5 febbraio CHE LA STORIA PRIMA TRAGEDIA NON DIVENTI FARSA

Oltre la ferrovia, a Lambrate, sono comparsi numerosi poster atipici nella forma (seguono la silhouette dell’effige che rappresenta). Uno tra questi è sulla massicciata del sottopasso ferroviario che raccorda via Pacini con piazza Monte Titano, su un muro libero per volere dell’assessore Rozza. Rappresenta un extraterrestre (la sigla che firma il poster è ALEN ATTACK) che sotto mentite spoglie (quelle di Che Guevara) raffigura il COMPAGNO BEPPE (al secolo Giuseppe Sala, il candidato sindaco piovuto da Roma) e lo saluta con un il pugno chiuso del maggio francese e di Lotta Continua, dei bei tempi andati del ’68.
Poiché all’epoca Giuseppe non aveva ancora 10 anni (è nato nel 1958) nulla sa di Che Guevara (morto l’8 ottobre 1967) e ora, più grandicello, non si ricorda che il Che è diventato in occidente un mito anche perché ha combattuto contro l’imperialismo, a favore dei popoli oppressi, ma è stato sconfitto e ha immolato la sua vita.
Non crediamo che Giuseppe sia fatto della stessa tempra del Che e abbia intenzione di immolarsi per gli interessi del popolo, per cui prenda l’astronave e se ne vada per altri lidi, financo a Zoaglio.
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