24 febbraio LA ROSA SEPOLTA

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Il 24 febbraio, è possibile vedere la mostra; il 26 vi sarà la presentazione del libro. La mostra presenta alcune delle tavole originali. Alcune sono impaginate in quarti, come se dovessero essere stampate.Purtroppo le tavole sono incorniciate e il vetro è lucido col che si ha lo sgradevole disturbo delle lampade, se accese, che vi si riflettono. Per una strana coincidenza il libro è già stato presentato a Milano, prima di approdare in biblioteca, così come è stato per Marcinelle 1956, presso lo spazio B**K.

Ma tutto questo nulla toglie al valore testimoniale di una elaborazione creativa che si è protratta negli anni e, apparsa prima sul web, ora è proposta su supporto cartaceo a cura di Hazard Edizioni. E nulla toglie al valore del “messaggio” che il libro propone. La genesi de La rosa sepolta risale a parecchi anni fa. E’ figlia delle tensioni degli anni ’90: delle guerre balcaniche nell’ex Jugoslavia, del genocidio in Rwanda….  Ma come sottolineano gli autori, non sono state un pretesto per sedersi intorno a un tavolo e dire: “ora facciamo un romanzo a fumetti sulle conseguenze sociali della violenza.”  Il nucleo originario della storia nasce lì poi  vi è stata una messa a fuoco per gradi, un lavoro di definizione di personaggi e situazioni per giungere ora al libro.

Barbara Borlini (Milano, 1974) e Francesco Memo (Milano, 1977) sono una coppia nel lavoro e nella vita: due figlie. Hanno lavorato nell’università facendo ricerca, scrivendo e insegnando. Dietro a questo onorevole (precario) curriculum scientifico nascondono un’identità di fumettisti: nottetempo – tra una poppata e un cambio di pannolino – sceneggiano e disegnano graphic novel. Hanno pubblicato per Bruno Mondadori, Laterza, Baldini e Castoldi, Franco Angeli. Barbara, la disegnatrice, è autodidatta.

La rosa sepolta*
pag 480; b/n, Hazard Edizioni, 14 x 20 cm; Genere story-manga, Prezzo 18,00 €; settembre 2013
Il volume è corredato dal dossier Ancora troppi bambini soldato nel mondo, a cura dell’ONG COOPI (Cooperazione Internazionale), un’organizzazione umanitaria italiana, laica e indipendente. Dal 1965 a oggi ha aiutato 80 milioni di persone, in 53 Paesi coinvolgendo 50 mila operatori locali.

*Il titolo è ispirato a una poesia scritta nel 1944 da Franco Fortini, allora partigiano.

Dove ricercheremo noi le corone di fiori
Le musiche dei violini e le fiaccole delle sere

Dove saranno gli ori delle pupille
Le tenebre, le voci – quando traverso il pianto

Discenderanno i cavalieri di grigi mantelli
Sui prati senza colore, accennando. E di noi

Dietro quel trotto senza suono per le valli
D’esilio irrevocabili, seguiranno le immagini.

Ma il più distrutto destino è libertà
Odora eterna la rosa sepolta.

Dove splendeva la nostra fedele letizia
Altri ritroverà le corone di fiori.

E’ possibile visualizzare su internet le prime 127 pagine del libro cliccate qui

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