Le macerie della collinetta al parco Lambro custodiscono, presumibilmente, anche, le spoglie di alcune vittime dei bombardamenti, della II° guerra mondiale. Durante le giunte del sindaco Moratti, all’apice del glorioso ventennio berlusconiano, all’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra venne l’idea di chiedere ai CdZ 3 (collinetta del parco Lambro) e CdZ8 (collinetta di san Siro) di ricordare quei morti. L’allora CdZ3, di centro destra, fece propria l’idea e L’11 novembre 2005 la commissione LLPP/Territorio/ Traffico/Viabilità del CdZ 3 si è riunita per esaminare la proposta dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra – sezione provinciale di Milano di mettere alla montagnetta del Parco Lambro un segno in commemorazione, appunto, delle vittime civili della seconda guerra mondiale
Il 18 novembre 2005, su incarico di quella commissione, si riunì un gruppo di lavoro appositamente costituito per formulare una proposta concreta
Il 1° dicembre 2005 il CdZ 3 deliberò a maggioranza la proposta di collocare di un cippo sul quale riportare una frase di Carlo Del Croix (Interventista, ovvero a favore dell’entrata in guerra dell’Italia nella I° guerra mondiale. Medaglia d’argento al valore militare, perché era riuscito ad automutilarsi durante un’esercitazione di lancio di bombe a mano, le perse entrambe e rimase cieco. Parlamentare fascista dal 1924 al 1943. E dopo la II° guerra mondiale eletto deputato, alle elezioni politiche del 1953, nelle file del Partito Nazionale Monarchico.)
Il 23 gennaio 2006 il vice-sindaco De Corato comunicò al CdZ 3 che le opere proposte sarebbero state realizzate tramite l’appalto di Global Service
Il 25 marzo 2006 l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra – sezione provinciale di Milano organizzò una cerimonia commemorativa presso quel cippo e quella targa, con il patrocinio di Regione, Provincia, Comune e Zona 3 (Tutti di centro destra). Tutti inconsapevoli che quelle morti erano il frutto di una guerra voluta da Mussolini e dai gerarchi fascisti. Erano la conseguenza della Repubblica Sociale Italiana, con a capo ancora Mussolini e vecchi e nuovi fascisti alleati con l’occupante nazista. Erano la testimonianza di una politica che dopo la proclamazione della Repubblica ha continuato a esistere ed essi stessi, più o meno apertamente, avevano delle affinità con essa.