Per qualche giorno ci siamo occupati dei tigli e dei carpini di via Benedetto Marcello. Ciò che è stato tagliato è stato composto in più cassonetti e avranno la loro degna sepoltura: il budget lo prevede. Sorte non eguale hanno ricevuto gli alberi che si affacciavano tra i civici 41 e 45 di via Rizzoli. Da circa 20 anni gli alberi al centro del pratone davano ombra a chi vi portava i cani. E il tutto aveva tanto di recinzioni e panchine e appunto alberi. Ora parte del tutto giace sotto questo sole e degli alberi al centro del pratone nemmeno l’ombra!
Le aree cani, come il quartiere Feltre insegna, vengono create e soppresse come se niente fudesse. Ma qui non si tratta di una iniziativa spensierata del Comune e del CdZ3; qui ci troviamo di fronte a una determina dirigenziale che ha decretato vincitore, di un bando che l’amministrazione comunale aveva promosso il 26 maggio 2008, il consorzio CME. Dopo 6 anni, il 30 marzo u.s. il Comune ha stipulato con CME “la convenzione che regolamenta la cessione del diritto di superficie dell’area e la realizzazione dell’intervento” . Ognuno può immaginare ciò che vuole, circa il lasso di tempo intercorso. E parimenti ognuno può dare libero sfogo alla fantasia sulla base della sola informazione che compare lungo il perimetro dell’area recintata: si tratta di un intervento definito di Difesa del suolo, nello specifico di una bonifica. V’è da credere che difesa e bonifica fossero necessari perché il suolo era minacciato da un recinto per cani e da alberi, e doveva essere bonificato dato l’alto potere tossico della deiezioni degli animali.
La natura dell’opera autorizzata dalla Regione a Difesa del suolo in via Rizzoli è dell’aprile di quest’anno. E la Regione Lombardia con l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi ha certificato che l’ammontare complessivo presunto dei lavori sarà di 1.742.000 euro. A noi pare che questo atto amministrativo sia incomprensibile, anche rispetto alla sua entità economica. Ma grazie alla disponibilità di chi da molti anni si occupa della cosa pubblica possiamo svelare più compiutamente la natura dell'”intervento”. Con la delibera consiliare n. 23 del 26 maggio 2008, l’Amministrazione Comunale, nell’ambito della programmazione per l’edilizia residenziale, a canone di locazione sociale, moderato e convenzionato e/o in godimento d’uso e con prezzo di cessione convenzionato, istituiva un bando vinto, per l’area di via Rizzoli, da CME. Sul sito del Comune ogni possibile illazioni circa il tempo impiegato per firmare la concessione viene svelato: non trovavano una penna si appuntita da scoraggiare il più accanito dei lettori a informarsi sull'”intervento”. Ecco come viene descritto il contesto ove si trova il pratone luogo di elezione per la realizzazione di 137 alloggi.
Inquadramento territoriale
L’area risulta inserita in un contesto caratterizzato dalla presenza di infrastrutture rilevanti, lambita dalla tangenziale ed attraversata dalla linea metropolitana di superficie inoltre, appare racchiusa tra due importanti strade di attraversamento: la via Rizzoli, su cui si affaccia direttamente, e la via Palmanova, storica via d’accesso di Milano, che appare però separata dall’area e non accessibile per la presenza della linea metropolitana in superficie.
Avete presente la striscia di Gaza? Gli abitanti compresi tra via Rizzoli e via Palmanova (ma anche quelli tra via Civitavecchia/via Don Calabria e via Palmanova) per andare dall’altra parte della via Palmanova devono usare i varchi delle stazioni della metropolitana o, a loro rischio e pericolo, i sottopassi, che abbiamo documentato in un precedente articolo vd.) Solo all’estensore dello scritto l’area appare in verità essa è rinchiusa tra via Palmanova e via Rizzoli senza sbocchi laterali.
