2 novembre PERCHE’ INTITOLARE UNA STRADA A VALVASSORI PERONI

DSC01066wQuesta è la storia (1) di una dinastia che nell’arco di poco più di 120 anni assurse a futura memoria nel nome di Carlo Valvassori Peroni.

Infatti il 15 maggio 1929 il Podestà di Milano deliberò di intitolare a Carlo Valvassori Peroni una via
Di seguito il testo della delibera (2).

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I motivi di quella decisione probabilmente derivarono da una serie di concause:

III edizione 1909

Carlo Valvassori Peroni (1867 -1912) medico pediatra. Raggiunse notevole fama per avere scritto un manuale Come devo allevare e curare il mio bambino? con introduzione di Lino Ferriani Sopra l’educazione morale del bambino, stampato nel 1900, dall’editore Hoepli e ristampato decine di volte.
La via da intitolare era un luogo che dal 1923 non faceva più parte del comune di Lambrate (disciolto in quell’anno e divenuto parte della città di Milano); si trovava ai limiti di Città studi sede allora soprattutto delle facoltà scientifiche della Università degli studi di Milano (il Politecnico si trasferì definitivamente a Città studi solo nel 1927); in vita vi era ancora suo fratello Angelo (3).

Ma per sapere come mai Carlo portava un doppio cognome bisogna rifarsi, come detto, all’albero genealogico della famiglia Peroni, in particolare, e a un ramo di questa: i discendenti di Pietro.

Potremmo dire che tutto iniziò il 7 maggio 1796 quando Luigi Lambertenghi, già alto funzionario del Dipartimento d’Italia sotto Giuseppe II, acquista, per la somma di 300.000 lire, presso il Fondo di Religione le proprietà di Calnago, Cozzolano, Masseria e Guarnera site in Carpiano (4), già appartenute alla Certosa di Pavia. Queste proprietà vanno ad aggiungersi a quelle che già possedeva in Carpiano e che parimenti erano state dei Certosini.
Dopo l’acquisto Lambertenghi affitta, fino al 1809, tutti i suoi beni in Carpiano a Carlo Gerolamo Peroni e ai suoi figli Michele e Pietro.

Nei poderi di Calnago vanno a vivere: Carlo Gerolamo Peroni con la moglie Maria Rizzardi; il figlio Michele con la moglie Giovanna Lorini e i loro figli: Teresa, Giuseppa Maria Annunciata, Rosalinda, Giuseppe, Angiola e Teodolinda. Le due famiglie hanno alle loro dipendenze alcuni salariati: un casaro, un porcaro e un cavalante.
A Cozzolano la conduzione dei poderi è affidata a Pietro Peroni, coniugato con Paola Castoldi. Pietro Peroni è coadiuvato dal cognato Paolo Moneghè, marito di Giuseppa Maria Annunciata Peroni, e da alcuni salariati: un casaro e un sottocasaro.

Nel 1801 Carlo Gerolamo Peroni muore e nella conduzione dei poderi subentrano i figli. Alla scadenza dei contratti stipulati dal padre i due fratelli li rinnovano: Michele per una durata di dodici anni, Pietro di diciotto anni.

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Ritratto di Giacomo Mellerio, 1851 olio su tela. Opera di Giacomo Martinez (1808- 1871)

Il 9 aprile 1813, Luigi Lambertenghi vende le proprietà di Carpiano, al conte Giacomo Mellerio; le affittanze ai fratelli Peroni vengono rinnovate. Michele lo fa a partire dal San Martino del 1821 e Pietro dal San Martino del 1827. A garanzia del rinnovo del contratto Michele pone l’ipoteca su una cascina di sua proprietà; Pietro su un suo prato.

Nel 1823 Michele Peroni muore e nella conduzione subentra il genero Ferdinando Bozzi, marito di Angiola Peroni, che oltre a rinnovare più volte il contratto, ne stipula altri. E, il 23 aprile 1842, ottiene il permesso di rilevare per un breve arco di tempo altri terreni con lo scopo non «tanto d’accasare il proprio figlio maggiore che vorrebbe ammogliarsi, quanto di migliorare gli interessi della propria famiglia». Ma il 19 settembre 1845 Ferdinando Bozzi muore. La conduzione dei poderi tocca per tre quarti alla vedova Angiola Peroni e per un quarto al maschio primogenito Francesco.

Il 10 dicembre 1847 anche Giacomo Mellerio muore. I suoi beni, siti in Riozzo, Carpiano, San Giuliano (oggi San Giuliano Milanese), Cerro (oggi Cerro al Lambro) e Zivido, passano, secondo le sue disposizioni testamentarie, al Pio Legato Mellerio poi trasferito all’Amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri e in seguito alla Congregazione di Carità.

