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4 giugno TIRATA DI ORECCHIE ALLA GIUNTA PISAPIA DA PARTE DEL CDZ3
Il CdZ3 ha votato una mozione congiunta sui lavori da farsi in via Benedetto Marcello
Stamane grazie a una nuova diffida dal proseguire i lavori, mandata a A2A dal presidente del CdZ3 Sacrestani, e grazie alla mobilitazione di cittadini e di alcuni consiglieri di Zona che alle 7.30 hanno presidiato il cantiere, A2A ha deciso di soprassedere a quanto affermato dal suo delegato nella riunione di commissione di ieri sera, e ha chiuso il cantiere.
Questa sera verso le 20.00, alla presenza di circa un centinaio di cittadini, dopo avere concordato una mozione comune, la maggioranza e la minoranza del consiglio di Zona 3, fatto più unico che raro, ha votato una mozione congiunta raggiungendo l’unanimità dei presenti, con l’astensione di una rappresentante di SEL.
In essa dopo avere lamentato che la giunta comunale non aveva informato nè il consiglio comunale nè il consiglio di Zona nè i cittadini del progetto di realizzare, da parte di A2A una cabina primaria in via Benedetto Marcello, seppure questo ha avuto un iter burocratico di anni, ha ribadito la necessità che la cantierizzazione dell’opera sia interotta e che vegano prese in considerazione, contrariamente a quanto affermato da A2A, ipotesi di realizzazione della cabina non considerate nel progetto.
A questo punto se domani il cantiere di A2A aprirà i battenti vorrà dire che la giunta Pisapia e i suoi assessori di riferimento nell’opera in oggetto (Maran, Bistolfi e Rozza) sconfesseranno quanto hanno affermato in questi anni sulla democrazia partecipata e sul coinvolgimento dei cittadini nella gestione della cosa pubblica.
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Contrassegnato A2A, assessore Maran, Carmela Rozza, Chiara Bistolfi, Renaro Sacrestani, SEL, Via Benedetto Marcello
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4 – 7 giugno CIRCUS BEER LOVERS

Oggi parte la I° edizione di Circus Beer Lovers, dedicato agli amanti e ai produttori di birra artigianale. I protagonisti saranno gli homebrewers (chi fa la birra in casa) con incontri, assaggi e corsi a libero accesso tenuti da veri.
Tra una degustazione e l’altra, il Circus Beer Lovers offre le migliori birre artigianali d’Italia. I birrifici presenti sono: Bad Guy Brewery, Birra Toccalmatto, Birrificio Amiata, Birrificio Artigianale La Buttiga, Birra Baladin, Birra del Borgo, Birrificio Artigianale Salentino B94, Birrificio Birranova, Birrificio Elav, Birrificio Lambrate, BrewDog, Croce di Malto, Birrificio Lariano, Birrificio Sant’Andrea, Il Birrificio di Cagliari, Kamun Birrificio Artigianale, Serious Garage Beer.
Si può anche mangiare: street food con carretti siciliani, hot dog, hamburger, texmex, gelati, granite …
Nelle serate programmate, si alterneranno anche artisti, prestigiatori e musicisti al Lambretto Studios in via Cletto Arrighi 19. Ingresso gratuito.
Il programma
4 giugno (ore 18-24): lezioni e dibattiti su storia della birra, tecniche di degustazione, produzione casalinga, abbinamenti birra-cibo; Musica Live con il gruppo Percussioni Industriali che suonerà utilizzando i fusti di birra.
5 giugno (ore 12-24): workshop e laboratori con i birrai, i temi trattati riguarderanno maltazione, coltivazione del luppolo, uso dei lieviti e aspetti pratici della produzione casalinga; Musica Live con Diego “Deadman” Potron e Zootstick, a seguire DJ Set.
6 giugno (ore 12-02): laboratorio con il birraio, produzione di birra in diretta su impianto pilota; dalle 20.45 proiezione su maxischermo della finale di Champions League fra Juventus e Barcellona; a seguire DJ Set con Leo from Ibiza e Ormeye.
Domenica 7 giugno (12-22): cotta collettiva con gli homebrewers; Musica e DJ Set all day long con Marco Sala; Gran finale con gadget e sorprese!
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Contrassegnato Bad Guy Brewery, Birrificio Lambrate, Birrificio Lariano, Circo delle birre artigianali, Lambretto Studio, Via Cletto Arrighi 19
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La mostra a Milano non è una prima assoluta: ha visto la luce un anno fa presso i locali dell’associazione Chiamamilano 30.
Le immagini del fotografo ravennate Paolo Genovesi sono tratte dall’omonimo libro con testi di Marco Tarozzi.
