dal-sud-al-nord-28-novembre-2014w
“… qualsiasi ripresa effettuata all’interno di spazi di proprietà del Comune di Milano deve essere preceduta da una richiesta formale, che può indirizzare direttamente al responsabile della struttura.
Stefano Parise
Comune di Milano
Direttore Settore Biblioteche”

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

la-grande-illusionewIl Circolo Arci 26PER1 – Offensive Democratiche, in collaborazione con il Consiglio di Zona 3 presentano

Auditorium della biblioteca
via Valvassori Peroni, 56
ingresso libero

LA GRANDE ILLUSIONE
di Jean Renoir
Interpreti: Pierre Fresnay, Jean Gabin, Marcel Dalio, Erich von Stroheim, Dita Parlo

Durata  114’ – (1937)
ore 21.00

TRAMA:  Il capitano de Boeldieu  e il tenente Marèchal, ufficiali dell’aviazione francese, vengono abbattuti col loro aereo durante un’operazione e fatti prigionieri dai tedeschi. Dopo qualche mese trascorsi in un campo di prigionia, in un clima di cordiale rispetto tra le parti e non prima di aver progettato qualche piano di fuga, i due vengono trasferiti insieme al tenente Rosenthal nella fortezza di Wintesborn comandata dal Maggiore von Rauffenstein. Nonostante il rapporto di umana comprensione che si instaura tra carcerieri e carcerati, il pallino di questi ultimi rimane sempre la fuga. Sarà grazie al sacrificio di de Boeldieu Marèchal e Rosenthal riusciranno a fuggire e …

DALLA TERRA ALLA GUERRA : UN ESERCITO DI CONTADINI

Tra il 1915 e il 1918 nell’esercito italiano furono arruolati 5.900.000 uomini, pari a circa 1/6 dei 36 milioni di persone che componevano la popolazione italiana (secondo il censimento del 1911). Se alla cifra complessiva dei mobilitati si sottraggono: 700 mila esonerati o dispensati; 150 mila arruolati in marina; 160 mila destinati alla produzione industriale; 600 mila della milizia territoriale, i soldati impegnati nel conflitto furono circa 4.500.000. Ma chi erano? Le statistiche sulla composizione sociale dell’esercito non sono particolarmente dettagliate. Ma con buona sicurezza si può affermare che per la maggiore parte erano contadini questo perché la maggiore parte degli italiani in quegli anni era impegnata nei lavori della terra. Dal censimento del 1911 risulta che il 58% della popolazione era occupata nell’agricoltura; il 23,7% nell’industria e il 18% nel settore che oggi chiamiamo terziario. Secondo le stime riportate da Antonio Gibelli nel suo La grande guerra degli italiani (Bur Storia, Rizzali, 2007), «I lavoratori agricoli fornirono 2.600.000 uomini, pari al 45% del totale dei richiamati [..] Stando a un rilevamento effettuato nel 1918, i lavoratori della terra costituivano il 58% dei lavoratori dipendenti richiamati [..] mentre gli “operai diversi e non qualificati” costituivano il 14,3%, gli “artigiani” il 13,7%, gli “operai delle industrie e del commercio l’11,5%, infine gli impiegati il 2,5%».
Il corpo prevalente di destinazione per questi soldati contadini fu la fanteria, cioè quello più falcidiato dalle perdite, stando alle pensioni di guerra calcolate nel 1926: 677 mila uomini. Il contributo di vittime della popolazione rurale è confermato da altri dati riportati da Gibelli: «Da un’indagine pubblicata nel 1920 risultava ad esempio che il 64% degli orfani di guerra erano figli di contadini, contro il 30% di figli di operai, il 3,3% di figli di imprenditori e commercianti e il 2,7% di figli di professionisti e impiegati». Anche se, come sottolinea Gibelli, «confrontando queste percentuali con quelle della popolazione attiva al 1911, si vede che le perdite contadine non furono proporzionalmente maggiori rispetto a quelle degli altri lavoratori» .
Il che non toglie che i contadini furono l’anima dell’esercito e, soprattutto, la sua carne da cannone. Una verità sulla quale si è esercitata a lungo una certa retorica interessata a creare un clima di artificiosa contrapposizione tra classi sociali. Come scrive ancora Gibelli, «I valori del ruralismo erano quelli che meglio si accordavano col paternalismo autoritario della classe dirigente. Esaltare il sacrificio paziente e la rassegnata sottomissione dei lavoratori della terra era anche un modo per censurare i comportamenti combattivi del moderno proletariato operaio, la sua smania di organizzarsi e di lottare per conquistare condizioni migliori di vita rompendo gli argini della deferenza e del paternalismo, le sue simpatie per il socialismo. Tra “fanti-contadini” e “operai-imboscati” fu costruita artificialmente una contrapposizione che mirava a dividere le classi subalterne e a dirottare su obiettivi pretestuosi il loro prevedibile risentimento per i sacrifici cui erano sottoposte».

