Come occhi le mani

L’Associazione Nazionale Subvedenti Onlus in collaborazione con Tiziana Luciani* – psicoterapeuta e formatrice

 

Vi invitano a partecipare al ciclo di 3 incontri di Arte-terapia

Come Occhi le Mani 

presso la Biblioteca Valvassori Peroni
Via Valvassori Peroni 56

Potrete vivere tre diversi momenti di empatia con il mondo dei vostri figli attraverso un percorso che: si collega ai giochi d’infanzia e quindi ai loro aspetti ludici; affronta poeticamente il simbolo dell’occhio e propone una riflessione sulla vostra biografia; rinuncia allo sguardo e privilegia il tatto

I tre incontri vi daranno la possibilità di percepire le espressioni autentiche, fuori dai vostri standard comunicativi, per entrare in quelli più vicini al mondo dei vostri figli, alle loro differenze, alle loro particolarità.

La partecipazione prevede un contributo spese di 25 € a incontro o 65 € per chi si iscrive a tutti e 3 gli incontri.
Per info e prenotazione: rgarofalo@subvedenti.it

Gli incontri sono programmati secondo questa modalità

17 giugno  QUASI INVISIBILI ALGI OCCHI 
dalle 15.00 alle 18.00
Il Frottage introdurrà il primo tema “Tattilità e Visibilità”. Esiste un mondo fatto di consistenze e identità tattili, al quale comunemente non facciamo caso, quasi fosse invisibile ai nostri occhi.

24 giugno COSA VEDO NEI TUOI OCCHI, COSA VEDONO I TUOI OCCHI
dalle 15.00 alle 18.00
Il collage sarà protagonista del secondo tema “Sguardo e Visione”. Gli occhi, come fari, scrutano la notte nera su un mare scuro e salvano noi, i naviganti, da pericoli e insidie.

8 luglio 2016 MOMENTI TOCCANTI
dalle 15.00 alle 18.00
A conclusione l’assemblage affronterà il tema “Senso e Significato”. E se ci facessimo guidare dal tatto per raccontare una cosa importante come la nostra vita?
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*Tiziana Luciani, esperta psicoterapeuta, formatrice e docente di Cittadella Formazione Assisi e incaricata dall’Università Ca’ Foscari di Venezia in progetto di arteterapia, per l’inclusione di studenti con disabilità e loro tutor.

*** Il frottage è una tecnica di disegno e pittura basata sul principio dello sfregamento.

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20160615 REFERENDUM1w

Sarà possibile firmare

contro

La riforma costituzionale

La legge elettorale Italicum

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Detta così sembra si voglia dire che si erano lasciati. Invece no. E’ che nell’immaginario di Gabriele Castellani e Riccardo Cavallari, in arte Urbansolid, per molti anni Eva non è mai esistita. Forse pensavano che presentarli entrambi con occhiali e foglia di fico a corredo di un corpo non proprio rinascimentale non avrebbero suscitato un indice di gradimento elevato e, si sa, l’artista vive di consenso e mecenatismo.
E’ dal 2011, o forse prima, che Walls Of Milano, fotografo di artisti della street art, immortala Adamo, in gesso o cemento, con la foglia di fico e gli occhiali da sole. La prima volta di cui ne abbiamo certezza è in uno scatto dell’agosto del 2011. E a seguire è comparso e scomparso sino a che, nel maggio del 2013, Adamo prende dimora, appiccicato al muro, in via Vitruvio 12. Qui per Adamo le cose volsero al peggio. Dapprima ignoti feticisti si sono accaniti contro di lui troncandogli le dita dei piedi. In seguito una donna di 35 anni lo ha preso a martellate perché convinta che quell’Adamo la deridesse esibendo quel sorriso a 32 denti. La polizia senza frapporre indugio l’accompagnò all’ospedale per una visita psichiatrica.
Quel che rimase della cara salma fu rimosso dal muro. Ma Adamo, continuò a girellare, in copia, non solo in città.
Quindi la svolta. Nel 2015 sotto mentite spoglie, in un castigato costume da bagno calzando delle infradito; poi con una esplicita maglietta; infine nella notte a cavallo tra il 31 maggio e il 1° giugno c. m., disarcionato, ma pur sempre appiccicato al muro con il silicone, Adamo è ricomparso in via Vitruvio 12 con al fianco Eva e in men che non si dica gli sono state già troncate le dita. Eva non è rimasta illesa: ha la falange dell’alluce offesa.

Poiché da ogni storia si può trarre una morale a voi fantasticare quanto vi pare.

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Le cose succedono sotto il nostro naso e non ce ne accorgiamo. Alle volte alziamo il naso e vediamo cose che prima non c’erano e ci capita di esclamare: bello!
E’ successo anche in via Console Flaminio angolo via Saccardo.
Fabrizio Modesti, dal 3 al 9 giugno, ha ridipinto il muro di un edificio di via Saccardo 29 e ha realizzato l“affresco” dal titolo Riflessione.
Poiché nulla nasce per caso si può dire che tutto è nato dall’idea dell’Associazione Vivaio che ha proposto all’associazioni Made in Lambrate di condividere il progetto di fare diventare via Ventura la prima via Pollution Free del mondo. (In sé un’idea insensata a meno che l’idea non fosse stata quella di mettere via Ventura sotto una campana di vetro! Questa sì una idea sensata!).
Declinata nel reale l’idea era quella di ridipingere i muri degli edifici di via Ventura con vernici da loro definite depuranti antismog.
Casualità ha voluto che IKEA stesse programmando la campagna IKEA ama la terra che avrebbe coinvolto artisti affinché realizzassero delle opere con una vernice della ditta Airlite, non una qualsiasi, ma una capace di ridurre gli inquinanti dell’aria sino all’88,8% (attraverso l’energia della luce, attacca gli agenti inquinanti trasformandoli in sali minerali innocui e neutralizzandoli).
Ecco allora che messe insieme identità diverse ma convergenti sul tema della riduzione dell’inquinamento, oggi possiamo ammirare l’affresco di Fabrizio Modesti, grati a tutti coloro che a vario titolo hanno condiviso l’idea abbiamo di che riflettere e sperare. Ma anche a condividere e moltiplicare ciò che già è stato fatto.

