4 marzo SAN CARLO ALLE ROTTOLE

Secondo alcuni il nome Rottole deriva dal sovrano longobardo Rotari (640-654) che ripristinò l’uso delle antiche vie romane (via de Rotaris); secondo altri deriva dalla voce dialettale rotul che indica grossi ciotoli e lastre di pietra utilizzati nella costruzione delle strade romane.
L’oratorio di San Carlo alle Rottole (viale Palmanova) è di origine medioevale.
Negli anni ’30 del  ‘900 lo si può intravedere in questa fotografia fatta dal sottopasso della ferrovia che sovrasta via Palmanova
viapalmanova1930Nel 1963 fu abbattuto dal costruttore del complesso edilizio che si affaccia sull’oratorio, nonostante fosse stato messo sotto vincolo dalla Sovraintendenza. Una sentenza ha imposto al costruttore del complesso di ricostruirlo.
A cinquant’anni o poco più da quella sentenza la chiesetta, sconsacrata e di proprietà privata, si trova in questo statoSenza titolo-1
Gianni Arginelli così ne scrive: Che nostalgia! La mia società aveva provveduto a restaurare la cappella e il resto degli uffici, che non sono sottoposti al vincolo delle Belle Arti. Ho diversi disegni della cappella prima della demolizione… La chiesa veniva adibita a sala riunioni ma garantisco che rispetto allo stato degradato in cui l’avevamo trovata, era diventata un fiore. … C’erano affreschi sulla volta.
Dal punto di vista architettonico la chiesetta S. Carlo alle Rottole così è descritta sul sito di Lombardia Beni Culturali “ha una facciata tripartita da lesene sormontata da un frontone e da un campaniletto terminante a cono cestile. L’interno a una sola navata ha stucchi e una balaustra di marmi pregiati“.

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