L’AMPLIAMENTO DELLA CABINA PRIMARIA A2A DI VIA BENEDETTO MARCELLO E’ VERAMENTE NECESSARIO?

Qualsiasi buon amministratore questa domanda se la pone quando deve sostenere una previsione di spesa di 9.604.000 euro. Ma noi non sappiamo se chi amministra la società di cui parliamo la domanda se la sia posta. La società è una partecipata del comune di Milano. Una società per azioni nella quale il Comune è uno dei due azionisti di riferimento, l’altro è il comune di Brescia, parliamo di A2A ex AEM.
Di certo A2A ha buone entrature in Comune. Prova ne sia che se riuscirà a ampliare la cabina primaria di via Benedetto Marcello risparmierà rispetto alla “concorrenza” più di 115mila euro.
Infatti. Stante a un cartello affisso all’ingresso del cantiere lo stesso è stato aperto il 5 maggio e i lavori termineranno il 30 giugno 2017.IMG_0041w
Questi due dati sono però smentiti da un altro documento, affisso intorno al cantiere, redatto nientepopodimeno che dalla “Direzione Centrale Entrate e Lotta all’Evasione“, il quale certifica che in data 25 maggio è stata rilasciata la “CONCESSIONE AD OCCUPARE SPAZIO PUBBLICO CON PONTEGGIO E CESATA”
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Alla faccia della lotta all’evasione! Su 761 giorni dichiarati da chi eseguirà i lavori la Direzione Centrale Entrate e Lotta all’Evasione ne ha conteggiati  568 con un mancato incasso di oltre 115.000 euro.
Parte del cantiere occupa gli spazi dei giardini dedicati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino 
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Ma ritornando alla domanda iniziale è veramente necessario sostenere questa spesa e effettuare questo lavoro?
E ammissibile l’esistenza di pochi distributori di energia elettrica che comprimono lo sviluppo dell’approvvigionamento e della produzione dell’energia stessa secondo le loro logiche di profitto?
Emblematica è stata la puntata di Report andata in onda domenica scorsa. E emblematici sono stati gli esempi portati a sostegno della non necessità di grandi reti di distribuzione ma di efficientare l’uso dell’energia che già c’è e di incrementare la produzione di nuova energia non tramite mega centrali.
Perché oggi pur avendo a disposizione la tecnologia per produrre energia elettrica a prezzi più competitivi di quelli esistenti sul mercato un condominio non ha convenienza a dotarsi di tale tecnologia? La risposta è nella norma che impone che l’energia prodotta da un privato non può essere distribuita ai contatori di altri condomini.
Perché una amministrazione arancione non sostiene l’eliminazione di questo vincolo in nome di una città più salubre e vivibile ma si ostina a imporre l’erogazione dell’energia tramite un operatore che ragiona, al di la delle affermazioni etiche, con una logica di profitto mettendo in secondo piano aspetti rilevanti della vita dei cittadini?
Ai romantici dei bei tempi andati una serie di cartoline ricordo

e un mesto ritorno: l’orso Marcello posto in fondo a via Benedetto Marcello all’imbocco delle rampe che portano ai box. Circondato come è da siepe e ringhiera è inavvicinabile!

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