INCLUDIAMO LA PAURA E FACCIAMO TERRA BRUCIATA INTORNO AI ROM

bandierarom

la bandiera dei ROM

 A proposito dell’assemblea pubblica del 13 ottobre u.s. svoltasi nell’aula consiliare del CDZ3 in via Sansovino.

Da che esistono gli insediamenti umani in ognuno di essi v’è sempre stato il diverso. In alcune culture viene rispettato, in altre deriso, in altre ancora bandito.
In tempo di crisi v’è bisogno di individuare un nemico.
In tempi come quelli che stiamo vivendo antichi pregiudizi fanno la loro ricomparsa anche se in tutta evidenza sono ingiustificati.
A nessuno può sfuggire che in una assemblea pubblica qualcuno, commentandola, abbia dapprima  richiamato l’attenzione su un fatto di cronaca: nella notte, in una strada della periferia di Milano, distante qualche chilometro da Lambrate, in via Rizzoli, 13 macchine sono state vandalizzate. E dopo questo incipit si dice che il tema della serata era la presenza dei Rom al quartiere Rubattino. Presenza che quantitativamente negli anni è mutata: nel 2006 nella zona i Rom erano circa 600 stanziali mentre ora non sono neppure un centinaio che, in modo saltuario, sono segnalati, perché in transito. Ma anche se l’evidenza dei numeri dimostra che il numero dei ROM è poco significativo queste persone sono comunque additate come una scheggia impazzita nella rispettabile comunità: loro usano, anzi abusano, dei luoghi pubblici: “spazzatura sparsa sui marciapiedi, sporcizia abbandonata, deiezioni nei luoghi pubblici, abluzioni nelle fontanelle e bucato per strada, sono solo la parte più appariscente di questi atteggiamenti, perché poi arrivano anche i piccoli furti”.
E poi i metodi di “inclusione” usati in passato e ricordati da Stefano Pasta, della Comunità di Sant’Egidio, e Flavia Robbiati (maestra della scuola di via Pini) non possono essere usati perché i Rom in oggetto non sono stanziali e quindi è da rigettarsi anche la proposta, non certo illuminata ma ragionevole, ventilata dalla responsabile della Consulta ROM e Sinti: prevedere aree di sosta con installazione di fontanelle e raccolta immondizia nei luoghi soggetti ad occupazioni abusive.
Gli assessori interventi hanno preso atto di alcune proposte e le faranno proprie e hanno ricordato che il nuovo regolamento edilizio prevede, pena l’esproprio, la messa in sicurezza delle aree, ora in disuso, dei privati.
Fatta terra bruciata intorno ai ROM a loro non rimarrà che vivere sulla strada con buona pace di chi oggi ne ha paura.
Ma come dice il saggio “la paura è una percezione soggettiva che non possiamo discutere o minimizzare”. Allora facciamone una bella gigantografia!

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