22 novembre LE STRATEGIE VECCHIE E NUOVE DI ESSELUNGA

Da più di in mese è uscito il nuovo catalogo Fidaty di Esselunga nel quale viene detto ai clienti “E’ QUI PER TE E TI DA LA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE….”
Tutto vero. Mia moglie ha scelto, “IL REGALO”,  pagandolo!
Dopo un mese non l’ha ancora ricevuto e nessuno sa dirle quando arriverà!!!
Giova ricordare che nel catalogo “NON MANCANO SPUNTI DEDICATI ALLE TUE PASSIONI AI TUOI ANIMALI E AI BAMBINI” che vengono per ultimi perché in Italia ne nascono pochi.

Io sono un cliente Esselunga, e qualche settimana fa mi è arrivata una email nella quale mi veniva detto che se andavo al supermercato potevo avere un pacco di farina in regalo.

Abitualmente vado all’Esselunga una volta la settimana. “Ingolosito” ho aumentato la frequentazione del negozio ma della farina nemmeno l’ombra.
No regalo no spesa.

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L’ex premier israeliano Ehud Barak: “Bunker e tunnel sotto l’ospedale Al Shifa? Li costruì Israele negli Anni 80”

Mentre Israele in queste settimane cerca di presentare prove sufficienti di una massiccia presenza di Hamas nella struttura, mostrando immagini, ancora da verificare, sulla presenza di armi e opuscoli, oltre a riportare numeri su arresti e uccisioni di miliziani all’interno dell’ospedale smentiti però dai sanitari, le dichiarazioni di Barak rischiano di cambiare il punto di vista dell’opinione pubblica internazionale sull’attacco all’ospedale Al Shifa. La questione era stata sollevata nei giorni scorsi anche da altri media internazionali e da alcuni osservatori su X, tanto che l’Economist ha anche pubblicato un fact checking su questa specifica notizia. Il risultato delle verifiche del settimanale britannico è chiaro: “Molteplici fonti hanno confermato che un bunker o un seminterrato vennero costruiti da Israele negli Anni 80. Non è chiaro se Hamas gestisca lo spazio sotto l’ospedale come un importante quartier generale militare, anche se le Idf hanno presentato prove di armi nascoste nell’ospedale”.

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Alle volte funziona!
Vi faccio un esempio. La settimana scorsa mia moglie va in un ospedale per prenotarmi un esame e le dicono che potevo farlo il mezzogiorno di 2 giorni dopo. Ogni ospedale ha le sue regole. In quello a cui si era rivolata mia moglie anche se sei esente dal pagamento della prestazione devi sempre passare dall’accettazione 40 minuti prima che tu abbia la visita.
Arrivo all’accettazione all’ora indicata e non debbo aspettare: il mio numero era il primo ad essere chiamato. Vado alla sala d’aspetto delle visite e all’ora convenuta vengo chiamato: il referto lo avrò questa sera dopo le 17,30.
Sono stato fortunato? No. Mia moglie ha trovato la disponibilità per la mia visita in tempi brevi perché qualcuno vi aveva rinunciato. All’accettazione sono stato fortunato? No  è che quel giorno pioveva e c’era lo sciopero dei mezzi pubblici. La mia fortuna è che mia moglie mi ha accompagnato all’ospedale in macchina e lo sciopero ha fatto il resto.

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Via Plezzo angolo via Pordenone
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Ieri pomeriggio intorno alle 15,30, Donato Modugno mentre in piazza Gobetti attraversava la strada sulle strisce pedonali, all’angolo tra piazza Gobetti e via Monte Nevoso, è stato investito da una macchina a bordo della quale vi erano un uomo di 71 anni e una donna di 32.L’auto fuori controllo ha proseguito la sua corsa e ha prima centrato un altro veicolo e poi altri automezzi che erano parcheggiati.
Intervenuti gli operatori del 118 hanno constatato le gravi condizioni in cui versava Donato Modugno che è morto questa mattina al Policlinico.
Donato Modugno, era originario di Lavello (Potenza), e residente vicino a piazza Udine.

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Stamane è stato inaugurato all’Ortica il Murale dei diritti, è stato realizzato sulla casa all’angolo tra  via San Faustino e via Amadeo. Dovrebbe ritrarre 200 volti  Uno di questi,  doveva essere quello di Franca Caffa. Genovese di nascita, ultra novantenne, storica protagonista della lotta per il diritto alla casa a Milano, e per anni presidente del Comitato Inquilini Molise-Calvairate.

Ma Franca Caffa ha eccepito: Nessuno mi aveva avvertito che il mio ritratto sarebbe stato inserito nel Murale dei Diritti all’Ortica . Quando l’ho saputo, all’inizio sono stata lusingata ma poi ho riflettuto e detto di no. Non tanto perché non me l’hanno preannunciato ma perché la difesa dei diritti è incompatibile con questa amministrazione e i murales non solo a Milano, ma anche a New York e in tutto il mondo, sono diventati uno strumento usato dalle società immobiliari per far aumentare i prezzi”. Forse, diciamo noi, Milano non è come le altre città del mondo perché questo murale come gli altri all’Ortica hanno avuto il patrocinato dal Comune di Milano, forse perché il sindaco Sala, in questi anni si è preoccupato solo di cementificare Milano.

