A DA PASSA’ L’ESTATE

Ovvero quando la politica per non scontentare i cittadini/elettori  protrae alle calende greche un problema che non può risolvere perchè già regolato dal codice civile.

Sogno o son desto è il ricorrente incubo che nei weekend e in estate percorre il sonno di chi abita nel quadrilatero compreso tra: via Manuzio, via Tenca, via San Gregorio, corso Buenos Aires e viale Vittorio Veneto, a causa del fatto che attratti da un buon numero di locali aperti fino a notte inoltrata lungo le strade e sui marciapiedi si riunisce un variegato mondo che scambiando la notte per il giorno non si cura se gli abitanti nei palazzi dei locali da loro frequentati, contrariamente a loro, dormono.
Diversamente da tale variegato mondo alcuni partiti di opposizione nel Municipio 3 (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) “sensibili” ai diritti dei residenti hanno presentato, giovedì  19 gennaio 2017, una mozione in consiglio di Municipio 3 per chiedere al sindaco Sala, sulla base di presunte o avvenute violazione degli orari di chiusura dei locali da parte degli esercenti e al fine di tutelare il riposo notturno, il vivere civile e la quiete dei residenti,
a) di emanare un’Ordinanza Sindacale che riprenda quelle emanate dal sindaco Pisapia*
b) la chiusura dei locali in questione alle ore 23.00.
La maggioranza ben lieta del riconoscimento della validità delle Ordinanze Sindacali del sindaco Pisapia non ha però inteso di sottoscrivere una evidente bestialità giuridica: la chiusura dei locali alle 23.00. E forte della sua maggioranza e “attenta”, anch’essa, ai sonni dei cittadini, ha proposto di istituire un tavolo per superare il coprifuoco delle 23.00.
Della qual cosa aveva informato i rappresentanti del Movimento5 stelle che, infatti, non hanno sottoscritto la mozione dell’opposizione. Ma poi, al momento della formalizzazione della proposta, la maggioranza ha calendarizzato ad ottobre 2017 il tavolo di discussione.
E così il Movimento5 stelle, che insieme ad altri, ha tentato di mediare proponendo che la data di apertura del tavolo fosse a fine aprile; ottenuto un no, ha votato contro anche al tavolo a ottobre.
Agli abitanti del quadrilatero non rimane altro, se del caso, di svegliare la maggioranza che stupisce non abbia detto chiaramente come una questione “privata” attinente alla gestione dei singoli condominii, regolabile da un regolamento contrattuale condominiale o in mancanza di questo da un regolamento condominiale assembleare votato all’unanimità dei condomini**, non possa essere demandata alla politica.
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*Queste sono le Ordinanze Sindacali emesse dal sindaco Pisapia.
Se posizionate il cursore su una pagina la potete ingrandire premendo il tasto sinistro del mouse

** In soldoni se un condominio ha uno o più locali condominiali che hanno esercizi pubblici che creano disagio può sulla base del regolamento contrattuale condominiale chiedere la cessazione di quella attività. In subordine, in mancanza di un regolamento contrattuale sottoscritto da tutti i proprietari all’atto del rogito, il regolamento condominiale assembleare può prevedere una clausola di divieto di certe attività: ma deve essere la totalità dei condomini che decide e quindi è altamnete improbabile che il proprietario della attività commerciale “incriminata” decida di rinunciare al diritto di esercitare l’attività.

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