2 aprile KARME LA ROZZA

Nel 2012, un giornalista del Fatto quotidiano on line, Gianni Barbacetto ebbe a dire che “Karme La Rozza” (al secolo Carmela Rozza allora capogruppo del PD, ora assessore ai Lavori Pubblici e Arredo Urbano, del comune di Milano) “Non perde occasione per scontrarsi e combattere, di solito contro esponenti del suo stesso partito o comunque della sinistra”.
Nel 2015 appena se ne è presentata l’occasione ha pensato bene di “tradire la giunta Pisapia” e fare una scelta coerente al suo modo di intendere la politica: è salita sul carro di Giuseppe Sala nella speranza di avere scelto il carro del vincitore delle prossime elezioni amministrative, e di avere nuove occasioni per apparire.
E mentre aspetta le elezioni oggi non si è fatta scappare l’occasione di farsi immortalare a imbrattare, con ” senso civico“, era questo il senso della giornata, con rullo e vernice, un auto in divieto di sosta. Era senza la tuta da lavoro, diversamente da tutti coloro che avevano aderito alla giornata per ripulire i muri imbrattati delle scuole: erano lì a sovraintendere i lavori e a farsi fotografare ad uso e consumo dei giornalisti accorsi al suo seguito.
La Rozza ha giustificato il suo gesto dicendo che “Voleva essere un segnale, la multa non era sufficiente“.
E poi rinsavita, il gesto era stato un moto di rabbia, ha trovato un animo compassionevole che ha smacchiato non il ghepardo di bersaniana memoria ma la macchina.
La domanda è: si è ravveduta? Agli elettori giudicare.
A noi il privilegio di vedere come sui “muri liberi” voluti dall’assessore Rozza (alcuni sono stati liberati), della nostra zona, senza farsi fotografare, artisti di strada, hanno usato pennelli, bombolette e vernici per dipingerli.

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