L’area di progetto si pone proprio tra due complessi residenziali a corte di grande dimensione, di fronte ai quali, dal lato opposto della strada, poco più a sud, si erge il nuovo edificio sede della RCS. A questi grandi oggetti fa da contrappunto una varietà di spazi aperti verdi che, anche se non sempre completamente fruibile, lascia spazio alla percezione di una articolata sequenza di ambiti e/o lacerti di paesaggio differenziati.
L’unica plastica percezione che può essere percepita è una pompa di benzina e degli orti abusivi, la Rizzoli e più in lontananza: il Lambro, dei campi seminati, la tangenziale e l’Ospedale San Raffaele.
Di fronte all’area di intervento, oltre la via Rizzoli, si trova un’area agricola utilizzata ad orti dagli abitanti dei quartieri circostanti.
In verità la bucolica visione presenta 20 orti urbani e decine di orti abusivi.
Di rilievo la presenza del Parco Lambro, anche se non è garantita una immediata accessibilità
Ovvero c’è ma non vi si può accedere, a conferma del proverbio: guardare e non toccare è una cosa da imparare.
Lo spazio verde di pertinenza di uno dei due edifici a corte confinanti l’area risulta accessibile, offrendosi come giardino collettivo attrezzato. La qual cosa ha suscitato l’entusiasmo dell’assessore Chiara Bisconti al punto che al termine del suo mandato, pare, voglia comperare un appartamento in edilizia convenzionata
mentre sul retro dell’area di intervento, esteso lungo il tracciato della metropolitana, si sviluppa un corridoio verde fruibile grazie alla pista ciclopedonale che giunge sino alla fermata della linea metropolitana Crescenzago L’assessore Maran ingolosito della cosa pare sia entusiasta al punto che voglia tramutare il suo mandato con un appartamentino di 45 mq. così da poter fruire della pista ciclabile che si ripromette di collegare con quella della Martesana e di estenderla sino a realizzare il collegamento con il Parco Lambro.
L’area risulta facilmente accessibile: la via Rizzoli si presenta come una strada urbana con una sezione ampia, dotata di marciapiedi e spazi per i parcheggi. La vicinanza della metropolitana rende inoltre l’area ben collegata al centro urbano, mentre la presenza della pista ciclabile – anche questa in via di estensione – rende questo un ambito attraversabile da pedoni e ciclisti.
L’estensore dello scritto ha omesso di dire che anche le autolettighe possono scorazzare lungo l’area e lui ne è così entusiasta che ha preventivato di farne uso.
Nell’area non sono presenti servizi di rango urbano rilevanti, fatta eccezione per un supermercato di dimensioni contenute, posto di fronte all’edificio a corte aperta collettiva
Il supermercato di dimensioni contenute, ovvero un mini market, da molti anni è chiuso e recentemente il CDZ3 lo ha dato in uso al Comitato Inquilini di via Rizzoli 13-45.
Come è in disuso e chiuso un vecchio distributore di benzina.
Il che induce a suppore che la stipula della convenzione abbia atteso 6 anni perché non riuscivano a trovare questo scritto veritiero
mentre appare di rilievo la presenza di funzioni di eccellenza legate all’editoria (la sede della Rizzoli), al settore socio-sanitario e della ricerca (San Raffaele)
Ce ne faremo una ragione quando ci assegneranno un alloggio a canone sociale
Da un punto di vista storico, l’area non ha subito significative trasformazioni, configurandosi nel tempo un’area di espansione oggetto di edificazioni progressive a partire dagli anni ottanta. Ad oggi si configura come un’area in trasformazione, con potenzialità che se sviluppate possono conferirle un ruolo significativo e una nuova centralità. La presenza di alcune funzioni importanti (Rizzoli periodici), la vicinanza a poli di eccellenza (San Raffaele), la previsione dello sviluppo del corridoio ecologico del parco Lambro e il futuro intervento nell’area di progetto sembrano andare nell’indirizzo di conferire nuova vitalità all’area, ovviando ad una tendente monofunzionalità.
L’uso del condizionale , da parte dell’estensore dello scritto, è affermazione storica condivisibile trattandosi di futuro: del doman non v’è certezza.
A meno che non vogliate prestare fede a quanto la verità virtuale ebbe a scritto nel 2010.