Pietro Peroni a Cozzolano e Angiola Peroni con il figlio Francesco, a Calnago, rinnovano i contratti di affittanza.
Tre anni dopo la morte di Angiola Peroni (26 gennaio 1852) i figli Carlo, Eugenio, Francesco e Giovanni Bozzi si accordano affinché l’affittanza sia concentrata nelle mani del solo Francesco, ormai padre di famiglia. E’ così che a Calnago la dinastia Bozzi subentrata ai Peroni.

Castello di Carpiano

Castello di Carpiano

A Cozzolano Carlo Gerolamo Peroni, detto semplicemente Carlo, unico figlio maschio di Pietro Peroni e Paola Castoldi, continua la gestione dei poderi insieme a un ortolano e un campagnone. Carlo non si sposerà mai. Ma nel 1855, per coadiuvarlo nella gestione del podere, va a vivere da lui il nipote Carlo Valvassori, unitosi in matrimonio con Virginia Rossi, sua cugina in terzo grado, perché figlia di Luigi Rossi e Rosalinda Peroni.
Dopo il 1860 la Congregazione di Carità, succeduta all’Amministrazione dei Luoghi Pii Elemosinieri, è costretta a demolire la Cascina Cozzolano, ormai insalubre e pericolante. Carlo Peroni accetta di anticipare 40.000 lire per le spese di adattamento del Castello, un antico edificio religioso fortificato e in parte rielaborato nel XVI secolo, sempre di proprietà della Congregazione della Carità. Carlo Peroni, dopo avere nominato il nipote proprio erede universale, muore il 2 dicembre 1873.
Carlo Valvassori il 30 luglio 1875 subentra nel contratto di locazione allo zio e con Regio Decreto ottiene di aggiungere al proprio cognome quello dello zio, destinato a scomparire con l’estinzione della linea maschile della famiglia (7 dicembre 1884).

Alla morte di Carlo Valvassori Peroni (31 marzo 1889) i suoi figli: Pietro, Luigi, Galdino, Carlo e Angelo dapprima rinnovano insieme il contratto di affitto con la Congregazione di Carità; poi nella conduzione dei poderi rimangono Pietro e Galdino e infine il solo Pietro.
Alcuni dei figli di Carlo Valvassori Peroni e Virginia Rossi si laureano: Luigi e Angelo divennero avvocati, Carlo (1867 -1912) divenne medico pediatra.

Note

1) O per meglio dire è la sintesi dell’albero genealogico della famiglia Peroni estratto dal saggio “I beni in Carpiano La famiglia Peroni a Calnago e a Cozzolano di Sergio Rebola pag. 232 – 236″, compreso nel libro Il paese dell’acqua : i luoghi pii elemosinieri di Milano e le loro terre: un itinerario nel paesaggio dal medioevo ai nostri giorni / a cura di Lucia Aiello, Marco Bascapè, Sergio Rebora. – Como : Nodo libri, 2013. – 554 p. : fotografie ; 31 cm. ((In testa al frontespizio: Azienda di servizi alla persona Golgi-Redaelli )) e prova a indicare perché la via della Biblioteca sia stata intestata a Carlo Valvassori Peroni.
Il libro sopra citato è presente nella biblioteca Valvassori Peroni e ammesso al prestito: VAL.SL.945.21.PAES
2)
Il documento ci è stato fornito dalla responsabile della biblioteca Valvassori Peroni: Rosa Gessa.
3) DSC00707w.2jpgAngelo Valvassori Peroni (1870 – 1931)
Avvocato. Dal 1904, insignito del Cavalierato del Regno d’Italia e della Legion d’Onore dal Governo francese – si diede alla politica. E per due legislature venne eletto alla Camera dei deputati, per la destra, nel Collegio di Melegnano. Il 3 ottobre 1920 venne nominato senatore e ricoperse la carica di sottosegretario nel Governo Bonomi (1921-1922). In seguito fece parte di alcune commissioni nell’ambito dell’attività del Senato; divenne consigliere della Provincia di Milano (1900-1918) e membro: del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (1917-1921); del Consiglio Superiore del Lavoro; presidente della Società Agraria di Lombardia; del Comitato Nazionale pel Cimitero Monumentale del Grappa; della Commissione per la Cirenaica e vicepresidente della Commissione Centrale di Beneficenza della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (1929-1931).
4
) Carpiano è oggi un piccolo paese della bassa milanese ma è uno dei comuni più estesi del Sud Milano. Dista da Milano solo 19 chilometri ed è l’ultimo paese della città metropolitana. Per questa sua posizione strategica, Carpiano faceva parte di un contado considerato quasi indipendente. In queste zone ebbero luogo eventi importanti come la Battaglia di Marignano (Melegnano) del 1515, gli scontri tra i Comuni e il Barbarossa, e tra i Torriani e i Visconti. Nel 1518 venne fondata la parrocchia di S. Martino che appartenne ai padri della Certosa di Pavia. La chiesa di S.Martino, la grangia e i terreni annessi, rimasero sotto l’autorità della Certosa di Pavia fino al 1784, anno in cui l’Imperatore Giuseppe II d’Austria soppresse gli ordini monastici.

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