QUEL CHE I MURALES A VOLTE DICONO …

Quando comparve questo murale un consigliere di opposizione – o forse più d’uno – dell’allora CdZ3 chiese/ro che fosse rimosso perchè non politically correct. La loro perorazione, come è palese, non ha avuto udienza: il murale campeggia ancora sulla massicciata della ferrovia, in via Rodano.
Il murale è dedicato a Teo un ragazzo morto in un incidente stradale avvenuto alcuni anni or sono (vd.). Faceva parte di un collettivo di giovani “antifascisti” di via Conterosso, che per onorarne la memoria hanno imbrattato anche qualche muro di Lambrate.
La seconda frase del murale ci ha sempre lasciati perplessi. E’ vero, il murale dovrebbe essere letto/visto tutto d’un fiato: Teo vive nelle lotte Verrà il nostro giorno. Ovvero: “le lotte che erano di Teo saranno proseguite da noi che le porteremo innanzi sino alla vittoria”.
Ma ricordando come era morto Teo “Verrà il nostro giorno” non ha solo un significato epico, catartico, e considerando che del comitato antifascista non si ha più notizia non vorremo che quella promessa sia diventata un epitaffio: anche noi moriremo (in un incidente stradale).
Significato di segno diverso è quello che sà da attribuire ad un altro murale che è comparso, sempre sulla massicciata ferroviaria, in piazza Monte Titano, a destra del sottopasso, andando verso via Rombon.
Qui il messaggio – anche se in latino – è esplicito.
Raffigura San Michele Arcangelo nell’atto di colpire Satana. E riporta una frase contenuta nell’Esorcismo contro satana e gli angeli ribelli – scritto da Papa Leone XIII – allorquando si rivolge a San Michele Arcangelo.
Princeps gloriosissime cælestis militiæ, sancte Michaël Archangele, defende nos in prælio et colluctatione, quæ nobis adversus principes et potestates, adversus mundi rectores tenebrarum harum, contra spiritualia nequitiæ, in cælestibusus.
(Gloriosissimo principe della milizia celeste, San Michele Arcangelo, proteggeteci nella lotta e nel combattimento che dobbiamo affrontare contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti (Ef 6, 12).)
Ma siamo certi che il nostro artista, nel XXI° secolo, su una massicciata della ferrovia abbia voluto farsi paladino del pensiero di Leone XIII oppure il suo messaggio è più complesso considerato che compare un’altra scritta – bianca su fondo rosso – … che non riusciamo a decifrare?

E adesso senza bisogno di scomodare i santi godiamoci i murales che sono in via Rodano e via Predil.

 

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