Dalla prefazione del libro
Li chiamano “diversamente abili”. E, lasciatemelo dire, è una parola che non mi piace. La trovo nel tentativo di trovare un’espressione politicamente corretta al tempo stesso ipocrita e sleale, diciamo pure ingiusta. Perché in quel “diversamente” si nasconde un limite, come se una barriera netta separasse due categorie di persone: quelle che hanno due gambe, due braccia, due occhi insomma, tutto che funziona come natura ha voluto e sarebbero teoricamente in grado di fare qualunque cosa, da quelle che, per motivi vari, non hanno la stessa fortuna e, sempre teoricamente, sarebbero in grado di fare un po’ meno di qualunque cosa. Quel “diversamente”sottintende quasi un’inferiorità. Sì, abili, ma non come gli abili veri, quasi al mondo ci debbano essere abili di serie A e di serie B, come se l’abilità fosse una patente e avesse dei parametri prestabiliti. Avete mai sentito parlare di un falegname diversamente abile rispetto a un medico? Eppure il primo sa mettere mano laddove il secondo farebbe magari disastri e viceversa. Eppure ognuno è, appunto, abile a modo suo.
Ma il libro di Paolo Genovesi e Marco Tarozzi due cari amici di vecchia data, abili nei rispettivi campi quanto lo sono, nel loro, i personaggi che hanno qui raccontato attraverso immagini e storie meravigliose abbatte nel suo piccolo questa orribile barriera mentale e culturale, che nemmeno nel millennio dell’emancipazione e della globalizzazione siamo ancora riusciti a far cadere del tutto. Il titolo è la perfetta sintesi di che cosa ci accomuna tutti, abili di serie A e di serie B, di che cosa alla fine ci rende uguali nonostante le diversità: i sogni. I sogni ad occhi aperti, ovvio, che poi sono quelli consapevoli, cioè il propulsore della vita. Perché solo chi sogna è vivo. E più sogna, più lo è. E questi uomini e donne, semmai, sognano ancor più di chi non ha perso una gamba per un tumore o di chi ha lasciato un braccio sotto un camion o di chi, dall’oggi al domani, non è passato dalla meraviglia di luci e colori alla tristezza e allo sconforto del buio totale.
Paolo e Marco hanno scelto personaggi di sport perché questo è il loro raggio d’azione, ma anche perché forse lo sport aiuta a capire meglio come i limiti non siano preclusi davvero a nessuno. Del resto il record è l’essenza dello sport. E la caccia al record, per sua stessa costituzione, è la continua esplorazione di nuovi mondi, di nuovi traguardi, di nuove emozioni, di nuovi limiti appunto. Sono storie e immagini, queste, che lasciano di sasso, ma al tempo stesso non fanno rima con pietà o con compassione.
Su quei volti c’è il sorriso, in quegli sforzi ci sono lo stesso impegno e la stessa concentrazione degli atleti così li chiamano normodotati. E sul traguardo c’è la gioia per un successo o la delusione per una sconfitta, né più né meno come tutti: se proprio devono essere diversi nell’abilità a compiere un gesto atletico, che possano almeno godere delle stesse emozioni di tutti. Anzi, loro sanno emozionarsi ancor di più, anche per piccolissimi gesti, e ti aiutano a capire quanto di buono abbia da offrirti la vita, sempre, anche se qualcosa ti ha tolto. In certi racconti si legge addirittura che un terribile incidente ha dato un senso alla loro esistenza, oppure che le ha fatto prendere una strada meravigliosa altrimenti sconosciuta. O, ancora, che “poteva andare molto peggio”. E poter essere qui a raccontare come si è passati da un letto di morte al traguardo di una maratona spingendo a forza di braccia una sedia a rotelle, è stato uno stupendo viaggio dall’inferno al paradiso. Le loro storie diventano quindi un esempio, uno stimolo a cui attingere, a cui aggrapparsi in ogni momento: un modo tremendamente efficace per far capire che cosa c’è dietro a un infinitesimo progresso, a un esercizio che noi consideriamo elementare quando invece è come una montagna himalayana da scalare senza bombole.
Questi ragazzi scendono da pendii innevati su una gamba sola, giocano a tennis su una sedia a rotelle, pilotano ultraleggeri anche se hanno perso l’uso delle gambe. E chi non ha mai visto figuriamoci mai provato non può rendersi realmente conto di che cosa voglia dire, di quanta fatica richieda ogni loro passo.
3 giugno DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO! OGGI ALL’AZIONISTA DI RIFERIMENTO E’ STATO OPPOSTO UN NO.
Come annunciato alle ore 16 si è tenuta presso la sede del CdZ3 la Commissione Istruttoria Qualità dell’ambiente urbano e mobilità che aveva come ordine del giorno l’ampliamento della Cabina Primaria A2A in via Benedetto Marcello.