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

ceco
Alcune delle immagini che potrete vedere visitando la mostra

Pubblicato il da TWB | 2 commenti

la-grande-illusionewIl Circolo Arci 26PER1 – Offensive Democratiche, in collaborazione con il Consiglio di Zona 3 presentano

Auditorium
via Valvassori Peroni, 56
ingresso libero

LA GRANDE ILLUSIONE
di Jean Renoir
Interpreti: Pierre Fresnay, Jean Gabin, Marcel Dalio, Erich von Stroheim, Dita Parlo

Durata 114’ – (1937)
ore 21.00

TRAMA: Il capitano de Boeldieu e il tenente Marèchal, ufficiali dell’aviazione francese, vengono abbattuti col loro aereo durante un’operazione e fatti prigionieri dai tedeschi. Dopo qualche mese trascorsi in un campo di prigionia, in un clima di cordiale rispetto tra le parti e non prima di aver progettato qualche piano di fuga, i due vengono trasferiti insieme al tenente Rosenthal nella fortezza di Wintesborn comandata dal Maggiore von Rauffenstein. Nonostante il rapporto di umana comprensione che si instaura tra carcerieri e carcerati, il pallino di questi ultimi rimane sempre la fuga. Sarà grazie al sacrificio di de Boeldieu Marèchal e Rosenthal riusciranno a fuggire e …

DALLA TERRA ALLA GUERRA : UN ESERCITO DI CONTADINI

Tra il 1915 e il 1918 nell’esercito italiano furono arruolati 5.900.000 uomini, pari a circa 1/6 dei 36 milioni di persone che componevano la popolazione italiana (secondo il censimento del 1911). Se alla cifra complessiva dei mobilitati si sottraggono: 700 mila esonerati o dispensati; 150 mila arruolati in marina; 160 mila destinati alla produzione industriale; 600 mila della milizia territoriale, i soldati impegnati nel conflitto furono circa 4.500.000. Ma chi erano? Le statistiche sulla composizione sociale dell’esercito non sono particolarmente dettagliate. Ma con buona sicurezza si può affermare che per la maggiore parte erano contadini questo perché la maggiore parte degli italiani in quegli anni era impegnata nei lavori della terra. Dal censimento del 1911 risulta che il 58% della popolazione era occupata nell’agricoltura; il 23,7% nell’industria e il 18% nel settore che oggi chiamiamo terziario. Secondo le stime riportate da Antonio Gibelli nel suo La grande guerra degli italiani (Bur Storia, Rizzali, 2007), «I lavoratori agricoli fornirono 2.600.000 uomini, pari al 45% del totale dei richiamati [..] Stando a un rilevamento effettuato nel 1918, i lavoratori della terra costituivano il 58% dei lavoratori dipendenti richiamati [..] mentre gli “operai diversi e non qualificati” costituivano il 14,3%, gli “artigiani” il 13,7%, gli “operai delle industrie e del commercio l’11,5%, infine gli impiegati il 2,5%».
Il corpo prevalente di destinazione per questi soldati contadini fu la fanteria, cioè quello più falcidiato dalle perdite, stando alle pensioni di guerra calcolate nel 1926: 677 mila uomini. Il contributo di vittime della popolazione rurale è confermato da altri dati riportati da Gibelli: «Da un’indagine pubblicata nel 1920 risultava ad esempio che il 64% degli orfani di guerra erano figli di contadini, contro il 30% di figli di operai, il 3,3% di figli di imprenditori e commercianti e il 2,7% di figli di professionisti e impiegati». Anche se, come sottolinea Gibelli, «confrontando queste percentuali con quelle della popolazione attiva al 1911, si vede che le perdite contadine non furono proporzionalmente maggiori rispetto a quelle degli altri lavoratori» .
Il che non toglie che i contadini furono l’anima dell’esercito e, soprattutto, la sua carne da cannone. Una verità sulla quale si è esercitata a lungo una certa retorica interessata a creare un clima di artificiosa contrapposizione tra classi sociali. Come scrive ancora Gibelli, «I valori del ruralismo erano quelli che meglio si accordavano col paternalismo autoritario della classe dirigente . Esaltare il sacrificio paziente e la rassegnata sottomissione dei lavoratori della terra era anche un modo per censurare i comportamenti combattivi del moderno proletariato operaio, la sua smania di organizzarsi e di lottare per conquistare condizioni migliori di vita rompendo gli argini della deferenza e del paternalismo, le sue simpatie per il socialismo. Tra “fanti-contadini” e “operai-imboscati” fu costruita artificialmente una contrapposizione che mirava a dividere le classi subalterne e a dirottare su obiettivi pretestuosi il loro prevedibile risentimento per i sacrifici cui erano sottoposte».

