Alcuni utenti della biblioteca hanno saputo che la stessa non sarà riaperta il prossimo 15 settembre, così come annunciato al momento dell’ “inizio lavori” tramite quel laconico comunicato, affisso un po’ ovunque, di cui abbiamo già parlato.
Nell’occasione fummo, nostro malgrado, facili profeti: la data indicata non sarebbe stata onorata e auspicammo che ciò sarebbe dipeso dalla volontà di sanare le nuove contingenze subentrate dopo quelle che l’amministrazione comunale aveva deliberato di sanare.
Chi è stato informato non sa dire perché la biblioteca non riaprirà alla data indicata ne quando riaprirà.
Da parte ns. abbiamo avuto già modo di interloquire con il funzionario preposto. Ma poiché non amiamo avere risposte evasive e non ci piace sentirci dire belle parole che nei fatti ci hanno messo nella condizione di non potere informare altri cittadini come noi di quel che succede in biblioteca non ci siamo presi la briga di scomodarlo.
Se la Direzione del settore Biblioteche, nella persona del direttore responsabile dott. Stefano Parise, intende informare gli utenti della biblioteca Valvassori Peroni sullo stato dell’arte in biblioteca, come utenti/cittadini riterremo quanto Lui ci dirà un atto dovuto nel nome della trasparenza. Se come dipendente amministrativo di una macchina complessa come il comune di Milano egli non ha titolo per interloquire con noi utenti/cittadini rivolgiamo all’assessore della Cultura Filippo Del Corno le stesse domande: perché…

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Prima questo messaggio
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Poi forse perché avevamo chiesto di sapere, forse perché si sentivano in dovere di rispondere alle numerose sollecitazioni degli utenti della biblioteca, fatto sta che oggi (12 settembre) la DIREZIONE SETTORE BIBLIOTECHE che fa capo al dott. Stefano Parise ha inviato agli utenti della biblioteca Valvassori Peroni il seguente comunicato.
BIBLIOTECA-RIAPRE

Ovviamente da un funzionario amministrativo e coordinatore di biblioteche, presumibilmente lettore onnivoro, non potevamo attenderci di essere trattati se non come romantici sognatori che poco si interessano delle cose del mondo.
Decodificando la favoletta del dott. Parise emerge il seguente raccontino: “Tra il 14 luglio e il 12 settembre in via Valvassori Peroni ha piovuto in modo abnorme, per cui muratori, operai e personale specializzato, che in genere lavorano in giacca e cravatta ma non portano l’ombrella per via dell’impaccio che potrebbe loro procurare, hanno cumulato sui 60 giorni da noi indicati 30 giorni di ritardo. Ne discende che i lavori previsti verranno completati tra 30 giorni. A meno che non piova: of couse.”
Grazie dott. Parise da parte degli utenti e dei lavoratori della biblioteca e degli operai tutti.
Detto questo le domande restano quelle di sempre: perché l’assessore Filippo Del Corno a cui fa capo il funzionario Parise costringe quest’ultimo a propinarci raccontini mal congeniati e invece non ci mette la faccia e ci racconta se il tetto da cui a giugno pioveva nei saloni della biblioteca verrà ripristinato o no?

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26 agosto SGOMBERATO IL CENTRO SOCIALE LAMBRETTA IN VIA ANDREA DEL SARTO

Se lo aspettavano da quasi due mesi: erano stati avvisati gli occupanti abusivi di quattro delle villette del complesso in via Andrea Del Sarto, alias quelli del Centro sociale Lambretta.
Questa mattina, tornati tutti dalle vacanze, polizia (carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, tecnici di acqua e gas) e occupanti  hanno fatto la loro parte. I primi in grande spolvero si sono presentati in via Andrea Del Sarto e hanno vigilato che gli altri facessero i bagagli, caricassero un furgone preso a noleggio e se ne andassero.
Alcuni esibizionisti sono saliti sul tetto e hanno realizzato il loro spettacolino: tute nere, passamontagna, fumogeni colorati e srotolamento di uno striscione dal contenuto paradossale:
ci siamo
gli ex-occupanti con la frase alludevano al fatto che, dopo due anni, l’Aler aveva chiesto che le palazzine fossero di nuovo sgomberate; ma quello striscione avrebbero potuto srotolarlo anche molti abitanti della zona che non pensavano lecito che alcuni cittadini, in virtù della loro giovane età, occupassero un patrimonio pubblico anche se mal gestito. Se agli occupanti poteva essere ascritto il merito di avere allontanato dalle villette alcuni spacciatori di certo la loro presenza si era nel tempo trasformata in un accampamento che fungeva da rifugio di disperati senza fissa dimora: durante lo sgombero ne sono stati censiti  21.
L’Aler l’anno scorso aveva tentato di vendere le villette in blocco a 8 milioni di euro: l’asta era andata deserta.
Dopo lo sgombero forse qualcuno si farà avanti. Nel frattempo Aler Regione e Comune hanno iniziato la loro ennesima polemichina sulla gestione del patrimonio pubblico mal gestito.

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Non siamo confidenti circa il fatto che la biblioteca sarà riaperta il 14 settembre di quest’anno dato i lavori appaltati e quelli che dovrebbero essere fatti per renderla agibile. I motivi sono presto detti.

