Oggi si può scegliere: sotto terra; in un colombario, cremato, riposto in un urna, disperso al vento.
Chi è previdente dispone; chi è fatalista dispone.
Inesorabilmente quel che rimane di noi al più sarà una lapide, una scritta. e il tutto prolungherà la nostra vita terrena esposti alle intemperie.
Quale cuore può gioire al pensiero che l’altro della vita verrà dopo di noi e sempre più vecchio sfregherà il marmo, trasporterà il secchio, luciderà l’immagine di noi che siamo polvere.
Anche se disponiamo mai sapremo quel che ci tocca in sorte.
I cimiteri non sono il luogo dell’eterno riposo.
Sono un gran formicaio; una fabbrica del dolore, una processione. Mai un dolce ricordo.
E poi in sorte, come in vita, può capitarci di stare insieme ad altri che non avremmo scelto o se scegliamo con chi stare siamo pur sempre circondati, osservati.
Con buona pace della privacy.
Ingresso del vecchio cimitero di Lambrate.
Cappella della famiglia Folli
Lato destro del vecchio cimitero
P. S. Il vecchio cimitero di Lambrate è all’interno del nuovo. Vi recate al nuovo; superate l’ingresso e tenendo la destra andate verso i forni crematori. Percorrete il viale parallelo ad essi e proseguite sino a che non vedrete un muro giallo: è il muro di cinta del vecchio cimitero. Continuate a destra avete un ossario e quasi in fronte ad esso v’è l’ingresso del vecchio cimitero.
Alla sinistra e alla destra del porticato vi sono due giardinetti sopra i quali vi è un bassorilievo con la scritta I CITTADINI AI LORO CADUTI, della prima Guerra Mondiale. Per alcuni vi è anche la formella in ceramica con la loro effige mentre altri hanno solo la targhetta che riporta il loro grado. Vi è un sottotenente e un sergente mentre tutti gli altri sono semplici soldati, tra questi anche un Limonta Carlo morto nel 1916.
Passato l’ingresso il cimitero conserva a destra, lungo il muro di cinta un ossario, per il resto non vi sono che poche tombe dell’epoca del Comune di Lambrate, e alcune nuove. Ma in fondo al cimitero che fu vi sono le cappelle di famiglia. Una tra queste è quella della famiglia Folli. Se si parte da quest’ultima per scorrerle tutte si arriva a un altro ossario. Se lo si supera ci si immette in un vialetto nel quale v’è la tomba di famiglia dell’ultimo sindaco Milano: Pisapia. Chissà se vi è una correlazione tra il soldato Limonta Carlo e il consigliere Limonta Paolo, che fu, nella passata consigliatura, il prode scudiero di Giuliano Pisapia.
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