Ho incontrato un amico e gli ho chiesto cosa pensasse in generale del voto e cosa avrebbe fatto la favorita di nonno Trump.
“Sebbene il quesito referendario riguardasse un tema tecnico esso aveva assunto implicazioni politiche e il voto è stato ampiamente interpretato come un test politico per il goveno Meloni.
La Premier ha cercato di accreditarsi durante il suo mandato come ponte tra l’Europa e l’amministrazione Trump.
I votanti per il No hanno superato il consenso raccolto dalla destra alle politiche.
L’operazione “referendum come plebiscito” si è ritorta contro chi l’ha lanciata e a caldo Meloni ha detto che siccome nel suo cassetto ci sono altri referendum li proporrà al popolo sovrano.
Dato per acquisito il risultato del voto quel che dovrebbe interessare è il dopo.
Meloni ha investito tantissimo capitale politico nel legame con Trump per blindarsi a livello internazionale, ma questo “No” casalingo dimostra che il vento della destra americana non basta a convincere gli italiani a modificare la Costituzione.
In pratica, mentre lei cerca di fare la “Trump d’Europa”, l’elettorato le ha ricordato che l’Italia non si governa a colpi di slogan d’importazione.
Se Meloni pensa di sopravvivere a colpa di fiducia, come per altro ha fatto fino ad ora si condannerà all’oblio perchè gli italiani sono un popolo creativo ma feroce quando cambia il vento.
Il voto di fiducia è l’ossigeno tecnico che le permetterà di restare a galla, ma è un’arma a doppio taglio che alla lungo logorerà chi la continua ad usare.
Siamo un popolo che passa dal balcone al linciaggio politico in un batter d’occhio. La storia d’Italia è un cimitero di “uomini della provvidenza” o “leader del popolo” che, una volta perso il tocco magico con la realtà, sono stati scaricati senza troppi complimenti.
Il rischio per Meloni ora è proprio l’oblio politico per saturazione.
La fiducia tecnica può blindare le leggi in Parlamento, ma non ricostruisce il consenso nelle piazze.
Più si arroccherà nel Palazzo con i voti di fiducia, più alimenterà la narrazione di un governo distante da quel “popolo” che dice di rappresentare.
Se l’appoggio esterno del “nonno” americano non si tradurrà in vantaggi concreti per l’economia italiana, diventa solo una medaglietta inutile per l’elettorato che fatica ad arrivare a fine mese.
In pratica, se decide di tirare dritto ignorando il 54% di “No”, rischia di trasformarsi in un governo fantasma: longevo fin che vuoi, vivo sulla carta, ma politicamente defunto”.