La storia della edificazione della biblioteca Valvassori Peroni l’abbiamo recentemente riassunta. Nei cinque dopo l’inaugurazione ha continuato ad avere i suoi guai strutturali che si sono ingigantiti nell’inverno 2012/2013 quando una sala lettura, posta al piano inferiore, divenne inagibile perché dal sovrastante “agorà” cadeva acqua. Dopo l’inverno venne posto rimedio all’inconveniente.
Altri problemi si palesarono: esondazione dei bagni e loro inagibilità, rottura degli stessi e loro inagibilità, rottura di finestre ecc. ecc.
L’impianto di areazione non ha mai funzionato correttamente ed è stato sostituito prima dell’estate. Da ultimo i temporali di giugno u. s. hanno evidenziato che il tetto della biblioteca stava diventando un colabrodo.
Quand’ecco comparire all’interno della biblioteca e al suo ingresso un “AVVISO AL PUBBLICO”
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Della laconicità, vaghezza e perplessità che quel foglio di carta aveva suscitato tra i frequentatori della biblioteca abbiamo detto.
Ma oggi passando innanzi alla biblioteca, a un mese di distanza dall’inizio dei lavori,  il sentimento provato è lo sconcerto. Sul fronte strada non si vede il cartello di cantiere. Esso è obbligatorio e deve essere installato in prossimità dell’accesso al cantiere. Dopo averlo cercato l’abbiamo trovato. E’ posto all’interno del perimetro della biblioteca, sulla cancellata che delimita lo spazio con Zero Gravity , a circa 5 metri dall’ingresso del cantiere e perpendicolare alla strada. Insomma se il cancello è chiuso il cartello non si vede. E a nessuno viene in mente di entrare in biblioteca sapendola chiusa anche se il cancello è aperto.
E  allora, obtorto collo, a cancello chiuso abbiamo fotografato il cartello e ne abbiamo elaborato l’immagine così che tutti possiate rendervi conto che i lavori che verranno effettuati  riguarderanno solo quelli deliberati dalla Giunta Comunale in data 9/11/2012 e che erano necessari alla data dell’aggiudicazione dell’appalto: il 16 settembre 2013.
MAGNETTIwInsomma, oltre al fatto che la data di inizio lavori preventivata era il 13 gennaio 2014 e la data possibile per il loro termini è fissata al 13 gennaio 2015, solo un confidente può credere che l’impresa Magnetti, che si è aggiudicata l’appalto al ribasso, si assumerà l’onere di eseguire i lavori per ovviare ai danni causati dalla cattiva impermeabilizzazione del tetto che in giugno ha costretto alla chiusura della sala d’arte, causa caduta acqua dal soffitto, e parimenti ha evidenziato infiltrazioni d’acqua nel soffitto della sala periodici.
Quanto al tema della sicurezza del cantiere il cartello è inadempiente.
Ma se non sconcerta che in questi ultimi anni i consiglieri del CDZ non si siano interessati della Biblioteca è certo che, date le premesse, se la biblioteca riaprirà e pioverà dovremo aprire l’ombrello.
Se poi qualche anima bella ci dirà che ingenuamente si è fidata del  “MAGNETTI” perché, pur essendo torinese, gli ha detto  “CHE PENSI MI” non gli crederemo così come non crederemo a sopraggiunte cause di forza maggiore, magari meteorologiche.
Se l’avviso al pubblico aveva un qualche fondamento sul cantiere avrebbero dovuto essere operativi ogni giorno, in questo primo mese 10 persone, e non ci risulta che ci siano state (lieti di essere smentiti).
Una Giunta comunale, un assessorato, un funzionario comunale non possono permettersi di essere ingenui e sperare che i cittadini lo siano altrettanto.

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Nel pomeriggio di mercoledì 13 agosto una banda di 6/7 persone è entrata  nell’agenzia Intesa Sanpaolo, in via dei Mille, a Vimodrone, e ha cercato di farsi aprire il caveau. Ma per via della cassaforte temporizzata nessuno ha saputo esaudire la loro richiesta. I banditi hanno allora ripiegato sulle cassette di sicurezza e ripulitele sono fuggiti su due macchine. All’allarme, dato subito, ha risposto una pattuglia del Commissariato Lambrate che ha intercettato, in via Rizzoli, una Giulietta sulla quale viaggiavano 3 banditi. Due sono riusciti a darsi alla fuga nella macchia del Parco Lambro, il terzo, più avido, aveva con sè parte della refurtiva, o forse solo più vecchio, 57 anni, è stato fermato. Nella macchina è stato trovato anche un piccolo arsenale:  due kalashnikov; alcune pistole; munizioni e anche delle parrucche. Gianfranco Simioni non si è perso d’animo e ha tentato di corrompere i poliziotti dicendosi disposto a dividere il bottino con loro. Arrestato.

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Nel pomeriggio di mercoledì 13 agosto una banda di 6/7 persone è entrata nell’agenzia Intesa Sanpaolo, in via dei Mille, a Vimodrone, e ha cercato di farsi aprire il caveau. Ma per via della cassaforte temporizzata nessuno ha saputo esaudire la loro richiesta. I banditi hanno allora ripiegato sulle cassette di sicurezza e ripulitele sono fuggiti su due macchine. All’allarme, dato subito, ha risposto una pattuglia del Commissariato Lambrate che ha intercettato, in via Rizzoli, una Giulietta sulla quale viaggiavano 3 banditi. Due sono riusciti a darsi alla fuga nella macchia del Parco Lambro, il terzo, più avido, aveva con se parte della refurtiva, o forse solo più vecchio, 57 anni, è stato arrestato. Nella macchina è stato trovato anche un piccolo arsenale: due kalashnikov; alcune pistole; munizioni e anche delle parrucche.

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