16 maggio PROIEZIONE A BELLINZONA DEL DOCUMENTARIO DELL’ARTE DELLA GUERRA

L’Associazione Giù le Mani dall’Officina FFS (1), nell’ambito della mostra organizzata dall’Archivio di Stato, dalla Fondazione Pellegrini Canevascini e con la collaborazione della Biblioteca cantonale di Bellinzona e dell’Associazione Treno dei Sogni e degli incontri promossi in biblioteca denominata
 il 16 maggio ha organizzato la proiezione del documentario  Dell’arte della guerra di Silvia Luzi e Luca Bellino sulla lotta operaia dei lavoratori della l’INNSE di Milano al termine del quale seguì un dibattito.
Vi parteciparono, tra gli altri, tre degli operai della INNSE che salirono sul carroponte della fabbrica nell’agosto del 2009: ACERENZA, Vincenzo – BOTTA FERLA, Fabio – ESPOSITO, Luigi. Il dibattito seguiva la proiezione del film.

Per sentire il dibattito completo potete andare al seguente link Fonoteca Nazionale Svizzera

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(1) L’associazione è nata a seguito dello sciopero di 30 giorni che vi è stato nelle officine Cargo di Bellinzona

● Il 7 marzo 2008, la direzione delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS) annuncia di volere privatizzare la manutenzione dei vagoni e dislocare quella delle locomotive. Un piano che prevede la soppressione di 120 posti di lavoro.
● 430 operai delle Officine Cargo di Bellinzona entrano immediatamente in sciopero. In pochi giorni nasce un vasto movimento di protesta che coinvolge tutta la regione.
● «La pittureria», spazio adibito alla verniciatura dei treni, diventa il cuore e il simbolo della lotta. Il braccio di ferro tra scioperanti e direzione delle FFS dura trenta giorni. Un mese intenso, che mobilita l’intera classe politica.
● L’irrigidimento dei fronti costringe il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger a intervenire. Il 5 aprile la direzione delle ferrovie è costretta a ritirare il piano di ristrutturazione e a garantire il mantenimento dell’Officina fino al 2012.
● Il 7 aprile l’assemblea dei lavoratori interrompe l’agitazione e dà mandato al Comitato di sciopero di partecipare alla tavola rotonda concordata tra le parti, in vista del mantenimento e dello sviluppo dell’attività dell’Officina anche dopo il 2012.
La RSU della INNSE, venuta in contatto con gli operai delle Officine Cargo, mutuò dalla loro bandiera lo slogan

 

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