Sul finire della commissione è intervenuto il consigliere comunale Carlo Monguzzi, presidente la commissione Mobilità-Ambiente-Arredo urbano-Verde che, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, ha dichiarato come della cantierizzazione di via Benedetto Marcello è venuto a conoscenza tramite una abitante della via. E il 29 maggio lui, insieme a Mariolina De Luca (Gruppo Verdi) Patriza Bedori (Movimento 5 Stelle) Renato Sacrestani, presidente del CdZ3, (Rifondazione Comunista), recatosi sul cantiere sono riusciti a fare interrompere momentaneamente i lavori.
Se gli assessori di giunta Maran e Bisconti, suoi referenti in giunta e titolari delle deleghe della sua commissione, lo avevano tenuto all’oscuro del progetto di A2A non v’è da stupirsi che nè il CdZ3 nè i cittadini sapessero di quello che stava per succedere in via Benedetto Marcello.
Come detto la convocazione e la presenza dei tecnici di A2A era stata concordata per porre rimedio a una lacuna: la non informazione da parte degli assessori competenti e della giunta, al CdZ3 e ai cittadini, del progetto e delle sue conseguenze.
Il consigliere Monguzzi ha auspicato che A2A potesse fare tesoro dei suggerimenti formulati dai cittadini e potesse rivedere il progetto. Quanto a lui avrebbe portato in Giunta comunale la questione.
Il delegato di A2A ha opposto al suo azionista di riferimento un netto rifiuto argomentando che aveva speso due anni di lavoro per ideare l’opera e A2A aveva già sostenuto dei costi rilevanti per le opere già eseguite!

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Contrassegnato Carlo Monguzzi, Mariolina De Luca, Movimento 5 stelle, Patrizia Bedori, PD, Renato Sacrestani, Rifondazione Comunista, Verdi, Via Benedetto Marcello
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3 – 4 giugno RIEN NE VA PLUS, LES JEUX SONT FAITS
Commissione Istruttoria Nr 05 Qualità dell’ambiente urbano e mobilità
Mercoledì 3 Giugno
dalle ore 16.00 alle ore 18.00
via Sansovino, 9
Sono all’ordine del giorno i seguenti argomenti:
1) Comunicazione del Presidente;
2) Situazione lavori ampliamento Cabina Primaria A2A Benedetto Marcello saranno presenti : i tecnici del Comune e i tecnici di A2A
La questione all’ordine del giorno è in parte nota, ne abbiamo dato conto in un precedente articolo, ed è stata sollevata prendendo a pretesto la difesa di 24 alberi che, stante l’opera in cantiere, dovrebbero essere abbattuti e probabilmente non potranno più essere piantumati perché l’ampliamento della cabina primaria sarà sotto il piano stradale e le piante non avranno la possibilità di mettere radici.
Ma come abbiamo implicitamente detto nell’articolo precedente la questione principale non è la salvaguardia di 24 alberi. E’ la politica energetica del Comune di Milano che essendo azionista di una società quotata in borsa (A2A) non si oppone alle logiche del profitto tout court (elaborare un progetto il meno oneroso possibile, anche se comporta l’abbattimento di alberi) e non propone modelli alternativi di distribuzione dell’energia elettrica.
Il Comune non si batte per modificare il regime semi monopolistico dell’energia che, imperante in Italia, impone la non possibilità di produrre energia perché quella creata non può essere distribuita se non dalle reti di distribuzione nazionali.
Giovedì replica della discussione in CDZ 3
stesso posto, via Sansovino 9,
dalle ore 18.30 – 21
P.S.
Come è ormai noto le commissioni del consiglio di Zona hanno potere di indirizzo: non decidono.
Sulla materia in oggetto il CdZ3 può esprimere anch’esso un parere di indirizzo. Ma non può decidere nel merito della realizzazione dell’opera.
Di certo vi sono vincoli paesaggistici che salvaguardano via Benedetto Marcello, in passato sono stati baipassati; vi è un maggiore potere del CdZ nella cura e salvaguardia del verde ma l’opera è stata autorizzata prima che questi poteri venissero delegati al CdZ). Ma al massimo può fare melina: il cantiere è già stato posato; gli assessori competenti non si faranno vedere; l’amministrazione centrale non ci mette la faccia ma manda dei tecnici di A2A che diranno quanto l’opera sia necessaria.
Se non si vuole che la discussione sia una perdita di tempo perché rien ne va plus, les jeux sont faits occorrerà imporre al Comune di cambiare la sua politica energetica e questo sarà maggiormente possibile perché, anche se non ce ne siamo ancora accorti, Milano è città metropolitana. Le elezioni in Comune sono alle porte! Confidiamo in un ravvedimento operoso della Giunta!
Rimaniamo sempre dell’idea che se ci sono stati abusi e/o ci saranno questi non vengano sanati.
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Contrassegnato A2A, alberi abbattuti, Comune di Milano, les jeux sont fait, rien ne va plus, Via Benedetto Marcello
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