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

Il Consiglio di Zona 3 in collaborazione con l’associazione Didattica museale presenta, all’

Auditorium della biblioteca
via Valvassori Peroni, 56

Il popolo della notte
Rapaci notturni e pipistrelli tra leggenda e realtà

ore 21:00
Ingresso libero

pipistrello Corynorhinustownsendiiflying

Gli animali notturni hanno da sempre suscitato grande interesse, ma anche timore e pregiudizi. La conferenza racconterà delle leggende più popolari nelle diverse culture e di alcuni animali notturni del nostro territorio (gufi, civette, pipistrelli…), spiegherà le origini di tali credenze e infine svelerà le vere straordinarietà di questi cacciatori nel buio.

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

25 gnu sound
ROSSOCINQUE
via Conterosso, 5 (ingresso ACLI)
ore 21.00

Matt Confusion, uno di quei personaggi che si incontrano raramente nel mondo della musica indie. Uno che fa della mentalità “no shit” la sua bibbia e che se ne strafrega di mode, tendenze, pose e quant’altro. Ed eccolo qui, al suo secondo album, con il suo bluesettino senza pretese di novità, la sua chitarrina sofferente, la vocetta roca.
Eccolo qui che vi ricorda come la musica sia una cosa semplice, come bastino sei corde su una tavola di legno e altre tre dentro la gola per tirar fuori tutto quanto o’ blues e di come a voi bastino due orecchie per amarlo.
matt-confusion-satori-take-me-away-coverwIn un concerto live scoprite “Satori, Take Me Away” che è un disco bluesy di 8 canzoni in 32 minuti. E’ stato registrato e mixato in casa nell’arco di 8 mesi, costruendolo piano, sovraincisione dopo sovraincisione, mix dopo mix, spesso utilizzando oggetti comuni come strumenti musicali. Non c’è nessun sample, è tutto suonato davvero e ripreso…

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

Il Consiglio di Zona 3 in collaborazione con Lup (Libera Università popolare) presenta un

Corso di introduzione alla macroeconomia
L’ECONOMIA SPIEGATA A TUTTI
con un occhio specifico sull’Europa

via Sansovino 9
dalle 20.30 alle 23.30

INGRESSO GRATUITO

Obiettivo del corso è fornire una visione generale e integrata della macroeconomia, adottando un modello di base che studia l’economia nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Tale modello viene applicato a problematiche dell’economia reale. Fra gli argomenti affrontati: la crisi economica e finanziaria mondiale, le sue ricadute sulla realtà europea, in particolare per quanto riguarda l’euro e l’integrazione monetaria, e le sue conseguenze sul nostro Paese.
II° Parte

Martedi 25 novembre
IL MERCATO DEL LAVORO
Relatore: Prof. Andrea Fumagalli (Università di Pavia)
Alle ore 21.30, proiezione del film “Le nevi del Kilimangiaro” (2011)

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

AREA M TESTATA25 novembre
*Tony Arco, batteria; Tullio Ricci, sax tenore e soprano; Alberto Tafuri, pianoforte; Marco Vaggi, contrabbasso
Tony Arco è il leader di questo quartetto grazie al quale propone la propria visione della musica del sassofonista afro-americano Wayne Shorter. La band ripercorre le tappe storiche della produzione shorteriana, dalle prime produzioni targate Blue Note Records, divenute colonne portanti del percorso che il jazz stava compiendo a cavallo tra l’hard bop e il modale, fino alle ultime composizioni.

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento