Si sa quando le piante decidono di morire: lo fanno. Nel maggio del 2012 in via De Villard c’erano piante e siepi che non avevano più voglia di vivere: erano state abbandonate dal 2009, e Google documenta il loro stato di salute.
Nella primavera del 2013 una squadra di operai ha proceduto a una “bonifica”(…vd. articolo su via De Villard nel quale vi sono delle fotografie che immortalano l’immobile circondato da siepi ancora vive e da piante in numero minore che non se la passavano bene, una era stata trasformata in un albero della cuccagna). Allora non pubblicammo tutte le foto (alcune erano impubblicabli). Superato il pudore le proponiamo ora. Sono scatti fatti nell’ottobre u.s. e documentano più compiutamente quale era lo stato arboreo dell’area. Qualche persona caritatevole alcune piante le aveva già portate via. Il 25 febbraio u.s. abbiamo riportato alcuni scatti che riprendono alcune fasi della demolizione: si vedono le siepi e alcune piante.
Oggi pubblichiamo come è il cantiere, dopo l’intervento effettuato a maggio. Non vede più la presenza in via De Villard di piante e siepi: evidentemente qualche altra persona caritatevole ha completato l’opera.
La domanda è: di fronte alla volontà di morire delle piante e delle siepi perché nessuno è intervenuto per salvarle? Abbiamo negli occhi la fotografia di Michele Sacerdoti “sul faggio del Bosco di Gioia il 28 dicembre 2005 sotto la neve per impedire la distruzione del Bosco di via Melchiorre Gioia 39”. Ci rendiamo conto che gli anni passano e certe imprese si compiono una sola volta nella vita. Ed è pur vero che qui non si tratta di un bosco ma al più di pochi alberi e un po’ di siepe.
Ma la domanda è: tutto è lecito?