29 gennaio E’ LA DEMOCRAZIA BELLEZZA! BURLESQUE

Di seguito riportiamo il testo, da noi commentato con delle note, della delibera n. 8 votata a maggioranza dal Consiglio di Zona3.

Linee guida[1] per il bando

LOCALE BAR PRESSO L’AUDITORIUM DI VIA V. PERONI, 56
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VISTO l’esito della Commissione congiunta Cultura e Socialità e Decentramento e partecipazione in data 16 dicembre 2014
CONSIDERATA la necessità di emanare al più presto un bando per l’assegnazione in concessione d’uso dei locali presso l’auditorium del CAM[2] di via Valvassori Peroni 56 per la gestione del bar.
CONSIDERATO il ruolo strategico dell’Auditorium all’interno dell’offerta culturale del Consiglio[3] e quindi l’interesse a promuovere un programma di attività il più ampio possibile in quella struttura.

IL CONSIGLIO DI ZONA 3

RITIENE che si debbano adottare nell’assegnare la concessione d’uso dei suddetti locali criteri di valutazione che possano favorire l’ampliamento dell’offerta culturale e ridurre le spese di gestione dell’Auditorium[4].
DÀ MANDATO agli uffici del settore Zona 3 di emanare un bando d’asta pubblica per la concessione d’uso dei locali presso l’auditorium del CAM di via Valvassori Peroni, 56 per la gestione del bar
INDICA le seguenti linee guida da adottare nella formulazione del testo del bando:

PREREQUISITI:

  • trattandosi di attività commerciale potranno partecipare al bando: enti e persone fisiche.
  • Dovrà essere esplicitamente prevista la possibilità di partecipazione anche a gruppi di persone fisiche o giuridiche, ancora non formalmente costituite (AssociazioniIATI ), previo impegno degli stessi – pena la decadenza – di costituirsi in idonea forma giuridica entro il lasso di tempo prestabilito dalla formulazione della graduatoria.
  • l’aggiudicatario dovrà garantire l’apertura del bar in tutti i giorni nell’orario di biblioteca
  • il partecipante dovrà garantire l’apertura del bar in concomitanza con gli eventi serali dell’Auditorium[5]
  • il partecipante dovrà presentare un progetto culturale, gestito in proprio o attraverso associazioni collegate, per arricchire l’offerta culturale della struttura e degli spazi collegati[6]

CRITERI DI VALUTAZIONE:

PARTE COMMERCIALE (GESTIONE DEL BAR ED OFFERTA ECONOMICA – 60% del punteggio totale)

Per la gestione del bar dovranno essere valutate:
– esperienze pregresse nel settore ristorazione;
– curriculum dei proponenti.

Per l’offerta economica dovranno essere valutati:
– il solo ammontare del canone, senza la possibilità di indicare una percentuale sugli incassi
– l’impegno a collaborare nella gestione dell’Auditorium. In particolare: apertura e chiusura anche durante gli eventi serali, gestione degli impianti di illuminazione e sonori durante gli eventi
– la presentazione di un progetto di riqualificazione dei locali del BAR e di aumento della visibilità del BAR anche dall’esterno del complesso CAM/Biblioteca.

PARTE CULTURALE (OFFERTA DI EVENTI E PROMOZIONE DELLA STRUTTURA – 40% DEL PUNTEGGIO)

Per l’offerta culturale dovranno essere valutati:

  • qualità, originalità e caratteristiche del progetto[7]
  • sostenibilità economica del progetto (risorse umane impiegate, “business pian”, collaborazione con sponsor)
  • lo svolgimento da parte dell’ente che si occuperà della gestione del bar di attività di arricchimento culturale dell’Auditorium e la realizzazione di interventi culturali nell’Auditorium stesso
  • l’organizzazione di attività ludico/ricreative nello spazio antistante il bar (senza arrecare disturbo alla biblioteca durante gli orari di apertura e/o ad altre eventuali attività programmate all’Auditorium e provvedendo alla pulizia[8])
  • l’organizzazione di attività ludico/ricreative, concerti, ed eventi nello spazio aperto attorno alla struttura (senza arrecare disturbo alla biblioteca e ad altre eventuali attività programmate all’Auditorium e provvedendo alla pulizia[9] )

Per le modalità di promozione dovranno essere valutate:

  • modalità di comunicazione e pubblicizzazione anche in rete (creazione di un sito – pagina facebook, twitter – mail ecc.) per la promozione del servizio di bar e delle attività culturali/ricreative/aggregative[10] allo scopo di valorizzare e incrementare la frequentazione degli spazi comunali (CAM e biblioteca) da parte della cittadinanza.

