Ad un certo punto dell’incontro organizzato dal Municipio3, nell’auditorium Stefano Cerri, di via Valvassori Peroni 56, gremito all’inverosimile, giunse ferale la notizia che si doveva andare tutti a nanna alla 11 de la noche, perché i vicini avevano programmato l’arrivo di un trasporto eccezionale. Si doveva sgombrare. Via.
Come in tutte le cose dette nella serata c’era del vero: via Valvassori Peroni e via Pascal erano transennate, ovvero la notte è vietato il posteggio in un tratto delle due vie perché arrivano da Brescia due camion che portano un carico eccezionale: le “falde” del tetto della costruenda palestra di Zero Gravity.
Tanto è bastato alla moderatrice Antonella Bruzzese, vice-presidente del Municipio 3, declassata a consigliera dal galante assessore Maran, per dichiarare l’incontro terminato.
La qual cosa non ha impedito all’assessore Maran di chiosare: la posizione politica dell’amministrazione è quella di delegare all’Università Statale la scelta di quel che le riuscirà di fare: l’amministrazione sia come sia la sosterrà.
Parole impegnative ma anche indefinite. Ma non al punto da generar sgomento: la politica è asservita alle convenienze di una parte: le università di Città Studi.
Quanto ai numeri che sono stati esposti nella serata è presto detto: il rettore Azzone ha una (1) casa anche a Rho; la facoltà di Veterinaria, a detta del rettore Vago, si trasferirà a Lodi nel 2018; se le facoltà scientifiche si trasferiranno sull’area EXPO lo faranno non solo con mezzi propri ma con l’aiuto di fondi che il ministero di riferimento dovrà mettere a disposizione della Statale. Dicendo ciò, è vero, non ha parlato di cifre. Ma lo sanno anche i muri che non son meno di 120 milioni di euro.
E poi i due rettori, visto che non hanno detto nulla di inconfutabile nelle loro relazioni introduttive, e la platea non era formata da giornalisti, sono stati subissati dalle domande del variegato pubblico incarnato da anziani abitanti della zona sino a giovani studenti delle università.
Così i nostri coraggiosi rettori, hanno dato vita a un surreale coretto con il fine di tacitare l’Auditorium. Sintezzando: la prima pietra sarà posata su area EXPO non prima del 2018; se il trasloco si farà incomincerà non prima del 2022/23. Come dire: chi ha i capelli bianchi, non si preoccupi del doman, per quell’epoca non ci sarà più; chi è studente potrà andare fuori corso e comunque potrà finire gli studi a Città Studi. Maran si è aggiunto al coro e ha ricordato che non v’è fretta: sino alla fine del 2017 si possono discutere i particolari di come sarà Città Studi se …
Usciti dall’Auditorium dalle parole si è passati ai fatti illuminati non solo dalla luna

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