1 gennaio CHE TUTTI SI POSSA VIVERE SENZA CHE LA NOSTRA DIGNITA’ SIA CALPESTATA

Negli ultimi mesi intorno a piazza Rimembranze di Lambrate e più in generale a Lambrate vi è stato un gran vociare e riunioni e delegazioni di politici e assembramenti di persone in piazza sotto il poco felice slogan C’è vita in piazza. Infelice perché quella piazza è un luogo di memoria a cielo aperto, un luogo preso a prestito per ricordare i 114 caduti di Lambrate durante la prima guerra mondiale. Infelice perché seppelliva una storia di straordinaria solidarietà che 5 anni prima gli abitanti di Lambrate avevano espresso nei confronti dei ROM, il 19 novembre 2009, quando la baraccopoli di via Rubattino, occupata da circa trecento rom, venne sgomberata dalle forze dell’ordine e per la prima volta, si creò una mobilitazione di cittadini in loro favore al punto che alcuni milanesi aprirono la porta della propria casa per dare ospitalità ad alcune famiglie che non avrebbero avuto alternative reali alla strada.
Cinque anni fa vi era al governo della città la giunta Moratti oggi vi è una giunta arancione che non ha lasciato passare 5 anni per fare piazza pulita di quella fragile solidarietà che fu espressa nei confronti dei baraccati. Quello sgombero non fu il primo e neppure l’ultimo. Altri Rom si sono accampati alla bene e meglio in via Rubattino e nelle strade limitrofe e per altre volte sono stati “sgomberati”.
Ne è testimonianza diretta Mario Ingrosso, fotografo di professione, che nato ad Asti nel 1935,  negli anni ’60 si è trasferito a Milano e vive nella nostra città. Dal suo sito facebook abbiamo tratto le due pagine (e la fotografia) che ha scritto a commento del suo incontro “professionale” con i Rom di via Rubattino. Incontro che non gli ha impedito di interrogarsi sul come li trattiamo.
INTRODUZIONE

romfb7

settembre 2011

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