TITOLI DI PREFERENZA ( in caso di ex-aequo)

  • Per agevolare l’imprenditoria giovanile verranno favoriti i progetti presentati da soggetti di età inferiore a 35 anni.
  • – Per agevolare il ricollocamento sul mercato del lavoro verranno favoriti i progetti nei quali sia previsto un contratto a tempio indeterminato di persone disoccupate o in cassa integrazione guadagni o in mobilità.
  • Verranno favoriti i progetti che dichiarano di aderire alle richieste della delibera N. 58 del 2012: sulla valorizzazione dell’acqua potabile pubblica[11]

ESCLUSIONI E MOTIVI DI REVOCA

  • Sarà motivo di esclusione la presenza nel bar di qualsiasi apparecchiatura per il gioco d’azzardo (slot machine, video poker, ecc..[12])Saranno motivi di revoca della concessione:
  • la non rispondenza delle attività svolte rispetto alla proposta progettuale;
  • usi diversi dell’immobile, rispetto al piano di attività presentato;
  • l’introduzione nel locale di qualsiasi apparecchiatura per il gioco d’azzardoNOTE

[1] In questo caso l’espressione figurata avrebbe dovuto indicare la serie di norme e regole che dovrà accettare e a cui dovrà dichiarare di conformarsi chi vuole partecipare al bando per diventare il “gestore del bar” e parimenti avrebbe dovuto indicare alcuni principi guida da cui l’assegnatario si obbligava a non derogare. Così non è stato perché se la valutazione del gestore si fonda su attributi quali “qualità, originalità del progetto” si fa una affermazione priva di contenuti e si da ampio spazio alla fantasia di chi il progetto redige: lo si invita ad abusare della lingua per impressionare il giudice e nasconde la polvere sotto il tappeto.
Già è grottesco chiedere al gestore di un baretto di forse 50 mq scarsi, di superfice calpestabile coperta e aperta al pubblico, e 10 mq di servizi e scala, per accedere al magazzino sottostante, di elaborare un progetto culturale. Se poi non si indica quali sono i possibili contenuti della proposta culturale si cade nel ridicolo. La delibera è in buona sostanza una carta libera “alla libertà di impresa”, affermazione cara a un consigliere della maggioranza che così mirabilmente ne ha sintetizzato il contenuto.

[2] Auditorium del CAM. E’ questa una definizione singolare. Sino ad ora avevamo sentito dire che l’auditorium era della biblioteca, in riferimento al fatto che vi si accede dal civico 56 di via Valvassori Peroni e la biblioteca ha il suo luogo di attività quotidiano; o era del Consiglio di Zona, in riferimento al fatto che la gestione della sala è affidata e regolamentata dal CdZ3.
Il CAM (Centro di Aggregazione Multifunzionale) è invece un servizio di Zona che fa riferimento al CdZ3. Troviamo singolare che un servizio, assegnato con bando pubblico dal CdZ3 a una cooperativa, venga indicato come il soggetto che ha l’interesse perché il bando venga al più presto emanato.
A noi pare che la realtà sia un altra.
Al CdZ3 il Comune ha delegato la gestione di un grande spazio nel quale vi sono un Auditorium, un bar e locali adatti a contenere dei servizi. Ma perla mancata focalizzazione di temi capaci di delineare una linea culturale; per l’incapacità di coordinarsi con l’altro polo culturale che esiste: la biblioteca; per calcolo politico il CdZ3, sino ad ora, ha mantenute separate le attività che in quegli spazi erano inizialmente previste. Ha tenuto per sé la gestione dell’auditorium; ha assegnato a una cooperativa la gestione del CAM e dato a un gestore il bar.
Invece di indire un unico bando rivolto a uno o più soggetti coordinati tra loro capaci di assumersi la gestione di quegli spazi, rispettando le funzioni a cui sono preposti e indicando le priorità culturali e le finalità socializzanti da perseguire il CdZ3 oggi riconosce la sua incapacità a fornire una offerta culturale e ricorrere all’espediente del gestore del bar per salvare capra e cavoli (gestione economica fallimentare/gestione culturale insufficiente). Usa in modo inconsapevole il cavallo di Troia del bar e elabora un bando abborraciato.

[3] Sarebbe interessante capire se vi è un’offerta culturale del CdZ3 e quale essa sia prima di parlare di ruolo strategico. Il CdZ3 ha a disposizione diverse centinaia di migliaia di euro da spendere all’anno. Ma ci pare che si limiti a elargirli a gran parte di coloro che bussano alla porta senza avere una strategia. E a onore del vero questo bando in primis dichiara esplicitamente che il CdZ3 è incapace di elaborare una offerta culturale al punto che chiede al prossimo gestore del bar di farsi, come si diceva una volta nell’ambito dei partiti di sinistra, parte dirigente e “presentare un progetto culturale, gestito in proprio o attraverso associazioni collegate, per arricchire l’offerta culturale della struttura e degli spazi collegati“.

[4] Qui siamo alla più disarmante delle sincerità e alla meno democristiana delle dichiarazioni. Con estremo candore il CdZ3 dichiara che fare cultura impoverisce soprattutto se hai sulle spalle delle spese fissi, date da una struttura. Questa volta Tremonti non centra. Per cui ha deciso di buttare il bambino con l’acqua sporca.

