suo ex braccio destro Luca Lotti con l’obiettivo di promuovere le istanze del settore del digital advertising. La manager dice di aver votato in passato per i radicali (oltre che per M5s). Chi la conosce bene la descrive come un’ottima cuoca: i risotti, la sua specialità.

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Di seguito riportiamo il testo dell’articolo a firma di Leonardo Bison apparso oggi sul Fatto QUotidiano pag. 17

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Articolo apparso sul Corriere della Sera online il 17 agosto di Maurizio Giannattasio

Elezioni Milano, chi è Gabriele Mariani: l’ex dem deluso ultrà ambientalista
Il candidato sindaco di Milano in Comune e di Civica AmbientaLista, 58 anni, doppia laurea, riceve il passaggio di testimone da parte di Basilio Rizzo: «Basta speculazioni, lo stadio di San Siro da salvare»

Sulle spalle porta un’eredità preziosa. Gabriele Mariani, candidato sindaco di Milano in Comune e di Civica AmbientaLista, ex Pd deluso, ne è consapevole. Sarà lui a ricevere il passaggio di testimone da parte di Basilio Rizzo che dopo 38 anni di battaglie dà il suo addio a Palazzo Marino. «Farò tesoro del suo lavoro e dei suoi consigli». Con una differenza. Rizzo ha sostenuto che al ballottaggio si vota per impedire ciò che non si vuole. «E io non voglio che torni il centrodestra», aveva detto a titolo personale nell’ultima tornata elettorale. «Sul secondo turno, a differenza di Basilio, — dice Mariani — non darò indicazioni di voto per nessun candidato. Il nostro elettorato è maturo e consapevole con saldi valori antifascisti. Quindi è libero di votare o di non votare Sala».

Nato a Milano, cinquantotto anni, doppia laurea in Ingegneria e Architettura, unito civilmente con suo marito che conosce da dieci anni, Mariani ha incontrato tardi la politica che gli si è presentata nel 2009 sotto la forma di candidatura di Ignazio Marino alle primarie del Pd. Detto fatto. Mariani, per una curiosa curva del destino, si iscrive al circolo della Pallacorda, lo 02Pd, quello «glamour» e super-renziano, ma soprattutto quello vicino a casa. Tra i suoi iscritti Pietro Bussolati, Lia Quartapelle e Pierfrancesco Maran. Proprio quest’ultimo, con la sua politica urbanistica, è stato uno dei motivi che lo ha spinto a candidarsi in alternativa a Beppe Sala. «La mia priorità è cambiare il piano di governo del territorio. Non abbattere San Siro che, come è stato dimostrato si può ristrutturare senza permettere una speculazione edilizia e bocciare l’accordo sugli scali che regala un miliardo di plusvalenze alla Ferrovie». Insomma, rivoltare come un calzino la politica urbanistica di Sala e Maran.

Andiamo con ordine. Mariani si fa le ossa come presidente della Commissione urbanistica del Municipio 3. Spesso in direzione ostinata e contraria rispetto alla volontà di Palazzo Marino quando al timone c’era la giunta di Pisapia. Le sue sono battaglie sul territorio, condivise con i cittadini e i comitati. Più di una volta hanno portato alla bocciatura da parte del Tar di progetti promossi dal Comune. «Abbiamo sempre avuto un atteggiamento positivamente critico rispetto ai pareri della commissione comunale e ho sempre cercato di condividere con tutti i cittadini i cambiamenti della zona».

Il filo si spezza definitivamente quando Mariani organizza una tre giorni su Expo e Zona 3, criticando aspramente quelle che a fine 2015 erano solo voci, ossia il trasloco della Statale da Città Studi a Expo. «Da lì — dice — è iniziata la sharia del Pd nei miei confronti». Per non farsi mancare niente, Mariani nello stesso anno critica l’accordo sugli ex scali ferroviari e ciliegina sulla torta arriva il rinnovo delle presidenze dei municipi. «Tre circoli su quattro, mi indicano come candidato presidente. Sa qual è l’unico che si è opposto? Il mio». Addio Pd. Il passato si ferma al 2016.

Da lì parte il nuovo presente e la nuova avventura politica. Le priorità: «Ho raccolto l’eredità del lavoro fatto dal 2016. Mi sono impegnato contro l’abbattimento dello stadio di San Siro, contro il nuovo accordo sugli scali ferroviari, contro la finta riapertura dei Navigli». Per Mariani il «re Sala è nudo», ma non vuole passare per l’uomo del no a tutti i costi. «A Milano che ci sia questa voglia di investire è molto positivo, il problema è che abbiamo una classe politica che nelle migliori delle ipotesi è incapace». Good luck.

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