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Questa settimana il Municipio 3 ha organizzato una 6 giorni Social così ricca di “eventi”che nessuno riuscirà a seguirli tutti anche se, richiamato dal calendario e dall’ingresso libero, si è preso 5 giorni di ferie.
Noi ai ritardatari offriamo il calendario.
Se pensate di avere  il dono dell’ubiquità potete tentare di stabilire questo strabiliante record e nulla vi vieta di affidarvi alla Madonna, considerato che siamo nel mese a Lei dedicato.
Se siete scettici e non pensate di partecipare forse potreste ricredervi: di seguito vi forniamo il link motivazionale (vd.)

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Abito in un condominio di 27 famiglie al quartiere Feltre. Non abbiamo portineria ma il citofono.
Stamane, verso le 11,30, qualcuno suona alla porta. Mia moglie ha aperto e… mi ha chiamato.
Davanti ho 4 signori, ultraquarantennni, prestanti, uno altremodo prestante.
Quello più vicino all’entrata estrae un tesserino e dice di essere della ATS. Mi chiede di potere entrare a nome di tutti per visionare il mio scaldamagno perché da segnalazione della ditta xxx (non ricordo il nome) risulta che le canne fumarie del mio condominio non sono a norma e nel caso in cui il mio scaldabagno sia collegato alla canna fumaria dovranno procedere alla sospensione della erogazione del gas.
Trasecolo. Come venite da me, a quest’ora, senza preavviso e volete il mio permesso per entrare e lasciarmi senza la possibilità di mangiare e fare una doccia?
Come se la cosa fosse la più naturale nel mondo occidentale mi risponde: sì. E mi consiglia di trovarmi un idraulico che mi metta a norma e mi certifichi l’impianto: peccato che alla mia canna fumaria sono attaccati altri 8 condomini e i tempi di rifacimento della canna fumaria, come proposto dalla dott.sa Lorena Bergomi, mi fanno pensare che morirò d’inedia.
E se io non vi faccio entrare? Faremo rapporto che sarà inoltrato all’autorità giudiziaria e ritorneremo a fare la verifica con le forze dell’ordine.
Nasce un civile scambio di idee. I colleghi del portavoce, che presumo tanto colleghi non fossero (probabilmente erano di Unareti) ad un certo punto si spazientiscono e lo invitano a desistere.
Nel frattempo mi riprendo. E ripeto (1), ma perché venite da me a sfruguglirmi se non sono attaccato alla canna fumaria?  Ancora non mi credono.
Li sfido. Faccio entrare solo il portavoce della ATS e rimane basito: il mio scaldabagno è sul balcone e non è attaccato alla canna fumaria. Fa una foto alla scaldabagno e dice: tutto a posto. Entra in cucina e cerca la rivincita: vuole vedere lo sfiato per la cucina a gas.
Altra foto: tutto a posto.
Sono andati via e non hanno sfrugugliato altri inquilini.
Ma, ho saputo, che lo avevano fatto il giorno innanzi e a due famiglie hanno portato via il contatore del gas!
Capite! Da ieri non possono cucinare ne farsi una doccia! E poteva capitare anche a me! E può capitare a qualsiasi persona, famiglia che … si trova alla porta 1+3 persone che a nome e per conto della Agenzia di Tutela della Città Metropolitana di Milano per mezzo di Unareti, senza preavviso, ti chiedono di entrare e  se tu sei anziano e non capisci bene cosa vogliono non si fanno scrupolo e
Visto il DM…
Viste le norme UNI…
Visto il vigente regolamento edilizio…

ti staccano il contatore del gas.
___________
1)Dopo, chiusa la porta, mia moglie mi ha fatto osservare che già una volta gli avevo detto che il mio scaldabagno non era attaccato alla canna fumaria ma non mi avevano creduto.

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Parliamo del Nuovo Giuriati, denominato Crespi, di via Valvassori Peroni che non esiste più se non nell’immaginario del Comune. Ma …

Nell’ottobre del 2015 il Comune di Milano è riuscito, tramite bando, a liberarsi della gestione del nuovo Giuriati, alias Crespi, sito in via Valvassori Peroni 48, che aveva una gestione passiva di quasi 250.000 euro l’anno.
Travate 3 associazioni diverse:
– Zero Gravity (2)
– Amatori & Union Rugby Milano
– Acquamarina sport&life e Zeronove (1)
ha stipulato con loro, singolarmente, 3 convenzione, della durata massima di 19 anni, concedendo lo spazio di sua proprietà con le strutture che su di esso insistevano. Dette associazioni si sono impegnate ad adeguare secondo la normativa vigente le strutture loro affidate per perseguire i loro scopi associativi.
Catastalmente lo spazio occupato dalle 3 associazioni corrisponde allo spazio occupato dal Crespi. Ed è ancora un unico lotto di proprietà del Comune che non volendo procedere a sue spese al frazionamento catastale dei lotti assegnati alle associazioni ha proceduto, in questi giorni, ad assegnare a ciascuna dei numeri civici stravaganti (3).

Le conseguenze di questa nuova numerazione sono tutte da verificare. Di certo le sedi di attività delle associazioni non corrispondono più al civico 48 e, considerato che il postino suona sempre 2 volte, qualcuno non riceverà più, forse, la posta (3).
____________
1) Acquamarina sport&life e Zeronove hanno mantenuto l’impianto elettrico e quello termico (procedendo a una manutenzione straordinaria) mentre le altre due realtà si sono dotate di nuovi impianti. Ma non solo: Zero Gravity ha realizzato un proprio parcheggio con un nuovo ingresso;
2) Zero Gravity sta completando la realizzazione ex novo due palestre vicino alla biblioteca ed ancora ha in affitto una tensostruttura presso il civico 48 di via Valvassori Peroni. L’unica struttura” acquisita” dal vecchio Crespi, sono degli spazi magazzino.
3) Ma non solo. Una clausola della convenzione sottoscritta obtorto collo dalle associazioni che hanno vinto il bando recita, nelle II° parte relativo alle clausole contrattuali, che:
ART. 14 – REVOCA PER PUBBLICO INTERESSE
Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, la concessione potrà essere revocata con apposito provvedimento amministrativo da parte dell’Amministrazione Comunale.
Tale clausola è inquitante se si considera che il 9 aprile scorso FS Scali Urbani ha presentato a Porta Genova 5 scenari, realizzati da team di architettura, per cinque scali ferroviari dismessi. e tra questi vi era un progetto che prevedeva la realizzazione di un attraversamento stradale sotto la ferrovia che approssimativamente sfociava tra via Valvassori Peroni e via Pascal, ovvero prevedeva, senza saperlo, la revoca delle attività svolte su parte dell’area data in concessione!

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