Stante a quanto dichiarato  (fonte AGI) Serafino Sorace, presidente dell’associazione OrMe – Ortica Memoria,  “L’Associazione OrMe – Ortica Memoria ha contattato telefonicamente Franca Caffa per informarla e, in prima battuta, si è detta entusiasta. Dopo un paio di giorni ha ritrattato e ha chiesto di non essere rappresentata nel murale. Abbiamo quindi tempestivamente provveduto a comunicarlo al collettivo artistico Orticanoodles, incaricato di realizzare l’opera, che, al momento dell’avvio dei lavori non ha incluso Franca Caffa nelle bozze né, di conseguenza, nel murale finale”.

In una mail inviata da OrMe Memoria a Franca Caffa – datata 2 ottobre – letta dall’AGI, l’associazione si rammarica della sua decisione assicurandole che “stiamo provvedendo a cercare di cancellare il suo volto tra i duecento già raffigurati”.

L’opera, realizzata dal collettivo artistico Orticanoodles e dall’associazione OrMe-Ortica Memoria, se voleva essere nelle intenzioni di chi l’ha immaginata “un omaggio a 200 persone straordinarie, visionarie che hanno avuto il coraggio di sfidare le convenzioni sociali e che, con passione, impegno e determinazione, hanno fatto la storia dei diritti umani e civili” ha raggiunto il suo scopo?
Diciamo di NO. Avete mai visto in un museo 200 volti anonimi?
Conoscete la storia di queste 200 persone?
Franca Caffa ha detto (Fonte AGI) “Io vivo alla Bonola, alla mia età sto ancora bene di salute” … Per 30 anni, dal 1976, ho vissuto nel quartiere popolare di Calvairate e sono stata alla guida di un comitato degli inquilini: un impegno strenuo e quotidianoAvevo sperato nel sindaco Pisapia ma le sue politiche sulla casa si sono rivelate non diverse da quelle del centrodestra. Quelle di Sala, poi, sono proprio in tutto simili a quelle del centrodestra”.

E diciamo noi 200 persone straordinarie sono state cancellate dalla Storia e sono diventate figurine colorate, anonime.

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Il 1° agosto il sindaco Sala ha dichiarato che Milano, a causa del nubifragio patito nella notte tra il 24 e il 25 luglio, «ha perso circa 5mila alberi». Ma l’obiettivo è  di «ripiantarli tutti».
Qualche giorno fa, al parco Lambro, abbiamo notato queste situazioni:

Alberi abbattuti e alberi messi a dimora. Ovviamente quelli messi a dimora, ma passati a miglior vita, non sono quelli promessi da Sala ad agosto. Facevano parte del progetto vivere il parco Lambro o/e del progetto Forestami lanciato da Sala per dotare la città metropolitana di 3 milioni di alberi entro il 2030.
Se tanto mi da tanto lascio a voi rispondere alla domanda che ci siamo fatti.
Considerate anche che Milano ha perso 6 milioni di euro per il 2022 e altri 6 per il 2023. Erano fondi vincolati al contrasto dell’inquinamento secondo il Recovery Plan. Le risorse sarebbero servite a piantare 138 mila alberi l’anno scorso e altrettanti quest’anno. Con l’obiettivo di creare nuovi boschi su 276 ettari di territorio della Città Metropolitana. Facevano parte del capitolo “Forestazione urbana, periurbana ed extraurbani” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma nessuna azienda ha risposto all’avviso pubblico del Comune. Perché non esistono sull’intero territorio zone disponibili per creare nuove foreste.

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Quando mi sono trovato in mano il referto della radiologa che mi aveva fatto la TAC, nel quale ha descritto che cuore encefalo e intestino erano compatibili con la mia età, mi è venuta alla mente la notizia che un uomo di 75 anni era morto in casa, perché solo. E ho pensato, carina la radiologa non ha voluto indulgere nella descrizione dei miei malanni: ho superato la soglia dell’aspettativa di vita di un uomo.
L’ho raccontato a mia sorella, 85 anni, donna di spirito che mi ha risposto: noi donne abbiamo una aspettativa di vita di 87 anni!
Statistiche a parte le ho raccontato che il servizio prenotazioni della Regione Lombardia mi aveva trovato in Miano un solo ospedale prenotabile per una PET con data: ottobre 2025. Mia sorella mi ha detto: io sono in cura al San Raffaele ma quando debbo fare una TAC o altro, vado alla Multimedica. E quelli del San Raffaele non hanno mai obiettato.
Così sono andato alla Multimedica di Sesto e avrò il referto domani.

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