[5] Questa clausola, non essendo ancora riusciti a procurarci la delibera della giunta comunale relativa all’assegnazione del bar al precedente gestore, non sappiamo se era stata già prevista. Di certo il vecchio gestore fu sollecitato a tenere aperto il bar in concomitanza con gli eventi serali dell’auditorium. Ma dapprima l’auditorium è rimasto chiuso per lunghi mesi; poi al suo interno sono stati realizzati eventi che richiamavano un pubblico così poco numeroso che non giustificava l’apertura del bar.

[6] Sino ad ora la calendarizzazione delle attività dell’auditorium è stata effettuata dagli uffici del CdZ3. Ora pretendere che un bar elabori un progetto culturale gestito in proprio che poi si traduce in eventi che si svolgeranno nell’auditorium, in date presumibilmente non sovrapponibili con quelle proposte dal CdZ3 e da associazioni/enti partiti (ma questo non viene detto), sembra essere questione irrealistica. Se il bar deve organizzare e gestire eventi, sostenendo anche le spese indirette che la gestione di tale spazio comporta, ovvero aprendolo e chiudendolo quando altri lo utilizzano, accendendo le luci o la consolle suoni, facendo le pulizie, v’è da prevedere che potrà farlo solo a titolo oneroso. Quando organizzerà in proprio un evento lo farà facendo pagare un biglietto. Ovvero l’auditorium non sarà più uno spazio a fruizione “libera” o come si diceva una volta “a prezzo politico” ma rimarrà uno spazio pubblico a gestione privata. Ma non solo. Il bando non chiarisce chi avrà la priorità all’uso dell’auditorium! Domanda non politica?

[7] Qui siamo al tautologismo la valutazione del progetto è in base alle caratteristiche dello stesso: indefinite. Ovvero va bene tutto madama la marchesa. Siamo al burlesque!

[8] Qui ci corre l’obbligo di dire che la pulizia dello spazio antistante il bar è stato motivo di attrito tra la vecchia gestore e il CdZ3. Nel 2012 il comune di Milano era in grande difficoltà economica. L’impresa di pulizie della biblioteca non effettuava più il servizio di pulizia nello spazio in oggetto. La pensata fu di caricare quell’onere sul gestore del bar perché lo stesso aveva messo su quello spazio dei tavolini. Il gestore non era d’accordo per cui qualcuno gli ingiunse di toglierli. Lui organizzò nell’agosto del 2013 una raccolta di firme presso gli utenti a sostegno delle sue ragioni e “a tutela” degli interessi dei frequentatori della biblioteca. I tavolini ricomparvero. Non sappiamo se sulla base di un compromesso. In seguito il gestore venne a sapere che la biblioteca sarebbe rimasta chiusa 2 mesi (poi diventati 3) e filosofeggiando pare abbia detto che quando ti trovi ad operare dentro certe strutture o accetti questi inconvenienti o lasci. Lui ha lasciato. Contrariamente a quanto sostenuto la gestione del bar non era in perdita.
[9] Qui siamo all’imbonimento. Basti ricordare l’iniziativa promossa dal CdZ3 non più tardi del 14 dicembre 2013. In quell’occasione il Cdz3 finanziò un “concerto” del gruppo Reggaemotion, incontrando non poche difficoltà non già nell’allestimento del palco, lo portava il gruppo, ma nell’ottenimento da parte degli uffici comunali della possibilità di farlo installare (ad es. non poteva essere messo sul passo carraio del civico perché avrebbe impedito l’accesso a una eventuale autolettiga). Il palco fu messo in posizione, per usare una definizione eufemistica, infelice. (vd. documentazione fotografica. Il video che documentava parte della straordinaria performance dei Reggaemotion non è più visibile causa l’eliminazione, di tutti i video che avevamo messo su youtube, da parte di ignoti). Quel giorno i Reggaemotion fecero BINGO perché oltre a suonare per il CdZ3 suonarno, sempre grazie ai contributi del Comune, alla palazzina Liberty).
Quanto al verde che circonda la biblioteca chi lo manutiene sarà sollevato dal sapere che tra poco (sic!) provvederanno alla bisogna delle guardie ecologiche private!

[10] Qui si delinea una interessante prospettiva: sappiamo tutti che il gioco delle carte è un fattore aggregante per tutti i ceti sociali. Tra le iniziative aggreganti del CAM vi è la messa a disposizione di una sala per giocare al burraco e/o ad altri giochi con le carte. Vuoi vedere che avremo tra poco tornei multipiano con bisca a cielo aperto?
[11] Questo punto ci fa sorridere. Pur essendo un fiore all’occhiello del CdZ3, che ha deliberato in merito, nella prima stesura del bando non era stato inserito; ora invece compare: sfiorito. E lo è perché non è una condizio sine qua non, ovvero una condizione che se non dichiarata esclude il partecipante al bando. E’ una condizione che verrà prese in considerazione, in sede di assegnazione del punteggio, qualora due o più partecipanti al bando si trovino ad avere ottenuto lo stesso punteggio! E un modo elegante per lavarsi le mani, con l’acqua, of course.
[12] Come è possibile escludere un partecipante al bando se chi vi partecipa non ha ancora installato slot machine, video poker, ecc.?

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