 

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Coppa

Federico Arnaboldi stanco mostra la coppa

Un torneo in chiave minore. Ma nulla toglie alla vittoria di Federico Arnaboldi, tesserato del TCA (Tennis Club Ambrosiano) così come a quelle di Gian Marco Ortenzi e Gabriele Bosio vincitori del doppio maschile (5-7 6-2 10-7 sul duo ceco Lehecka/Paulson) e di Emilia Bezzo e Federica Rossi di quello femminile (6-1 7-5 sull’ucraina Petrenko e la svizzera Tsygourova).
Il torneo mancava da 3 anni a un italiano. Federico Arnaboldi (nato a Como, il 18 giugno 2000), nella finale, ha saputo recuperare lo svantaggio di un set per poi chiudere contro lo spagnolo Jaime Caldes (nato a Madrid, il 22 febbraio 2001), dopo quasi 3 ore di gioco con il punteggio di 3-6 6-3 7-6.
La finale del singolare femminile è stata vinta per dall’ucraina Viktoriya Petrenko,con il punteggio di 6-1 6-4 sulla ceca Denisa Hindova. Nel farlo è stata il primo atleta ucraino a iscrivere la sua nazione sull’albo d’oro dell’Under 16 milanese.
Se queste sono state le vittorie conquistate dagli atleti italiani non bisogna sottacere la decennale impresa che sta compiendo il TCA di via Feltre.
Dopo avere partecipato e vinto il concorso indetto dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio, per la realizzazione di un Museo tematico permanente dedicato al tennis (2006), dall’ultimo torneo ad oggi, ha più volte interrotto i lavori della costruenda palazzina che dovrebbe contenere il Museo (e non solo). Nonostante abbia ottenuto due milioni dal ministero in conto capitale (ovvero a fondo perduto)e il Comune di Milano abbia firmato una fidejussione (oltre due anni fa con scadenza 18 mesi) per 2 milioni questo è lo stato dell’opera.

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Lo stato dell’arte al TCA

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Dopo avere verificato, come San Tommaso, che il Comune aveva fatto la sua parte, ovvero era intervenuto su largo Bellintani facendolo divenire uno spazio pedonale (costo 580mila €), l’Arcidiocesi Milanese ha iniziato i lavori per il restauro conservativo del San Carlino, chiesetta che fu del Lazzaretto.
Nel farlo ha già dato un segno di parsimoniosa virtù o, se volete, di secolare saggezza, i soldi non cadono dal cielo, e ha esposto il cartello dei lavori utilizzandone uno già in precedenza usato.

Stante al cartello esposto i lavori dovrebbero terminare, a Dio piacendo, il 4 dicembre dell’anno corrente.


Quanto ai lavori eseguiti dal Comune duole constatare che non vi sia più traccia di uno dei due alberelli messi a dimora nelle 3 aiuole. Quando lo fotografammo era minuto e spoglio, forse non è sopravvissuto ai rigori dell’inverno.

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All’interno dell’aiuola v’è l’alberello che ora non c’è più

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Biblioteca Valvassori Peroni, via Valvassori Peroni 56Volantino Viaggi & Viaggiw

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Giorgio CorradiSubentrata dopo quasi due anni di chiusura alla vecchia insegna DRAKOBAR ecco apparire sulle pareti dei locali ad uso bar, all’interno del complesso multifunzionale del Comune, nei quali vi sono la Biblioteca, l’Auditorium “Stefano Cerri” e il C.A.M., l’insegna JOY. Il titolare della nuova gestione è Giorgio Corradi che, dopo avere tentato di VOLARE ALTO*, negli ultimi mesi si è dedicato a dare nuova vita al bar.
Negli anni della sua consigliatura nelle file del PD, in Zona 4, è divenuto un “piccolo imprenditore nel campo della ristorazione e dell’intrattenimento” e ha saputo impegnarsi al punto che è divenuto presidente dell’ARCI CHECKPOINT CHARLIE ex CINQUE GIORNATE in via Mecenate 25 e, insieme ad altri soci, ha aperto un bar in porta Venezia.
Nell’ottobre ultimo scorso è risultato vincitore del bando** indetto dal Comune per la gestione del bar.
Nominato vincitore avrebbe dovuto aprire l’attività a 60 giorni dalla nomina (avvenuta a metà ottobre) salvo proroga per comprovati motivi. E così tra una proroga e un altra (senza sanzioni?) oggi, dopo un periodo di rodaggio (un mesetto), è arrivata la serata ufficiale dell’inaugurazione:

Ore 19.00  OPENPARTY
INGRESSO LIBERO
dj set Paolo Marturano e Dotknot

 

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Con questo slogan si era si era ricanditato nell’ex Zona 4 nelle fila del PD, per essere confermato nel nuovo Municipio 4. Ma non è risultato eletto.
**20150918 approvazione-pubbl-bando

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