20160512 praga è bella

Chiesa di San Nicola di Minghui Zhengw

Chiesa di San Nicola di Minghui Zheng

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Tra le 65 proposte della I° edizione dell’OPEN HOUSE MILANO  alla (ri)scoperta dell’architettura, dopo avere optato per la visita guidata al II° Quartiere operaio costruito a Milano dalla Società Umanitaria, in viale Lombardia, abbiamo fatto due passi e siamo andati in via Sacchini 18, in una di quelle vie che da piazzale Loreto si snodano perpendicolari a via Porpora, formate da casette/villette, oggi si direbbe a schiera, ma ognuna con fisionomia diversa, che quasi mai superano i 3 piani di altezza e formano perimetri che all’interno racchiudono giardini privati.
Il fronte della casa è stato rifatto di recente. Alla fine del secolo scorso e fin quasi alla fine del primo decennio di questo vi era un elettrauto. La casa, costruita un secolo fa, durante la II° Guerra mondiale,  a causa dei bombardamenti dell’aviazione inglese è rimasta danneggiata: tetto scoperchiato e ultimo piano crollato.
Gli attuali proprietari sono stati meno inglesi degli inglesi: la casa l’hanno rivoluzionata! Al piano strada oltre l’uscio che da accesso: al giardino al bed end brefast (3 camere) all’abitazione privata al terrazzo e al solarium v’è l’entrata alla galleria d’arte.
In occasione dell’Open House Milano vi sono esposte le opere degli oltre 20 artisti che la Galleria ha ospitato nei suoi 3 anni di attività.
Informati sulla genesi di questo edificio abbiamo fatto un viaggio in un altro modo: dall’alto verso il basso!

P. S. se cliccate su una immagine potete vederla ingrandita

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20160514

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Oggi, tra le 65 proposte della I° edizione dell’OPEN HOUSE MILANO  alla (ri)scoperta dell’architettura, abbiamo optato, anche, per la visita guidata al II° Quartiere operaio costruito a Milano dalla Società Umanitaria.

Nell’ottobre del 1908 la Società Umanitaria cominciava la costruzione di un nuovo quartiere operaio in località alle Rottole, oggi viale Lombardia (Il primo, costruito nel giro di poco più di un anno, era composto da undici edifici divisi in due lotti, per un totale di 240 appartamenti di uno, due e tre locali ed è stato terminato nel marzo del 1906, con la denominazione di Quartiere Operaio di via Solari).
La Società Umanitaria pur non avendo messo tra le sue priorità la questione della costruzione delle abitazioni per le classi meno abbienti, in primis, la classe operaia che cominciava a confluire su Milano e viveva ammassata in un unico locale per nucleo familiare, aveva stanziato 2 milioni di lire per costruire il Quartiere di via Solari. L’opera permise a 1000 persone di avere un alloggio degno di tale nome, considerati gli standard di allora. Ma anche, permise alla Società Umanitaria di avere ancora la disponibilità di 1 milione, terminata l’edificazione del I°quartiere.
Decise allora di costruire un nuovo quartiere.
I terreni idonei alla realizzazione del nuovo quartiere, su progetto sempre dell’architetto Broglio, vennero identificati in un’area di proprietà della ditta Ingegnoli & C, i cui proprietari furono disposti a darli al vantaggioso prezzo di L. 3 al mq. purché i terreni venissero destinati a case popolari. Su 10.000 mq di terreno furono edificati 12 fabbricati a 3 o 4 piani disposti a padiglione attorno ad una corte centrale.
II Quartiere Operaio della Società Umanitaria venne inaugurato il 21 novembre 1909, contestualmente all’apertura della nuova Casa dei Bambini con Metodo Montessori. I dodici fabbricati residenziali, per un totale di 214 appartamenti di diverse combinazioni (16 alloggi da un locale, 19 da un locale e servizio, 8 da un locale e mezzo, 10 alloggi da due locali, 45 da 2 locali e servizio, 4 da 2 locali e mezzo, 74 alloggi da due locali e mezzo con servizio, 38 alloggi da tre locali e servizio) vennero occupati da circa 1200 persone.
Nel dettaglio i 12 edifici avevano un vasto locale aperto all’aria e alla luce che accoglieva il Ristorante Cooperativo condotto dalla Cooperativa Proletaria di Consumo e Produzione. Tale Cooperativa aprì anche: un negozio di generi alimentari, drogheria, macelleria, lavorazione e vendita di carni suine, vendita di frutta e verdura e un negozio di mercerie e di effetti d’uso personale. Annessa alla Cooperativa Proletaria vi è anche la distribuzione del latte fornito dalla Cooperativa del latte. Gli inquilini avevano così il vantaggio di potere acquistare, a prezzi inferiori a quelli dei lattivendoli, latte puro, filtrato e immunizzato.
Vicino al Ristorante, vi era la sede della Biblioteca e la Università popolare.

Quella di seguito è la palazzina dove vi era l’asilo Montessori. Oggi è in ristrutturazione e nella disponibilità della ripartizione educazione. Dinanzi vi è il monumento dedicato “consoci del quartiere caduti per la grandezza dell’Italia” durante  la I° guerra mondiale e a coloro che furono “vittime del fascismo e della sua guerra“.
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